(AGI) - Perugia, 19 mar. - C’e’ anche una lattina di coca cola e un vecchio cellulare tra gli oggetti repertati questa mattina dalla polizia scientifica di Perugia durante il sopralluogo nel casolare di Via della Pergola, scenario di una nuova irruzione da parte di ignoti, dopo quella scoperta dalla polizia il 18 febbraio scorso. La lattina di coca cola e’ stata rinvenuta nel retro del casolare, dalla stessa parte dove e’ presente la finestra della cucina dalla quale e’ avvenuta l’intrusione (la stessa utilizzata per introdursi nel casolare nella prima irruzione da parte di ignoti ndr). Il telefono cellulare, invece, e’ stato ritrovato tra la vegetazione circostante all’abitazione e non e’ escluso che si potesse trovare li’ gia’ da tempo, tanto che non sembra essere considerato di particolare rilevanza investigativa. Su entrambi i reperti, comunque, saranno ora svolti i rilievi della polizia scientifica. Ad accorgersi che qualcuno era entrato nel casolare di Via della Pergola, attualmente ancora sotto sequestro e dove la notte tra il primo e il due novembre del 2007 e’ stata uccisa la studentessa inglese, Meredith Kercher, sono stati, questa mattina intorno alle undici, gli investigatori della squadra mobile di Perugia, recatisi sul posto per un normale controllo. In particolare gli agenti hanno notato che le sbarre di legno utilizzate per chiudere la finestra esternamente dopo la prima irruzione, erano state rimosse. Quindi il sopralluogo della polizia scientifica e della squadra mobile fuori e dentro l’abitazione. Sul posto anche il capo della squadra mobile di Perugia, Giorgio Di Munno, la respondabile della sezione omicidi, Monica Napoleoni e i pubblici ministeri titolari dell’inchista sull’omicidio di Meredith Kercher, Giuliano Mignini e Manuela Comodi. Secondo quanto emerso, all’interno del casolare non sarebbero stati trovati elementi giudicati di particolare rilevanza investigativa. Chi e’ entrato nel casolare avrebbe anche forzato esternamente la persiana della finestra che da sul lato della strada, verso il parcheggio. Tra i reperti prelevati dalla scientifica anche il pezzo di nastro adesivo con il quale erano state chiuse le due finestre e sul quale verra’ ora accertata la eventuale presenza di impronte come anche su un pezzo di stoffa di colore verde e a quadri trovato nel piazzale della casa. La prima irruzione da parte di ignoti era stata scoperta, il 18 febbraio scorso, dagli stessi agenti della squadra mobile di Perugia allora recatisi sul posto per dare esecuzione alla restituzione di alcuni effetti personali appartenenti alle due coinquiline italiane di Mez, come disposto dalla Corte d’Assise di Perugia durante una delle udienze del processo in corso e che vede imputati per l’omicidio Amanda Knox e Raffaele Sollecito (per lo stesso delitto e’ stato gia’ condannato a 30 anni con rito abbreviato l’ivoriano Rudy Hermann Guede). In quella occasione furono rinvenuti anche 4 coltelli, che si trovavano gia’ all’interno dell’appartamento prima dell’ingresso da parte di ignoti e che erano stati posizionati in vari punti della casa da chi vi e’ entrato.(AGI)
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venerdì 20 marzo 2009
mercoledì 18 giugno 2008
Rifiuti, sostanze radioattive ad Acerra

Chiaiano, voci contro la discarica
Indaga la Procura: cliniche e studi privati nel mirino Spunta così un altro business
di Antonio Corbo
