mercoledì 18 giugno 2008

Rifiuti, sostanze radioattive ad Acerra



Chiaiano, voci contro la discarica
Indaga la Procura: cliniche e studi privati nel mirino Spunta così un altro business

di Antonio Corbo

Ancora tracce di sostanze radioattive. Ancora Acerra. Ancora allarmi in questa infinita emergenza. Alle 16 di ieri l´ultimo cumulo di materiali pericolosi smaltiti da centri privati è stato scoperto dai Vigili del Fuoco. Hanno specialisti e mezzi sofisticati per individuarli. È il quarto sequestro in otto giorni: da Acerra arrivavano anche i due camion con "Iodio 131" bloccati nei pressi della discarica di Savignano, appena aperta in provincia di Avellino. I rifiuti sanitari ritrovati fanno scoprire l´ultimo business che sparge paura e veleni in Campania: lo smaltimento clandestino di lastre, isotopi e forniture mediche.Il procuratore Giandomenico Lepore ha già aperto un fascicolo. Indagini sono già scattate ad Acerra per scoprire il centro privato o la casa di cura che di nascosto infilano nei cumuli di immondizia sacchi neri con rifiuti sanitari, della categoria "speciali" che andrebbero invece affidati a ditte autorizzate. L´Arpac ha già consegnato una bozza di piano per i rifiuti speciali, ma la Regione non l´ha ancora adottato. Attende forse il parere Vas (valutazione ambientale strategica). Un vuoto normativo che rischia di favorire l´illegalità. I Vigili del Fuoco contano fino a cento interventi al giorno per spegnere roghi. Dopo la segnalazione dei tedeschi che avevano scoperto tracce di radioattività nei rifiuti spediti in treno, fu costituita una task force di specialisti: ai 5 che partecipano ai controlli preventivi delle discariche, si sono aggiunti 12 per le verifiche negli spazi ferroviari e nei siti di trasferenza. I loro certificati sono i soli considerati validi e credibili dalle autorità tedesche. Allo scalo di Marcianise l´otto giugno i primi materiali radioattivi ("Iodio 131") trovati dal comando provinciale di Napoli. Il prefetto Giuseppe Pecoraro, capo del dipartimento al Viminale, ordinò di informare subito il Commissariato di Bertolaso e tenere segreta la notizia. Tre giorni dopo, l´11, fu ritrovato un altro isotopo, "Indio 113", usato nella diagnosi per immagini di alcuni tumori, in un capannone di Acerra. Il 13 giugno ben due i ritrovamenti, ieri l´ultimo nello stesso capannone, sempre "Iodio 131". I controlli sono estesi ad Acerra, Pomigliano e Ponticelli. Ma solo ad Acerra si trovano residui radioattivi. Il sindaco Espedito Marletta ha chiesto a Bertolaso la rimozione urgente dai siti di via Pantano di tutti i rifiuti stoccati. Probabile che la Procura chieda subito i rapporti dei Vigili del Fuoco, che il Commissariato rifiuti ha già ricevuto. Sorprende che tra gli specialisti dei vigili e i militari non vi sia ancora adeguato coordinamento. Fino a ieri si sapeva solo del blitz dei militari a Savignano.
L´inchiesta si allargherà a tutto il business dei rifiuti sanitari: la regione ne produce oltre settemila tonnellate l´anno. La maggior parte il Cardarelli e l´Asl 1. Antonio Pedicini, presidente di Arsan, che coordina la sanità campana, ha chiesto alle Asl di compilare i questionari. Vuole un censimento sempre aggiornato per controllare i centri privati convenzionati: come smaltiscono tutto il materiale usato?Il Cardarelli ha un ciclo corretto. Esaminarlo consente di capire quanto sia ampio il vantaggio economico per i privati che violano le procedure. Con il direttore generale Enrico Iovino, sia il direttore amministrativo (Gino Patrone) che quello medico (Franco Paradiso) vigilano giorno per giorno. «Un milione di chili l´anno, costo un euro al chilo», la sintesi dell´impegno. Si rispettano i codici Cer (Catalogo europeo rifiuti) raccogliendo in cartone giallo il 54 per cento (materiali di corsia, sangue, cateteri), il 36 per cento con codice 180106 i residui pericolosi o tossici (come citostatici e sale operatorie), per il restante 10 farmaci o batterie. L´appalto è di "Ecologica Sud", la stessa che opera per il Santobono, la Finanza e le questure. I rifiuti ospedalieri vanno in un centro di sterilizzazione (10 per cento) della stessa "Ecologica Sud", il resto negli inceneritori di Melfi ("Fenicia"), Taranto ("Ecologica Taranto") e Cerignola ("Ecocapitanata"). La stessa società fu chiamata a rilevare su richiesta dell´Arpac 90 quintali di rifiuti pericolosi bruciati di nascosto a Miano. Non si è mai saputo da chi. I costi sono alti: un euro al chilo, il trasporto costa 0,45. Spese che tutta la sanità pubblica regionale affronta. E gli altri? L´ad di Ecologica Sud, Bruno Cesaro, tace. Si limita a dire che come la sua operano altre dieci aziende.
La Repubblica 17 giugno 2008

