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domenica 27 novembre 2011

Borgogni ai pm: ecco l'intreccio tra Finmeccanica e politica

     
















 Prime ammissioni 
dell'ex braccio destro
di Guarguaglini

Procura: è lui che pagava i partiti per conto della sua azienda

di Valentina Errante e Massimo Martinelli
ROMA - Adesso rischiano di andare in frantumi, le pareti di vetro del palazzone Finmeccanica
di piazza Montegrappa. La prima crepa si è aperta ieri al settimo piano, dove c’è ancora
l’ufficio di Lorenzo Borgogni, supermanager del colosso di Stato, braccio destro di
Pier Francesco Guarguaglini e professionista, magari suo malgrado, del lavoro sporco
dell’azienda.
Quello di pagare i politici. La seconda l’ha scavata Fausto Simoni, un manager integerrimo
di Enav, l’uomo che era diventato il bersaglio di faccendieri e trafficoni del calibro
di Lorenzo Cola e Tommaso Di Lernia che lo consideravano d’ostacolo per gli affari
illegali messi in piedi con il placet dei vertici Finmeccanica. Ma andiamo con ordine.

Borgogni ha cominciato a raccontarlo ieri in procura, quel sistema malato.
Cominciando dai soldi che intascava lui. Per poi arrivare al mercato delle nomine,
degli appalti, dei finanziamenti ai partiti.
Confermando quello che il numero uno di Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini,
aveva sempre lasciato intendere senza tuttavia ammetterlo mai. E cioè che quella corazzata di
Stato di piazza Montegrappa che si tiene in pancia altre aziende del calibro di Agusta Westland,
Selex, Ansaldo e Drs, non era esonerata dal pagare dazio alla politica. In termini di poltrone e di
denari. «Il termine spreme non mi sembra appropriato», disse quando gli chiesero se la politica «spremeva» anche Finmeccanica. Aggiunse che «utilizza» era la parola più adatta.
E precisò: «Comunque non sono al corrente del fatto che la politica utilizzi le aziende
di Stato per finanziarsi».

venerdì 20 maggio 2011

MELANIA REA, SPUNTA UN'ALTRA AMANTE: ROSA

foto AMelania, la "terza vita" di Salvatore Parolisi. Dopo Ludovica spunta ancora un'allieva, Rosa
Un commilitone del marito svela la presenza di un'altra amante. E lui conferma
foto Ansa

mercoledì 19 marzo 2008

Strage Erba: rinvio audizione per impegni testimoni

18 Marzo 2008, 10:16


COMO - E' stata rinviata l'audizione prevista per oggi nell'ambito del processo sulla strage di Erba, a causa di impegni dei carabinieri dei Ris citati come testi dalla difesa. I difensori di Olindo Romano e Rosa Bazzi hanno convocato i militari che, nella loro relazione conclusiva, non avevano trovato tracce dei coniugi imputati nell'appartamento in cui furono uccise quattro persone e fu gravemente ferito Mario Frigerio, unico sopravvissuto alla strage. (Agr)

giovedì 13 marzo 2008

Processo Erba: Rosa, intercettazione inedita

Processo per la strage Attese le mosse della difesa nell'udienza di domani

La donna voleva evitare le ammissioni di Olindo

Sembra seduta su una sedia che scotta. Sa che, nella sala vicina, il pm Massimo Astori sta torchiando il marito. Teme che Olindo possa cedere e così Rosa Bazzi tenta un gesto quasi disperato. Non sapendo di essere 'spiata' dalle cimici piazzate dal magistrato e dai suoi collaboratori. Si avvicina alla giovane agente della polizia penitenziaria del Bassone, sezione femminile, e tenta di 'corromperla'. «Senta - chiede una Rosa Bazzi intenerita - riesce a portare una notizia a mio marito'». La ragazza abbozza un sorriso. «Cosa dovrei dire a suo marito, signora'». «Che mi prendo tutto io' (la colpa della strage, ndr). E glielo dica che a me non pesa stare qui dentro».Ma il tentativo di Rosa va a vuoto. L'agente spiega che non può fare nulla di tutto ciò. «Senta, se lei vuole queste cose le deve dire al magistrato, non a me'».Rosa sospira e chiude gli occhi. Sono le 15.22 del 10 gennaio 2007, giorno in cui i coniugi di Erba hanno confessato la strage. L'interrogatorio di Olindo è appena iniziato e Rosa prova la carta della disperazione. Dal fascicolo della Procura, però, emergono anche altre conversazioni di quel giorno. In diversi orari della giornata. Con una Rosa sempre più agitata. Fino a quando arriva a chiedere alla ragazza che la sorveglia a vista: «Ma adesso che abbiamo detto queste cose, voi ci tratterete male' Mi raccomando di no, ve lo chiedo per mio marito». Una Rosa che si prodiga per limitare i danni di Olindo. Forse perché - come lei stessa ha poi ammesso nella confessione trasmessa in Corte di Assise - si è resa conto di avere «rovinato la vita al marito» con la sua scelta di salire nella casa di Raffaella Castagna. Ma poi tutto questo è stato ritrattato.
Corriere di Como Marco Romualdi

