lunedì 20 ottobre 2008
Il video(presente anche su Yahoo video)
La scelta di costruire a Napoli un quinto inceneritore(impropriamente e furbescamente chiamato termovalorizzatore) accolto dal vergognoso silenzio bipartisan della politica napoletana e dal plauso dei quotidiani locali è la rappresentazione plastica del degrado della classe politica e della classe dirigente campana. E' possibile che non ci sia un partito, un politico o un opininista di grido che senta il bisogno di difendere il proprio territorio da una scelta così scellerata? Non si tatta di essere d'accordo o meno sulle tecniche di smaltimento dei rifiuti(inceneritori si o no) ma di un soprassalto di dignità. Insomma qualcuno che dica.. se si tratta di smaltire i nostri rifiuti siamo d'accordo e discutiamo con quali tecnologie ma se, come dice Berlusconi, la motivazione per costruire 5 inceneritori mira ad accogliere rifiuti anche dalle altre regioni allora non siamo d'accordo! Napoli e la campania non possono diventare lo sversatoio legale dei rifiuti italiani! Di questo soprattutto si parla nell'intervista che N.Gallo ha fatto a Luca Stamati e all'on. del pd Eugenio Mazzarella... ecco di seguito il link al video......L'intervista del 17 ottobre 2008 - Diventeremo la pattumiera d'Italia?
Il video è presente sul blog di Norberto gallo (www.napolionline.org)
Fonte: I forum di Pangea Blu
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lunedì 20 ottobre 2008
martedì 14 ottobre 2008
Chiaiano, prof Ortolani: cava a rischio frane, un pericolo per esercito e cittadini
Cave Canem
Diamo spazio a due interessanti articoli sul ‘day after’ della visita al sito destinato ad accogliere la discarica a Chiaiano da parte di una delegazione istituzionale del Comune di Marano. Il primo, a firma di Simona Cipollaro, riguarda l’iniziativa del sottosegretariato ai rifiuti di permettere agli internauti di “visitare” l’ex poligono di Chiaiano, per promuoverne, almeno sulla carta, la presunta idoneità. Il secondo è un intervento di Franco Ortolani, il quale illustra ciò di cui ieri ha preso visione insieme a De Medici ed al sindaco Perrotta (ed ai vigili urbani). Attenti alle cave!!!
Un tour virtuale nell’ex poligono di Chiaiano per mostrare ai cittadini lo stato dei lavori all’interno della cava. Un’iniziativa per placare gli animi di chi ha ancora dubbi sulla realizzazione della discarica. Così, lo staff di Bertolaso ha deciso di inserire sul sito http://www.emergenzarifiuticampania.it/erc/ERC-ERC_Layout_locale-1199880667264_Home.htmle foto ed i video dell’interno della cava.
Si possono scorrere le immagini della zona prima dell’inizio lavori; della caratterizzazione dei materiali rinvenuti nel corso della bonifica; delle opere di bonifica stessa; dei lavori di consolidamento delle pareti ed infine delle planimetrie e dei progetti.
Vengono passati in rassegna, attraverso i video, tutti gli argomenti che sono stati alla base delle contestazioni contro la realizzazione della discarica: i costi; il consolidamento delle pareti di tufo; le opere di bonifica e la viabilità.
Secondo chi si sta occupando della realizzazione della discarica, dunque, le opere di bonifica e consolidamento delle pareti costano 2 euro per tonnellata di rifiuti, mentre il costo totale, una volta che la discarica andrà a regime, sarà di 100 euro a tonnellata di rifiuto. Per quanto riguarda il consolidamento delle pareti, le immagini mostrano l’inserimento al loro interno chiodi di tre metri, legati ad una rete metallica poi consolidata al terreno. La bonifica è stata prevista in tre fasi, la prima, già realizzata, è consistita nell’allontanamento dei materiali accumulati, si procederà poi con l’allontanamento dei cumuli di terreno usati come separazione delle aree di tiro ed infine, bisognerà capire se il terreno sottostante è inquinato, nel qual caso verrà portato via.
Sulla questione della mobilità, lo staff di Bertolaso ha assicurato che non ci saranno aumenti di traffico, poiché, i camion che attraverseranno le strade di Chiaiano saranno in numero uguale a quelli che oggi si occupano della raccolta nel quartiere, a Mugnano e nella terza, quinta ed ottava municipalità di Napoli.
(Simona Cipollaro, ECO delle CITTA’)
La preparazione della discarica di Chiaiano: un’offesa all’Esercito Italiano
di Franco Ortolani
Oggi 13 ottobre 2008 è stata eseguita la visita tecnica, richiesta dal sindaco di Marano al Sottosegretario Bertolaso, per verificare i lavori in corso per trasformare la Cava del Poligono di Chiaiano in discarica urbana nell’ambito di un parco regionale. Il sopralluogo è stato guidato dai militari dell’Esercito Italiano che ci hanno vietato di eseguire fotografie nella cava dove di militare non c’è assolutamente niente (tranne gli accompagnatori che ci hanno scrupolosamente scortato con le armi imbracciate, in base ai severi ordini loro impartiti.