CHIAIANO: LA VOCE DEGLI ABITANTI


Chiaiano, la voce degli abitanti
di Conchita Sannino

Chiaiano, si avvicina il giorno della verità. E Repubblica torna a dare voce alle ragioni del vasto popolo che si oppone alla realizzazione della discarica nel cuore del Parco delle colline. Abbiamo raccolto testimonianze argomentate e posizioni pacate. Il cui comune denominatore è un no senza se e senza ma contro l'ipotesi dello sversatoio da 700mila tonnellate. Continua intanto a raccogliere firme e consensi l'appello firmato da artisti, scrittori, intellettuali e cittadini sulla lotta contro il "Mostro", non in quanto discarica, ma inteso come "gestione commissarile dei rifiuti". A lanciarlo su Repubblica, lo scrittore Maurizio Braucci lo scorso 11 giugno.
Scorrono quindi gli utimi giorni di dialogo tra lo staff del sottosegretario Guido Bertolaso e i comitati di lotta di Chiaiano. E' previsto un incontro, ritenuto "ancora interlocutorio" secondo la definizione che ne danno a Palazzo Salerno, tra i rappresentanti del no alla discarica e Marcello Fiori, il capomissione della struttura che fa capo a Bertolaso. È prevista comunque entro il fine settimana l'assunzione formale della decisione di aprire la discarica. Il responso sostanziale sulla "ideoneità"della cava a nord di Napoli, d'altro canto, era stata già annunciata da Repubblica ed in precedenza anticipata dallo stesso premier Berlusconi ("Siamo praticamente sicuri della idoneità del sito", ha detto in due occasioni). Dai numerosi accertamenti finora eseguiti risulta già che non esisterebbe il rischio di inquinamento della falda acquifera: tra la risorsa idrica e il "pavimento" della futura discarica vi sarebeb infatti un diaframma di circa 27 metri, mentre il minimo richiesto dall'Unione europea è di 4 metri. Nell'ultimo vertice guidato da Berlusconi alla Prefettrua di Napoli, ilpremier avrebbe anche ipotizzato che la discarica di Chiaiano potrebbe essere pronta, con la prima vasca, entro tre mesi. Restano tuttavia da integrare i risultati dell'ultimo esame richiesto dai tecnici dei comitati: ovvero la "direzione" della falda acquifera. Da dove parte a dove arriva. L'ultimo risultato dovrebbe essere pronto tra mercoledì e giovedì. Tra venerdì e domenica potrebbe dunque scattare l'ora X per comunicare ai cittadini l'esito finale sulla futura discarica.
Una rivoltosa paziente
Gentile "Repubblica",
sono una madre di famiglia e un'onesta lavoratrice. Sto manifestando da molte settimane contro l'apertura della discarica a Chiaiano-Marano. Credo nella forza delle idee e delle parole, nostre uniche armi spuntate e con queste sto manifestando pacificamente insieme alle tantissime persone che hanno a cuore la salute e il futuro dei figli e del territorio. La terra campana trasuda veleno da ogni zolla, contaminata da rifiuti tossici e urbani. La discarica che vorrebbero aprire si trova a poca distanza da quelle di Pianura, Villaricca e Giugliano. A Villaricca, ve ne sono due, ormai sature, una delle quali (mi auguro che sia stata bonificata) è situata ad un centinaio di metri da una scuola in costruzione che accoglierà bambini della materna, elementare e media. Noi e i nostri figli viviamo su una polveriera tossica, creata da gente senza scrupoli, avida di potere e di denaro e grazie anche all'incapacità di una classe politica ipocrita ed inetta
I giornali scrivono che siamo strumentalizzati dalla camorra. Per quanto mi riguarda ho la capacità di pensare e agire con la mia testa e secondo la mia coscienza di donna libera. Scrivono che nessuno si è mai ribellato all'apertura di discariche abusive. Ma lo Stato ha mai vigilato? Ha controllato, ha represso il fenomeno? Chi si ribella viene lasciato solo al suo destino e voi cronisti lo sapete bene. Vi dice niente il nome di Giancarlo Siani, mio conterraneo e vostro collega? Nel più felice dei casi chi si ribella vive sotto scorta. O anche il nome Saviano non vi dice niente?
Parlate delle "cape pazze" che rovesciano cassonetti e alzano barricate. Ma ci siamo mai chiesti chi ha fatto impazzire queste "cape"? Chi li ha veramente ascoltate? Queste "cape" sono il frutto del massacro che i potenti perpetrano ogni giorno sulla pelle dei più deboli, su chi non ha più speranze né fiducia.