lunedì 10 marzo 2008

STRAGE ERBA; NELLE CONFFESIONI DI R.BAZZI L'OSSESSIONE DI AZOUZ

Ascoltati in Aula i verbali ritrattati, "non mi trovo pentita"

Milano, 10 mar. (Apcom) - Rosa Bazzi, imputata con il marito Olindo Romano per la strage di Erba, era ossessionata da Azouz Marzouk, il vero obiettivo della sua furia omicida. E' quanto emerge dalle tre confessioni del 2007, poi ritrattate, ascoltate oggi in Aula di fronte alla Corte d'Assise di Como. Quella sera "Era lui il mio scopo - ha detto la Bazzi in lacrime il 24 febbraio di fronte alla telecamera del criminologo Massimo Piccozzi, riferendosi al vicino di casa che l'11 dicembre 2006 ha perso moglie, figlio e suocera -. Vedevo lui sulla Raffaella, sulla mamma, sul bambino e sulla signora di sopra. Vedevo lui che mi sorrideva soddisfatto". Per l'imputata, che come il marito oggi ha deciso, per la prima volta, di non partecipare all'udienza, la strage fu una reazione esagerata, "volevamo solo spaventarli", ai tanti torti subiti dai vicini di casa.
Un calvario culminato, tre settimane prima della strage, in una presunta violenza sessuale da parte di Marzouk, che la donna avrebbe nascosto a tutti, perfino al marito, per paura della sua reazione. "Mi ha preso dalla schiena - ha raccontato la donna il 6 giugno ai pm - e ha incominciato a dirmi che senza di me non ce la faceva più a vivere e che voleva lasciare Raffaella". Il tunisino avrebbe poi cominciato a spogliarla: "Ho cercato di difendermi più che potevo. Lui mi ha preso, mi ha sbattuto sul divano e mi ha strappato i vestiti. Si è abbassato i pantaloni e ha fatto quello che doveva fare: è entrato nel mio corpo". Accuse che hanno suscito la reazione di Azouz, presente in Aula fino al primo pomeriggio: "Non ho mai tradito Raffaella - ha scritto in un messaggio affidato al suo legale che annuncia querele - la amavo troppo. Il racconto della bella signora non merita commenti... E comunque, come è facile immaginare, non è mai stato il mio tipo".
"Non ce la facevo più - ha continuato l'imputata di fronte al criminologo riferendosi alla presunta violenza sessuale subita da Marzouk - Ogni volta che chiudo gli occhi vedo quella scena. Quando sono salita vedevo lui sul divano che mi strappava i vestiti. Non so chi ho colpito perché non si vedeva, pensavo di avere fatto del male anche a Olindo, poi, ho toccato anche il bambino. Mi sentivo addosso il suo odore. Vedevo la faccia di lui che mi sorrideva soddisfatto - ha continuato sempre riferendosi a Marzouk - e anche io mi sono tolta una soddisfazione. Non c'era nessuna legge, nessuno che mi aiutasse, me la sono fatta da me e non mi trovo pentita".
Nel video Rosa Bazzi riferisce di avere vissuto l'aggressione come un gesto di liberazione e di riscatto: "Mi sentivo forte anche io. Quando siamo usciti e loro erano ancora vive - ha detto riferendosi a Raffaella Castagna e alla madre Paola - mi sono detta anche io sono diventata forte. Anche io sapevo che potevo difendermi". Una delle vittime è però il piccolo Youssef: "Ho cercato di tenerlo tranquillo e quando lui mi ha visto mi ha detto ciao, si è tranquillizzato". Poco dopo, ha continuato l'imputata, è intervenuta Raffaella e il bambino "si è messo a gridare e nel momento in cui gridava gli ho puntato il coltello alla gola".
L'undicesima udienza del processo si è conclusa con la decisione della Corte di ridurre, da 150 a una trentina, il numero dei testimoni della difesa che inizieranno a deporre il 13 marzo.
10 marzo 2008

venerdì 7 marzo 2008

Erba, Rosa a Olindo dopo la carneficina:"Così non tisale più la pressione"