Ancora tracce di sostanze radioattive. Ancora Acerra. Ancora allarmi in questa infinita emergenza. Alle 16 di ieri l´ultimo cumulo di materiali pericolosi smaltiti da centri privati è stato scoperto dai Vigili del Fuoco. Hanno specialisti e mezzi sofisticati per individuarli. È il quarto sequestro in otto giorni: da Acerra arrivavano anche i due camion con "Iodio 131" bloccati nei pressi della discarica di Savignano, appena aperta in provincia di Avellino. I rifiuti sanitari ritrovati fanno scoprire l´ultimo business che sparge paura e veleni in Campania: lo smaltimento clandestino di lastre, isotopi e forniture mediche.Il procuratore Giandomenico Lepore ha già aperto un fascicolo. Indagini sono già scattate ad Acerra per scoprire il centro privato o la casa di cura che di nascosto infilano nei cumuli di immondizia sacchi neri con rifiuti sanitari, della categoria "speciali" che andrebbero invece affidati a ditte autorizzate. L´Arpac ha già consegnato una bozza di piano per i rifiuti speciali, ma la Regione non l´ha ancora adottato. Attende forse il parere Vas (valutazione ambientale strategica). Un vuoto normativo che rischia di favorire l´illegalità. I Vigili del Fuoco contano fino a cento interventi al giorno per spegnere roghi. Dopo la segnalazione dei tedeschi che avevano scoperto tracce di radioattività nei rifiuti spediti in treno, fu costituita una task force di specialisti: ai 5 che partecipano ai controlli preventivi delle discariche, si sono aggiunti 12 per le verifiche negli spazi ferroviari e nei siti di trasferenza. I loro certificati sono i soli considerati validi e credibili dalle autorità tedesche. Allo scalo di Marcianise l´otto giugno i primi materiali radioattivi ("Iodio 131") trovati dal comando provinciale di Napoli. Il prefetto Giuseppe Pecoraro, capo del dipartimento al Viminale, ordinò di informare subito il Commissariato di Bertolaso e tenere segreta la notizia. Tre giorni dopo, l´11, fu ritrovato un altro isotopo, "Indio 113", usato nella diagnosi per immagini di alcuni tumori, in un capannone di Acerra. Il 13 giugno ben due i ritrovamenti, ieri l´ultimo nello stesso capannone, sempre "Iodio 131". I controlli sono estesi ad Acerra, Pomigliano e Ponticelli. Ma solo ad Acerra si trovano residui radioattivi. Il sindaco Espedito Marletta ha chiesto a Bertolaso la rimozione urgente dai siti di via Pantano di tutti i rifiuti stoccati. Probabile che la Procura chieda subito i rapporti dei Vigili del Fuoco, che il Commissariato rifiuti ha già ricevuto. Sorprende che tra gli specialisti dei vigili e i militari non vi sia ancora adeguato coordinamento. Fino a ieri si sapeva solo del blitz dei militari a Savignano.
L´inchiesta si allargherà a tutto il business dei rifiuti sanitari: la regione ne produce oltre settemila tonnellate l´anno. La maggior parte il Cardarelli e l´Asl 1. Antonio Pedicini, presidente di Arsan, che coordina la sanità campana, ha chiesto alle Asl di compilare i questionari. Vuole un censimento sempre aggiornato per controllare i centri privati convenzionati: come smaltiscono tutto il materiale usato?Il Cardarelli ha un ciclo corretto. Esaminarlo consente di capire quanto sia ampio il vantaggio economico per i privati che violano le procedure. Con il direttore generale Enrico Iovino, sia il direttore amministrativo (Gino Patrone) che quello medico (Franco Paradiso) vigilano giorno per giorno. «Un milione di chili l´anno, costo un euro al chilo», la sintesi dell´impegno. Si rispettano i codici Cer (Catalogo europeo rifiuti) raccogliendo in cartone giallo il 54 per cento (materiali di corsia, sangue, cateteri), il 36 per cento con codice 180106 i residui pericolosi o tossici (come citostatici e sale operatorie), per il restante 10 farmaci o batterie. L´appalto è di "Ecologica Sud", la stessa che opera per il Santobono, la Finanza e le questure. I rifiuti ospedalieri vanno in un centro di sterilizzazione (10 per cento) della stessa "Ecologica Sud", il resto negli inceneritori di Melfi ("Fenicia"), Taranto ("Ecologica Taranto") e Cerignola ("Ecocapitanata"). La stessa società fu chiamata a rilevare su richiesta dell´Arpac 90 quintali di rifiuti pericolosi bruciati di nascosto a Miano. Non si è mai saputo da chi. I costi sono alti: un euro al chilo, il trasporto costa 0,45. Spese che tutta la sanità pubblica regionale affronta. E gli altri? L´ad di Ecologica Sud, Bruno Cesaro, tace. Si limita a dire che come la sua operano altre dieci aziende.