In questi giorni al presidio ho indossato magliette con messaggi contro le mafie, per la cultura alla Legalità, per chiedere l'avvio della raccolta differenziata (che faccio da molti anni e chi sa dove va a finire).
Ho fatto appelli, tramite giornali e televisioni presenti al presidio, ai Magistrati dell'affare "rompiballe" perché i responsabili di questa vergogna planetaria vengano individuati al più presto e messi in galera. Ma le tantissime voci di cittadini pacifici, democratici, attenti al Bene comune, non sono arrivate. I giornali ovviamente "tirano" di più se pubblicano foto di "votta votta", scontri e feriti. Cosi come le tivù fanno più audience se trasmettono scene di guerriglia.
Circa un mese fa, io ci sono stata nella Selva, a visitare le cave. Ho toccato la terra: è leggera, porosa, l'ho sentita viva fra le mie dita. In nome di Dio, aiutateci a non far avvelenare anche quella! Lì deve essere realizzato il Parco delle Colline, ultima macchia di verde pubblico.
Io ci sarò ancora al presidio, a manifestare pacificamente la mia impotenza, la mia rabbia, ma soprattutto il mio dolore per questa città martoriata. Ci sarò ancora a manifestare il mio sacrosanto diritto al dissenso contro la legalizzazione del massacro di una collettività. E se c'è stato un patto scellerato tra amministratori pubblici, politici e antistato, io vorrei chiedere a questi individui se avranno mai il coraggio di dire un giorno ai propri figli, che anche loro hanno partecipato al saccheggio del patrimonio pubblico. Dal canto mio, potrò guardare sempre le mie figlie e i miei alunni senza dovermi vergognare.
Cordiali saluti.
Matilde Cusano
(maestra elementare)
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LETTERA al Presidente
Caro Presidente del Consiglio,
mi consenta di darle del tu. Sono un privato cittadino del Paese di cui hai assunto il governo; anche se non mi conosci, il tuo poderoso ufficio Promozionale ha inviato nel marzo 2008 a questo cittadino un messaggio elettorale per illuminarlo sugli innumerevoli danni provocati da un'amministrazione di sinistra quale quella che ha governato per ben 5 lustri la regione dove, insieme a tanti altri (oltre 5.000.000) ho avuto la (s)ventura di nascere e, almeno fino ad ora, vivere.
Nel tuo scritto ribadivi l'impegno a "liberare Napoli e la Campania dalla montagna di rifiuti sotto la quale la classe dirigente del Pd Prodi, Bassolino, Iervolino le hanno sepolte". Lamentavi, inoltre, che questi stessi politici avevano ancora l'arroganza di non presentare le dimissioni considerando noi cittadini come loro sudditi.
Le elezioni ti hanno dato ragione. Dopo quel voto ti abbiamo visto vincitore e, a Napoli, uomo di Stato. Hai presentato qui le tue priorità di programma e i tuoi decreti di legge e, da civile abitante di questa regione, non truffaldino, non rivoltoso, non camorrista, per qualche istante ho nutrito l'illusione di poter riconoscere in essi le nostre priorità, le nostre leggi. Solo per qualche istante purtroppo, perchè mi sono ricordato, a un tratto, di abitare in uno dei tanti parchi situati a non più di 600 metri dalla irrinunziabile discarica di Chiaiano e qui, pur essendo un convinto sostenitore della necessità che il bene comune prevalga sui particolari interessi dei singoli, ho scoperto che nel nostro caso la malaugurata legge della "provincializzazione" determinerà in questa nostra massacrata regione un fiorire di discariche a cielo aperto installate in qualsiasi buco disponibile. E ciò, in totale dimenticanza o spregio non del "particulare" interesse dei pochi a fronte del benessere dei molti ma di tutte le norme di civile convivenza che imporrebbero a qualsiasi compagine di governo il dovere di non trattare con pesi e misure diverse compagini sociali. Esempio: i cittadini che vivono a Posillipo o nei pressi di Piazza Plebiscito rispetto agli abitanti dei ghetti che state costruendo di Marano o Chiaiano. Eppure Napoli e la Campania debbono essere liberate dai rifiuti, a tal fine un uomo di stato è chiamato dai suoi stessi elettori e un po' da fatidici destini a compiere scelte "dolorose ma necessarie"... Quel che mi chiedo è se una certa Angela Merkel preferirebbe installare una discarica al centro di una zona densamente abitata e immediatamente sotto il complesso ospedaliero della città che dice di amare oppure, consigliata da tecnici valenti come quelli che vivono ancora nei Land germanici, sceglierebbe ubicazioni diverse in zone distanti da luoghi abitati quali forse in Campania ancora esistono. Come indicherebbero anche le raccomandazioni della lontana Comunità Europea.