ROMA (7 marzo) - «Sono contenta, così non ti sale più la pressione. Niente, io sono contenta di avere fatto quello che abbiamo fatto. Tieni pulita la tua camera». Così parlava Rosa Bazzi, in carcere da 48 ore, rivolta a Olindo Romano, appena dopo aver confessato gli omicidi di Erba, durante un incontro nel parlatoio. La registrazione della conversazione dei due coniugi accusati di aver ucciso l'11 dicembre 2006 Raffaella Castagna, suo figlio Youssef di due anni, la madre della donna Paola Galli e la vicina di casa Valeria Cherubini, è stata trasmessa in esclusiva dal Tg1.La frase raccapricciante sulla pressione e la raccomandazione al marito chiude la conversazione tra Rosa e Olindo che sembra avvenga in un salotto e, come sottolinea il Tg1, «riporta alla quotidianità, al vivere in completa simbiosi come se non fosse accaduto nulla».Questa l'intercettazione completa del colloquio fra i due coniugi.Rosa: «Ciao».Olindo: «Ciao».Rosa: «Allora senti un po', ho fatto un incontro con loro, ho detto tutta la verità, sono stata io a ucciderli tutti».Olindo: «No aspetta hai detto proprio il vero vero?».Rosa, ridendo: «Vero vero!».Olindo: «Poi mi ha detto l'avvocato che ci faranno fare la visita psichiatrica. Se ti mandano in un ospedale psichiatrico. Anche a me».A questo punto le voci si abbassano, forse immaginano di essere intercettati e, spiega il Tg1, «nessuno dei due fa cenno alle presunte pressioni subite dai carabinieri per confessare».Olindo: «Non sapevo come comportarmi perché non sapevo come finiva, poi quello che c'era mi ha spiegato tutto e allora effettivamente non volevo fare il primo passo senza prima sentire te».Rosa: «Sono contenta così non ti sale più la pressione. Niente, io sono contenta di avere fatto quello che abbiamo fatto. Tieni pulita la tua camera».
Il Messaggero, 7 marzo 2008

Strage Erba, Rosa a Olindo: contenta di ciò che abbiamo fatto

ROMA (Reuters) - "Sono contenta di avere fatto quello che abbiamo fatto". E' quello che Rosa Bazzi disse al marito Olindo Romano, accusato con lei della strage di Erba, durante un incontro in parlatorio, la cui registrazione è stata mandata in onda stasera dal Tg1.

Durante l'incontro, a poche ore dall'ingresso in carcere, Rosa Bazzi, di buon umore, sembra preoccuparsi più per la pressione del marito e per la pulizia della sua cella che non delle accuse.
"Sono contenta così non ti sale più la pressione. Niente, io sono contenta di avere fatto quello che abbiamo fatto. Tieni pulita la tua camera", dice la donna, accusata col marito di avere ucciso, la sera dell'11 dicembre 2006, la 30enne Raffaella Castagna, suo figlio Youssef di due anni, sua madre Paola Galli di 57 e la vicina di casa Valeria Cherubini - il cui marito, Mario Frigerio, rimase invece gravemente ferito ed è il testimone chiave contro Olindo e Rosa - con diverse coltellate e sprangate.
Alla moglie che, tra le altre cose, gli racconta di avere detto agli inquirenti la verità e quindi di essere stata lei "a ucciderli tutti", Olindo risponde: "No, aspetta, hai detto proprio il vero vero?".
Nel processo in corso a Como i due coniugi, che in un primo tempo avevano confessato la strage, hanno ritrattato dicendo di avere ricevuto pressioni dagli inquirenti.
7 marzo 2008

giovedì 6 marzo 2008

Strage Erba: A Matrix il video shock di Rosa Bazzi

«Più picchiavo e più mi sentivo forte»