Indaga la Procura: cliniche e studi privati nel mirino Spunta così un altro business
di Antonio Corbo
Ancora tracce di sostanze radioattive. Ancora Acerra. Ancora allarmi in questa infinita emergenza. Alle 16 di ieri l´ultimo cumulo di materiali pericolosi smaltiti da centri privati è stato scoperto dai Vigili del Fuoco. Hanno specialisti e mezzi sofisticati per individuarli. È il quarto sequestro in otto giorni: da Acerra arrivavano anche i due camion con "Iodio 131" bloccati nei pressi della discarica di Savignano, appena aperta in provincia di Avellino. I rifiuti sanitari ritrovati fanno scoprire l´ultimo business che sparge paura e veleni in Campania: lo smaltimento clandestino di lastre, isotopi e forniture mediche.Il procuratore Giandomenico Lepore ha già aperto un fascicolo. Indagini sono già scattate ad Acerra per scoprire il centro privato o la casa di cura che di nascosto infilano nei cumuli di immondizia sacchi neri con rifiuti sanitari, della categoria "speciali" che andrebbero invece affidati a ditte autorizzate. L´Arpac ha già consegnato una bozza di piano per i rifiuti speciali, ma la Regione non l´ha ancora adottato. Attende forse il parere Vas (valutazione ambientale strategica). Un vuoto normativo che rischia di favorire l´illegalità. I Vigili del Fuoco contano fino a cento interventi al giorno per spegnere roghi. Dopo la segnalazione dei tedeschi che avevano scoperto tracce di radioattività nei rifiuti spediti in treno, fu costituita una task force di specialisti: ai 5 che partecipano ai controlli preventivi delle discariche, si sono aggiunti 12 per le verifiche negli spazi ferroviari e nei siti di trasferenza. I loro certificati sono i soli considerati validi e credibili dalle autorità tedesche. Allo scalo di Marcianise l´otto giugno i primi materiali radioattivi ("Iodio 131") trovati dal comando provinciale di Napoli. Il prefetto Giuseppe Pecoraro, capo del dipartimento al Viminale, ordinò di informare subito il Commissariato di Bertolaso e tenere segreta la notizia. Tre giorni dopo, l´11, fu ritrovato un altro isotopo, "Indio 113", usato nella diagnosi per immagini di alcuni tumori, in un capannone di Acerra. Il 13 giugno ben due i ritrovamenti, ieri l´ultimo nello stesso capannone, sempre "Iodio 131". I controlli sono estesi ad Acerra, Pomigliano e Ponticelli. Ma solo ad Acerra si trovano residui radioattivi. Il sindaco Espedito Marletta ha chiesto a Bertolaso la rimozione urgente dai siti di via Pantano di tutti i rifiuti stoccati. Probabile che la Procura chieda subito i rapporti dei Vigili del Fuoco, che il Commissariato rifiuti ha già ricevuto. Sorprende che tra gli specialisti dei vigili e i militari non vi sia ancora adeguato coordinamento. Fino a ieri si sapeva solo del blitz dei militari a Savignano.
L´inchiesta si allargherà a tutto il business dei rifiuti sanitari: la regione ne produce oltre settemila tonnellate l´anno. La maggior parte il Cardarelli e l´Asl 1. Antonio Pedicini, presidente di Arsan, che coordina la sanità campana, ha chiesto alle Asl di compilare i questionari. Vuole un censimento sempre aggiornato per controllare i centri privati convenzionati: come smaltiscono tutto il materiale usato?Il Cardarelli ha un ciclo corretto. Esaminarlo consente di capire quanto sia ampio il vantaggio economico per i privati che violano le procedure. Con il direttore generale Enrico Iovino, sia il direttore amministrativo (Gino Patrone) che quello medico (Franco Paradiso) vigilano giorno per giorno. «Un milione di chili l´anno, costo un euro al chilo», la sintesi dell´impegno. Si rispettano i codici Cer (Catalogo europeo rifiuti) raccogliendo in cartone giallo il 54 per cento (materiali di corsia, sangue, cateteri), il 36 per cento con codice 180106 i residui pericolosi o tossici (come citostatici e sale operatorie), per il restante 10 farmaci o batterie. L´appalto è di "Ecologica Sud", la stessa che opera per il Santobono, la Finanza e le questure. I rifiuti ospedalieri vanno in un centro di sterilizzazione (10 per cento) della stessa "Ecologica Sud", il resto negli inceneritori di Melfi ("Fenicia"), Taranto ("Ecologica Taranto") e Cerignola ("Ecocapitanata"). La stessa società fu chiamata a rilevare su richiesta dell´Arpac 90 quintali di rifiuti pericolosi bruciati di nascosto a Miano. Non si è mai saputo da chi. I costi sono alti: un euro al chilo, il trasporto costa 0,45. Spese che tutta la sanità pubblica regionale affronta. E gli altri? L´ad di Ecologica Sud, Bruno Cesaro, tace. Si limita a dire che come la sua operano altre dieci aziende.
La Repubblica 17 giugno 2008
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