Voglio inoltre sottolineare che i governanti e i governatori che ti hanno preceduto nella nostra regione sono ancora saldamente al loro posto in un empito di inaspettato feeling con te, e che per la Campania si prospetta un futuro di operosa industrializzazione finalizzata al trattamento dei rifiuti: sicuramente globale perchè non si spiegherebbe allora a che potranno servire altrimenti discariche con capacità complessive di oltre 10 milioni di tonnellate e almeno 4 termovalorizzatori.
Un cordiale saluto
Lucio Giordano
(primario ospedale Santobono)
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Appello dai "brutti, sporchi e cattivi" di Chiaiano
La guerra contro il mostro"di Maurizio Braucci, pu è certamente un ottimo articolo che legge in modo lucido il panorama complesso relativo ai fatti di Chiaiano-Marano. L'identificazione delle tre cause principali che hanno portato al tema "discarica si-discarica no" a fronte di una questione molto più ampia sono precise, nette, inequivocabili: il potere politico, gli occhiali deformanti forniti dai media e la mancanza di "astuzia comunicativa" da parte dei manifestanti. Appare evidente che i manifestanti si trovano come Davide a lottare contro il mostro; non può sfuggire che la forza repressiva del potere politico si è unita alla capacità di deformare la realtà, dovuta ai vent'anni precedenti di lobotomia mediatica continua, che ha reso buona parte degli italiani, assolutamente incapaci di discriminare i giochi di collusione e di potere economico e politico che si stanno saldando sulle loro teste. Il disastro ambientale è immane e continuo, ma la Fibe gruppo Impregilo resta al suo posto. Intanto da trent'anni in Campania, l'altra testa del mostro si occupa di sversare rifiuti tossici e non, provenienti dal centro-nord, a volte dall'Europa, determinando la catastrofe ecologica più impressionante d'Italia. Fatto reso possibile dal salto di qualità di camorra e mafie che ormai hanno espresso i propri politici, i quali hanno occupato posti fondamentali nelle istituzioni locali e nazionali. L'intreccio è così incredibile da risultare irreale, ma da incubo, la saldatura dei poteri forti è totale, il sistema è chiuso dall'interno, perché include parte dei politici, le mafie-camorra, fasce d'imprenditori, fette di pubblica amministrazione, comprese parte delle forze dell'ordine e della magistratura. Infine i media che sono di proprietà ora dell'uno, ora dell'altro e i cui giornalisti collusi, fuorviati o umiliati non riescono più a fare semplicemente il loro lavoro: cercare e dare informazioni. Questo è il vero quadro che faticosamente noi abitanti di chiaiano-marano stiamo scoprendo. Noi semplici cittadini, strappati alla nostra vita normale in cui credevamo di lavorare per noi e per il benessere dell'intera comunità, costretti a comprendere e a divenire esperti di ciclo integrato dei rifiuti, di Thor, di TMB , di sistema Vedelago. Noi semplici cittadini costretti a guardare il RE ormai nudo, mentre il mostro sente il nostro sguardo, lo percepisce pericoloso, così partorisce il decreto 90, le leggi speciali ad hoc, fatte apposta per i "brutti, sporchi e cattivi" di Chiaiano-Marano. Ma come, si dirà sui media, volete diventare come loro? Incapaci di fare la differenziata, sornioni e indifferenti al pubblico bene, attenti solo a che la discarica non si faccia nel proprio giardino. E intanto "loro" soffocano sotto la coltre impermeabile di menzogne, non si respira a chiaiano-marano, mentre arriva un momento di ossigeno con Anno Zero, con qualche intervista integrale. E noi a chiaiano-marano aspettiamo la cattiva cavalleria yankee che farà un nuovo massacro, mentre guardiamo in lontananza nella speranza che arrivino anche i nostri. E alla manifestazione di sabato 1°giugno sono arrivati i nostri, i feroci no global; una cinquantina fra giovani e ragazze che si erano autotassati da reggio emilia, da vicenza, dalla calabria per portarci la loro solidarietà. Ne ho ringraziato qualcuno, ma li avrei abbracciati tutti, perché erano lì con noi. Cosa vogliamo? I rivoltosi, per i media, prima camorristi, poi noglobal vorrebbero semplicemente l'applicazione delle leggi dello stato italiano e delle normative europee in tema di gestione del ciclo integrato dei rifiuti. Vogliamo che si esca dalle deleghe e dai poteri straordinari e si torni alla gestione ordinaria. Vogliamo il ciclo integrato dei rifiuti: riduzione, riuso, riciclaggio basato sulla raccolta differenziata, sulla separazione umido-secco, con gli impianti di compostaggio e di TMB trattamento meccanico biologico. Vogliamo la bonifica dei territori devastati da tonnellate di rifiuti tossici. La raccolta differenziata non è mai cominciata in modo serio, in Campania, perché concorrenziale alle scelte dei poteri forti ovvero discariche ed inceneritori, dato che l'emergenza continua ha fatto arrivare fiumi di denaro per politici, imprenditori, interi apparati dell'amministrazione pubblica. Fibe gruppo Impregilo specializzata in inceneritori e discariche, premiata la gestione rifiuti in Campania, si occuperà del ponte sullo stretto di Messina. Che altro occorre per comprendere? E perché per risolvere l'emergenza di tonnellate di rifiuti tal quale non si ricorre a Thor? Thor è un sistema ancora in parte sperimentale che consente di ricavare dal pattume indifferenziato sia combustibile che acqua e funziona ancor meglio con la raccolta differenziata. E' stato creato dal C.N.R , il primo impianto è in Sicilia, è stato progettato anche come impianto mobile, utile per contrastare le emergenze. Io non lo so se Thor è la soluzione, ma dov'è l'équipe di tecnici e di esperti, dov'è lo studio fatto per risolvere l'emergenza? Dov'è il piano della Regione Campania a cui sono affluiti i piani dei comuni per la differenziata? Il problema è politico, non nel senso della migliore soluzione possibile, ma è politico perché attiene a élites oligarchiche che hanno già fatto a monte le proprie scelte, in base a mostruosi interessi economici e di potere. A Chiaiano-Marano c'è un grande problema di fiducia nelle istituzioni e questa è la cosa più grave, di chi ci si può fidare quando cade il patto di fiducia reciproca che tiene insieme la comunità, che unisce la popolazione ai propri rappresentanti? Che accade quando viene meno l'esprit d'ensemble, che rende possibile la legittimazione delle regole? Siamo solo la punta dell'iceberg e la mondezza può sancire la fine della nostra civiltà, come dimostrano le 100 tonnellate di rifiuti galleggianti nel Pacifico, o troviamo la strada per uno sviluppo sostenibile per il pianeta e per i suoi abitanti, con la lotta alla povertà, oppure la nostra civiltà è arrivata al capolinea.E forse il capolinea comincia a Napoli. E alla rotonda Titanic, nome pericolosamente evocativo, a chiaiano-marano abbiamo il posto d'onore, siamo sulla prua, forse è per questo che siamo così attenti.