Chi era in Corte di Assise a Como lo aveva già visto, sia pure in estrema sintesi. Con pochi spezzoni trasmessi in aula martedì 26 febbraio dal pm Massimo Astori durante l'interrogatorio del giornalista Pino Corrias. Ma la stragrande maggioranza del pubblico lo ha visto per la prima volta - in esclusiva - dagli schermi di Canale 5 nella trasmissione 'Matrix' di Enrico Mentana.Martedì sera il video-choc di Rosa Bazzi al Bassone ha lasciato tutti senza fiato. Mentana ha scelto di trasmettere quasi 40 minuti senza interruzioni. Con la moglie di Olindo che spiega e racconta ogni cosa della strage di Erba, dalle motivazioni allo svolgimento. Il video è stato registrato un anno fa nel carcere del Bassone di Como dall'allora consulente dell'avvocato Pietro Troiano, il criminologo Massimo Picozzi. E mette in evidenza una Rosa che parla e parla. Piange e muove nervosamente le mani nei momenti più difficili. Impreca contro le vittime, dice come le ha uccise. Anche il piccolo Youssef: «Al bambino ho fatto tutto io - spiega Rosa - Mio marito non l'ha neppure sfiorato. L'ho preso così' e l'ho ucciso». Poi si affretta a precisare: «Ma guardi che io non l'ho picchiato'».Rosa che racconta e si prodiga in particolari. Poi piange quando indica a Picozzi come ha ucciso Raffaella Castagna. E spiega: «Più picchiavo e più mi sentivo forte' Lo so che sembro pazza a dirlo, ma era così».Ma l'indice di Rosa, stavolta più che mai, è puntato anche contro Azouz Marzouk, da lei descritto sempre con parole spregiative, ma senza nome. A Picozzi prima lascia intendere e poi lo ammette, in lacrime, di avere subito una violenza sessuale. Un particolare mai emerso fino ad allora (febbraio del 2007, ndr) e che la donna sostiene di non aver mai detto neppure all'amato Olindo. Rosa confessa anche un altro aspetto: «Mi sentivo addosso il suo odore, mi sentivo sporca' E così ho deciso di fargliela pagare e sono salita».Prima lei, poi Olindo. Ma nel video c'è anche un'altra confessione inedita: «Pensavo di avere colpito anche lui (riferendosi ad Azouz, ndr). Solo a Como mio marito mi ha spiegato che non c'era in quella casa. Ma io lo continuavo a rivedere davanti ai miei occhi con quel suo sorriso soddisfatto e di sfida».

venerdì 29 febbraio 2008

Erba.Gli avvocati incontrano Rosa, ma senza la psicologa del Bassone

venerdì 29 febbraio 2008
Gli avvocati di Rosa Bazzi tornano ad incontrarla. Dopo la lunga e difficile giornata di ieri in Corte di Assise - con pianto quasi continuo e la testa fra le mani in segno di disperazione - oggi Enzo Pacia ed i giovani colleghi Schembri e Bordeaux vanno al Bassone per poter parlare con lei. "Ci auguriamo di poter riuscire a tranquillizzarla...", così la Bordeaux ieri lasciando il Tribunale di Como dopo la nona udienza del processo per la strage di Erba. L'incontro di oggi, però, avverrà senza la presenza dela psicologa del carcere del Bassone anche perchè la stessa è stata citata come teste dalla difesa stessa. Il presidente della Corte, Alessandro Bianchi, nel respingere la richiesta di colloquio "allargato" ha detto che la psicologa la potrà visitare prima o dopo, ma non presenziare all'incontro con i legali.Resta da decidere, viste le precarie condizioni psicologiche della donna, se deciderà si sottoporsi all'esame lunedì prossimo in aula alla ripresa del dibattimento. Difficile pensare anche a dichiarazioni spontanee della Bazzi come quelle fatte ieri dal marito Olindo Romano che ha detto di non avere fatto nulla di male. In lacrime, davanti ai giudici, ha ripetuto:"Noi non abbiamo ucciso nessuno... Abbiamo confessato perchè abbiamo deciso di fare i pentiti e perchè pensavamo che in pochi anni saremmo stati fuori".
Ciao Como 29 febbraio 2008

Processo Erba: il 3 marzo interrogatorio Rosa Bazzi

COMO - E' previsto nell'udienza del 3 marzo l'interrogatorio di Rosa Bazzi, imputata con il marito Olindo Romano per la strage di Erba. I giudici oggi non hanno autorizzato, come chiedevano i difensori della coppia, un incontro tra gli stessi legali e Rosa, alla presenza della psicologa che l'ha assistita dal giorno del fermo. (Agr)

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