Rosanna Camerlingo
(docente in un liceo)
rosanna.camerlingo@libero.it***
Nell'ultima puntata di "Anno zero", la trasmissione di Santoro, un uomo intervistato da Sandro Ruotolo afferma che nella Eco 4 sarebbero stati assunti due nipoti del cardinale di Napoli Crescenzio Sepe. La Eco 4 dei fratelli Orsi - tristemente saliti alla ribalta della cronaca - è una delle aziende della raccolta rifiuti che operano nel casertano e che avrebbe lucrato sull'affaire munnezza. L'inchiesta del novembre 2007 coinvolse un ex parlamentare e ministro originario della zona dove opera la eco 4 - politici locali e altre persone sempre per la solita storia del "do ut des": posti di lavoro in cambio di voti, corruzione. Una marea di soldi che passavano attraverso una banca per una cessione di quote della Eco4 al consorzio di bacino Caserta 4 che sarebbero state pagate con una cessione di credito mai avallata dal cda. Il cardinale ora ha benedetto il premier. Lo ha fatto accompagnare dalla Madonna (le veline non bastano?) ma ha benedetto ancora di più quella cava di Chiaiano che appartiene all'arciconfraternita dei pellegrini e che ha accettato di sacrificare per togliere le immondezze napoletane.
Solo che si dice che i metri cubi che potrebbe raccogliere sarebbero 150, non 700.000 come si era detto. Significa solo qualche mese di autonomia. La solita soluzione tampone, inutile e superficiale. Con un gioco che non vale la candela. E altre proteste ci sono state all'evento napoletano del Real albergo dei poveri. La gente di Chiaiano non rinuncia a far sentire la propria voce.
Ma si sa, la battaglia di civiltà che il premier ha intrapreso nei nostri confronti è di principio. Ci deve civilizzare. Perché portiamo ancora l'anello al naso e l'osso in testa; non ci laviamo e mangiamo nelle palafitte. È pur vero che di incivili ed anarchici ce ne sono, ma la maggioranza è civile e non fa rumore, vive e lavora come tutti i civilizzati del resto di Italia.
E veniamo ai nipoti. Perché le vie del Signore sono infinite e passano per Caserta. Alla domanda del cronista sulla vicenda dei nipoti, il cardinale ha risposto con un secco "no comment". E al cronista gli hanno fatto pure la morale. Che Crescenzio ha fatto tanto per la città; è sempre in prima linea.
Se pure fosse vero che avrebbe messo i nipoti a lavorare, è normale.
Sarebbe stupido non approfittarne. È una legge non scritta ma da sempre onorata come poche leggi al mondo.
È il sistema. Così fan tutti. Vallo a raccontare ai precari di tutta Italia che non hanno santi - pardon cardinali - in famiglia.Monica Capezzuto
TESTO dell'appello e adesioni degli artisti
Appello: Chiaiano è sola?
Mentre continuano le analisi tecniche sui terreni delle cave, gli abitanti di Chiaiano, Marano e Mugnano continuano a presidiare pacificamente i luoghi della contesa. Nei giorni di fuoco della protesta, i cronisti di radio, giornali e televisioni hanno spesso descritto chi si opponeva alla discarica come una folla di egoisti o di oscuri personaggi, inventando storie di armi, droga e camorra. Lo stesso era accaduto a gennaio a Pianura, mentre allora come oggi il consiglio comunale e quello regionale si sono tenuti a distanza dalle tensioni che hanno contribuito a provocare con le loro assurde politiche sui rifiuti. A loro e al governo Berlusconi, gli abitanti di Chiaiano, Marano e Mugnano chiedono
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di non realizzare una discarica in un terreno non idoneo, già destinato a parco naturale.
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di interrompere la gestione straordinaria dei rifiuti che perdura dal 1994 e che ha causato l'attuale disastro ambientale.
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di iniziare immediatamente la raccolta differenziata a Napoli e in Campania applicando la legislazione europea
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di lasciare libera la magistratura di indagare sulle reti di illeciti intorno alla gestione dei rifiuti.
Sui media, la popolazione campana appare sempre passiva rispetto alla cosa pubblica, oppure se si mobilita lo fa perché prezzolata da loschi interessi. Si cita spesso la camorra. Se analizziamo il passato recente, la camorra sembrerebbe più incline all'apertura che non alla chiusura delle discariche, avendo dimostrato di saper entrare nel loro funzionamento. Come per la camorra, l'emergenza rifiuti è stata finora anche per politici ed imprenditori un'occasione di speculazione e di violazione dei diritti sociali ed ambientali.

Il decreto Berlusconi si inserisce perfettamente in questa distorta filosofia emergenziale! E lo fa in più punti: nella costituzione di una superprocura che controlli le inchieste accettabili e quelle "inadeguate", nella possibilità di stoccare in discarica diverse tipologie di rifiuti speciali e tossici, nello stanziamento senza controllo di altri 150 milioni di euro che permetterà di assegnare le infrastrutture senza gara d'appalto, nell'utilizzo dei militari, nell'imposizione di uno stato d'eccezione con norme penali ad hoc per colpire chi protesta.
Ma esistono altre vie d'uscita dall'emergenza: la riduzione drastica degli imballaggi, la separazione almeno del secco dall'umido, l'allestimento d'impianti per la trasformazione dei rifiuti differenziati, in grado di ricavare compost (utile per bonifiche e agricoltura), nuovi polimeri dalla plastica, nuovo vetro. Perchè non si può virare il piano in questa direzione? E perchè si continuano a fare scelte così bizzarre: aree vulcaniche come Terzigno o la Selva di Chiaiano, unico polmone verde di Napoli. Ancora una volta, si chiede ai cittadini di sacrificarsi al buio, senza nessun segnale di inversione reale di rotta, di emancipazione dalla sudditanza agli interessi forti.
Con questo appello intendiamo esprimere la nostra solidarietà alle persone che abitano nella zona delle cave di Chiaiano, che animano i presidi e partecipano alle manifestazioni contro la discarica e rivolgiamo ai mass media l'esigenza di un racconto dei fatti non pregiudiziale.
01 - Erri De Luca - scrittore - Roma
02 - Carlo Cerciello - regista teatrale - Napoli
03 - Alex Zanotelli - Padre Comboniano - Napoli
04 - Sergio Piro - psichiatria democratica - Napoli
05 - Wu Ming - collettivo di scrittori non inceneriti - Bologna
06 - Valerio Evangelisti - scrittore - Bologna
07 - Maurizio Braucci - scrittore, sceneggiatore - Napoli
08 - Giuseppe Aragno - storico - napoli
09 - Antonio Marfella - medico - istituto dei tumori 'pascale', Napoli
10 - Alessandra Riccio - condirettrice della rivista "latinoamerica", napoli
11 - Cyop&Kaf - pittori - napoli
12 - Luca Zulù - cantante - Napoli
13 - Andrea Morniroli - Cantieri Sociali - Ass. Dedalus - Napoli
14 - Antonìo Onorato - musicista - Napoli
15 - Marco Martinelli-regista-teatro delle albe-
16 - Luciano Scateni - giornalista - Napoli
17 - Guido Piccoli - giornalista - Napoli
18 - Maurizio Capone - musicista - Napoli
19 - Renato Minale-24 grana-musicista-napoli
20 - Daniele Sepe - Musicista
21 - Stefano Vecchio - Direttore dipartimento farmacodipendenze Asl Na1
22 - Avv. Elena Coccia - associazione giuristi democratici - Napoli
23 - Lorenzo Pavolini-scrittore, teatro stabile mercadante-roma
24 - Prof. Giuseppe Di Marco - docente Filosofia - Università Federico II
25 - Prof. Angelo Genovese - docente associato di Zooveterinaria - Università Federico II
26 - Riccardo Orioles - giornalista - Napoli
27 - Fabrizio Geremicca - giornalista Napoli
28 - Marcello Anselmo - storico, scrittore - Napoli
29 - Marco Salvia - giornalista e scrittore
30 - Giuseppe palumbo - autore di fumetti
31 - Fabio rodriguez amaya, pittore e docente di letterature ispano-americane-università bergamo
32 - Nicola Angrisano - direttore InsuTv
33 - Luciano Ferrara - fotografo - Napoli
34- Canio Loguercio, Musicista
35 - Francesco Martone - Sinistra Arcobaleno
36 - Paolo Cento - Sinistra Arcobaleno
37 - Costanza Boccardi - Casting
38 - dario giugliano, critico d'arte
39 - bruno leone, guarattellaro
40 - gridas, gruppo risveglio dal sonno, secondigliano
41 - monica caggiano, ricercatrice
42 - luca dalisi, disegnatore
43 - francesco ceci, sociologo
44 - ilaria vitellio, urbanista
45 - daria d'antonio, cineasta
46 - factory occupata, roma
47 - Luigi Izzo -presidente della cooperativa cantieri navali megaride-napoli
48 - Marco Philopat - scrittore, editore
(La Repubblica 17 giugno 2008)

lunedì 16 giugno 2008

Rifiuti: in seicento dicono no alla cava Mastroianni














L’EMERGENZA AMBIENTALE
Al corteo di ieri presenti anche l’assessore Milani Del Gaudio e Cerreto di An e residenti di Maddaloni

SERGIO BENEDUCE Erano circa seicento i cittadini che ieri mattina hanno preso parte alla manifestazione di protesta contro l’apertura della discarica presso la cava Mastroianni, sito indicato dal Governo e situato nelle immediate vicinanze dell’invaso de Lo Uttaro. Oltre agli esponenti del comitato emergenza rifiuti, che ha organizzato l’iniziativa, hanno partecipato diverse sigle ambientaliste, il Laboratorio Sociale «Millepiani» e gli «Amici di Beppe Grillo». Il corteo è partito in piazza Parrocchia a San Nicola La Strada alle 10.30 proseguendo lungo la via Appia fino a raggiungere la cava Mastroianni, dove si è infoltito con un centinaio di manifestanti provenienti da Maddaloni. Successivamente, è stato allestito un gazebo all’interno del quale si è svolta un'assemblea dei presenti. Tra i primi ad arrivare in piazza Parrocchia il sindaco di San Nicola La Strada, Angelo Pascariello, che ha indossato la fascia tricolore. A fare capolino nel corteo anche il gonfalone del comune sannicolese. Tra gli altri rappresentanti istituzionali, il deputato dell'Italia dei Valori, Franco Barbato, l’assessore provinciale Enrico Milani e i consiglieri al comune di Caserta di An, Pio Del Gaudio e Marco Cerreto. Ieri mattina i manifestanti hanno proseguito la loro attività di sensibilizzazione nei confronti della popolazione dei quattro comuni (Caserta, San Nicola La Strada, San Marco Evangelista e Maddaloni) adiacenti la cava Mastroianni, ribadendo la necessità di bloccare la scelta del Governo, optando per una soluzione alternativa. Come già accaduto nei giorni scorsi, è stata nuovamente avanzata la possibilità di utilizzare la discarica di parco Saurino a Santa Maria La Fossa, scoperta recentemente dall’assessore regionale all’Ambiente, Walter Ganapini. Al termine del corteo, nel corso dell'assemblea tenutasi all'interno della cava Mastroianni, il sindaco di San Nicola La Strada non ha nascosto un certo disappunto per la mancata presenza dei colleghi degli altri comuni: «Non posso negare - ha detto Pascariello - di essere deluso dagli altri rappresentanti istituzionali. Avevo cercato di coinvolgere i diversi comuni della zona per combattere questa battaglia di legalità e democrazia per difendere i diritti dei cittadini. E invece mi ritrovo qui da solo. Abbiamo collaborato pure nella vicenda Lo Uttaro - ha aggiunto Pascariello - dopo l’invito al senso di responsabilità rivoltoci dal Capo dello Stato. Successivamente, però, non è stato rispettato il protocollo d'intesa sottoscritto. Non ne possiamo più, il nostro territorio ha già dato». Molto duro anche l'intervento del deputato dell'Idv, Franco Barbato: «Il caso dell’area Lo Uttaro - ha spiegato il parlamentare - è emblematico di come lo Stato può diventare illegale. Il commissariato di governo aveva detto e scritto in un protocollo d'intesa che in questa zona non ci sarebbero state più discariche, ma solo bonifiche. E invece ora, ci apprestiamo alla nascita di un nuovo sversatoio. Siamo all'assurdo». Il deputato dipietrista, poi, ha criticato duramente il decreto varato dal governo sull’emergenza rifiuti: «In questo decreto - ha detto - si muove tutto in deroga. Con la creazione della Superprocura, poi, vengono tolte le inchieste ai magistrati. La verità è che siamo in presenza di un forte intreccio tra politica e camorra. Si sta provando a coprire l'immondo banchetto cui hanno partecipato per anni bassoliniani e berlusconiani. La discarica di parco Saurino è disponibile da tempo, mettiamo lì la spazzatura. In Campania, poi, ci sono undici aree Pip, usiamole per stoccare i rifiuti. Chiediamoci come mai - ha concluso il deputato - queste soluzioni non vengano mai prese in esame».
Il Mattino 16 giugno 2008

Rifiuti, nuova indagine: nel mirino dei pm i carichi di immondizia dirottati da Lipsia in altri siti tedeschi


DANIELA DE CRESCENZO Sarà la Germania la prossima tappa degli inquirenti che stanno indagando sui treni dei rifiuti. La missione potrebbe essere imminente. L’obiettivo: stabilire dove realmente finiva la nostra spazzatura. In questo caso la rotta dell’immondizia sarebbe inversa a quella utilizzata dai clan che hanno riempito la Campania di rifiuti tossici. I pm Sirleo e Noviello con l’inchiesta «rompiballe» hanno ipotizzato, infatti, che i rifiuti portati oltralpe dalla Ecolog non fossero recuperati negli impianti della Wev, come previsto dal contratto, ma finissero fraudolentemente in discarica. Dopo 25 arresti le indagini continuano e i carabinieri del Noe collaboreranno con i magistrati anche nella nuova trasferta. Per ricostruire la trama del giallo che va in scena tra Napoli e Lipsia bisogna fare un passo indietro. E tornare a quel Kurt Schmitz che nell'ordinanza del Gip Rosanna Saraceno è più volte citato. Secondo il magistrato, il tedesco, già denunciato nel suo Paese per traffico illecito dei rifiuti, «ha curato e mantenuti rapporti tra Miracle e tale Doruch gestore o responsabile della discarica tedesca» L’imprenditore è uno dei soci della Gts, la società che negli ultimi momenti di vita della Ddr acquistò per una cifra che si avvicina agli attuali 5 milioni di euro la miniera di salgemma di Teutchsental nei pressi di Lipsia. Nel 2000 Schmitz fu ascoltato dalla commissione rifiuti italiana e spiegò che la miniera poteva essere agevolmente riempita di ogni tipo di immondizia avendo una impermeabilizzazione naturale. Negli anni successivi ci finirono anche gli scarti di Porto Marghera. Nella Gts Italia ha una quota azionaria anche l’Aim, l’azienda pubblica di Vicenza presieduta fino a qualche anni fa da Giuseppe Rossi, che ha poi lasciato perchè coinvolto, attraverso la Servizi Costieri, nell’inchiesta Houdini su un traffico illecito di rifiuti. Ma Schmitz parla agli italiani per conto della Wev, l’impresa che avrebbe dovuto bruciare l’immondizia mandata in Germania con il codice R12 che indica «Scambio di rifiuti». Naturalmente non c’è stato alcuno scambio, e secondo gli inquirenti, anche nessun recupero. Lo spiega chiaramente lo stesso Schmitz in una conversazione con il direttore tecnico della Ecolog, Lorenzo Miracle, intercettata dagli inquirenti: «Va quasi tutto in discarica», ripete il tedesco In Germania i siti possono essere riempiti solo con spazzatura stabilizzata. Ma nelle intercettazioni si parla di «una passata veloce» da fare negli impianti della Wev proma di seppellire tutto nella solita buca. Quando i boss nascondevano veleni in Campania gli imprenditoro settentrionali dimezzavano i costi e il business criminale volava. Ma la spazzatura portata in Germania è stata, invece, pagata a peso d'oro dai contribuenti. Il primo contratto con la Ecolog, infatti, fu stipulato dal commissarato nel febbraio del 2001 e da allora è stato sempre rinnovato con una spesa complessiva che si aggira intorno ai 200 milioni di euro. Una bella cifra per nascondere ancora una volta l'immondizia in una buca.
Il Mattino 16 giugno 2008

Chiaiano, apertura più vicina. Inquinamento causato dal poligono, bonifica necessaria. Documento di 50 artisti: no al sito


LUIGI ROANO «Per Chiaiano attendiamo gli esiti delle perizie dei tecnici prima di disporre l’apertura». Così Guido Bertolaso - sottosegretario all’emergenza rifiuti - dopo il sopralluogo di ieri a Savignano Irpino. All’orizzonte però si profila il problema piombo, la cava ne è invasa. Ma a che punto sono le analisi per il sito che dovrebbe ospitare una discarica da 700mila tonnellate? Molto avanzate, anzi praticamente concluse. Martedì i tecnici dei comitati del fronte del no alla discarica (i periti dei comuni di Marano e Calvizzano), quelli dell’Arpac e dello stesso Bertolaso si vedranno martedì per mettere la parole fine e con ogni probabilità sarà disposta l’apertura. Perché la direzione presa e i segnali che arrivano da Chiaiano sono questi. Anche dopo l’ultimo sopralluogo di ieri mattina che ha dimostrato come la falda acquifera si trovi a oltre cento metri dallo strato di terreno dove andrebbero depositati i rifiuti. Nel frattempo sta per partire la bonifica dal piombo, visto che fino alla requisizione dell’allora commissario Gianni De Genaro la cava veniva utilizzata come poligono di tiro. La sostanza - sottolineano gli esperti - non crea problemi di inquinamento per l’acqua. Tuttavia è presente in quantità notevoli e va rimossa. Luciano Capobianco dell’Arpac spiega: «Siamo a buon punto. Martedì forniremo il nostro contributo, dati alla mano, alla discussione». Franco Ortolani, uno dei periti dei comuni, continua a sostenere «che la cava di via Cupa del Cane non è idonea per essere trasformata in discarica perché c’è pericolo di frane». Ernesto Cravero, perito dei proprietari della cava, l’Arciconfraternita della Santissima Trinità dei Pellegrini non è d’accordo e rileva: «Non ci sono problemi di impermeabilità né di frane, piuttosto non credo che il sito ce la faccia a contenere 700mila tonnellate di rifiuti». Sul punto c’è un progetto in corso che prevederebbe una serie di mezzanini sulla parte bassa della cava per far crescere la capienza del sito, stimata secondo alcuni pareri - al momento - intorno alle 400mila tonnellate. I mezzanini farebbero fare il salto in avanti verso la quantità desiderata. A Chiaiano intanto il fronte del no si organizza. Ieri 50 fra intellettuali e artisti fra cui lo scrittore Erri De Luca hanno firmato un documento contro l’apertura della discarica. Mentre ieri nel quartiere si è svolto un corteo pacifico di protesta nel corso del quale sono sati distribuite ciliege, coltura tipica del posto: «Se martedì l’esito delle analisi dovesse dire che Chiaiano è idonea a ospitare la discarica, dimostreremo con creatività perchè invece secondo noi là non si può fare». Lo dice Pietro Rinaldi, uno dei portavoce del No. «Dimostreremo che è impossibile il transito di 300 mezzi pesnati senza intasare l’area» conclude il portavoce. Situazione tesa pure sul fronte più politico. Pasquale Losa, presidente di Asìa non ci sta a passare per l’unico imputato e accusa: «Si sta cercando da parte del governo e della Regione, con gli assessori Ganapini e Velardi, di scaricare sull’azienda responsabiltià che non ha. La raccolta dei rifiuti non è mai stata un problema, lo smaltimento sì».
Il Mattino 15 giugno 2008

RIFIUTI – VATINNO (IDV): GRAVE TROVARNE DI RADIOATTIVI, A RISCHIO CONTRATTI SMALTIMENTO




(PRIMA) ROMA - “Le tracce radioattive trovate ieri in un carico di rifiuti diretto alla discarica di Savignano Irpino è un fatto veramente molto grave”. Lo dichiara Giuseppe Vatinno, Responsabile Nazionale Ambiente ed Energia dell’Italia dei Valori. “Lo Iodio 131 è un radionuclide che ha una vita media tra le più lunghe e si trova, in tempo di pace, nei rifiuti ospedalieri derivati da tecniche di medicina nucleare. Tali rifiuti devono necessariamente essere smaltiti in discariche speciali proprio per la loro pericolosità per la popolazione. Inoltre, tale fatto, mette a rischio il contratto di smaltimento con la società pubblica di Amburgo che si è fatta carico di smaltire le 30 mila tonnellate di rifiuti campani. Fortunatamente i militari hanno individuato le tracce di radioattività bloccando lo scarico; tuttavia, ciò dimostra che occorre non abbassare mai la guardia per evitare situazioni poi difficili da recuperare”. Ha concluso Vatinno. (PRIMA)


Data: 16/06/08 16:11
Autore: AIA-COM

BORDO (PD): IL GOVERNO SPIEGHI PERCHE' I RIFIUTI ATTRAVERSANO IL PREAPPENNINO


16/06/08


Bordo annuncia la presentazione di un’interrogazione urgente

Michele Bordo, deputato del PD, annuncia la presentazione di un’interrogazione urgente al Ministro dell’Ambiente per comprendere quali siano le “motivazioni che hanno determinato la scelta di far transitare l’immondizia napoletana in territorio pugliese, scartando tutti i i possibili percorsi interni alla regione Campania e provocando disagi e rischi alle popolazioni di 5 Comuni del Preappennino Dauno”.


Con l’interrogazione, Bordo intende attirare l’attenzione delle strutture deputate alla gestione dell’emergenza rifiuti che “il percorso si dipana quasi interamente sulla rete stradale provinciale, particolarmente debole a causa dei frequenti e diffusi fenomeni di dissesto idrogeologico, quindi del tutto inadatta a sopportare un simile sforzo”.

Inoltre, i centri interessati dal passaggio “sono localizzati in zone di pregio ambientale e sono essi stessi borghi storici in cui sono stati attivati, anche con fondi pubblici, programmi di sviluppo e promozione del turismo verde ed enogastronomico”. Infine, “le comunità e gli amministratori dei centri indicati lamentano di non essere stati adeguatamente coinvolti nelle riunioni tecniche in cui si è deciso l’attuale percorso, e di non conoscere le ragioni che hanno indotto a scartarne altri tutti interni al territorio della Campania”.

“La militarizzazione del sito di Pustarza potrà evitare i blocchi stradali ed altre forme eclatanti di protesta – continua Bordo – ma non si possono affrontare problemi di tale gravità senza il coinvolgimento delle comunità che più direttamente subiscono le conseguenze dell’emergenza.

Tra la gente di Accadia, Anzano, Monteleone di Puglia, Panni e Sant’Agata di Puglia inizia a farsi strada l’idea che i tir siano stati dirottati in Puglia per non avere problemi con i paesi irpini. Mi auguro non sia così – conclude Michele Bordo – altrimenti, alla debolezza mostrata dal Governo, in questo frangente, si assommerebbe la subalternità politica dei rappresentanti del nostro territorio nel Governo stesso e nella maggioranza che lo sostiene”.
pugliave.net 16 giugno 2008

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