Benché l’ambiente commissariale sapesse che la visita si sarebbe svolta questa mattina, non abbiamo trovato nessun tecnico con cui dialogare; non era presente nemmeno il responsabile civile del cantiere e alcuni operai non lavoravano in condizioni di sicurezza come previsto dalle vigenti leggi, nonostante l’autorevole richiamo fatto recentemente dal Presidente della Repubblica. Le considerazioni principali scaturite dal sopralluogo sono le seguenti:1- l’alveo-strada Cupa del Cane che scorre al di sopra della cava a fossa e che determina una situazione di rischio di inondazione del sottostante piazzale di lavoro, come evidenziato dalla competente Autorità di Bacino, non è ancora stato oggetto di messa in sicurezza idrogeologica. In caso di evento piovoso significativo la cava può essere invasa rovinosamente dalle acque e detriti con portate stimate di oltre 10.000 litri/secondo. La sistemazione idrogeologica deve essere propedeutica ai lavori nel piazzale di cava. La strada in gran parte alveo-strada è stata ricoperta di pietrisco senza adeguate sistemazioni idrauliche per cui le piogge intense provocheranno erosione e trasporto di terreno e detriti fino nell’abitato di Marano a valle.
2- Gli autoveicoli pesanti percorrono il tratto di alveo-strada ubicato alla sommità di una parete di tufo giallo, alta oltre 20 metri, molto fratturato e incombente sulla cava. Tale parete, larga 10-15 metri circa, fa da muro di contenimento a circa 20 m di terreno eterogeneo accumulato in passato per riempire la cava presente a sinistra (scendendo) dell’alveo strada. Lo scrivente ha segnalato ai militari la pericolosità della situazione e il rischio corso da civili e militari che transitano lungo l’alveo-strada instabile.
3- Il piazzale di cava non è stato ancora bonificato; è stato accumulato e ricoperto con teloni il terreno che divideva le piazzole di tiro. Il substrato del piazzale dove sono stati prelevati i campioni risultati inquinati non è ancora stato ripulito mediante l’asportazione dello strato di terreno che deve essere bonificato.
4- Alcuni lavoratori stavano sistemando le reti, rinforzate da cavi d’acciaio a maglie, chiodate nel tufo delle pareti della cava. Le reti erano state messe al di sopra del tufo delle pareti sud ed est fino a ricoprire per alcuni metri anche i sovrastanti sedimenti piroclastici sciolti. Qualche blocco di tufo pericolante è stato disgaggiato. Lo scrivente ha fatto notare ai militari che nella parte alta della parete sud si erano verificate alcune piccole colate di fango innescatesi al di sopra delle reti, vale a dire nella parte sommitale del versante. Le piccole frane si sono distaccate proprio come è stato segnalato ripetutamente dai tecnici di Marano durante gli incontri tenutisi presso il Commissariato tra giugno e luglio. Permane quindi il rischio per le persone che transitano o operano alla base delle pareti di essere investiti da masse di fango (il peso si aggira tra 2000 e 2500 kg per metro cubo) distaccatesi 70 metri più in alto. Si è colta l’occasione per illustrare ai militari il pericolo di crollo di enormi masse di tufo fratturato in relazione alla spinta fatturazione dell’ammasso roccioso. In particolare è stato evidenziato il grave errore commesso dall’ARPAC e dai progettisti nel non comprendere l’instabilità della parete sud dove il tufo è interessato da una serie di fratture che immergono verso valle con inclinazione di circa 80 gradi predisponendo il distacco improvviso e rovinoso di enormi quantità di roccia come accaduto nel 1999 in una cava vicina (circa 6000 metri cubi).
5- Le strade (alvei strada) per entrare e uscire dalla Cava del Poligono non sono state modificate per cui gli autoveicoli pesanti non sono in grado di transitare in sicurezza.Il sopralluogo ha evidenziato: a- un cantiere senza sicurezza per i lavoratori e i militari che frequentano la cava del Poligono;
b- un cantiere nel quale si stanno eseguendo lavori di “messa in sicurezza“ delle pareti di cava assolutamente inadeguati, basati su dati geostrutturali sbagliati e non protetto dal pericoli di inondazione; c- una strada di accesso al cantiere (il tratto di alveo-strada di Cupa del Cane incombente sulla cava) che è ubicata su una parete di tufo fratturato instabile.I dati emersi evidenziano che l’Esercito Italiano è stato coinvolto in una operazione non trasparente: in base agli ordini ricevuti i militari sono stati costretti a scortarci armati, pur sapendo che eravamo rappresentanti istituzionali del Comune di Marano e non malavitosi, anche mentre illustravamo loro i pericoli ambientali ai quali erano incoscientemente esposti, connessi all’instabilità delle pareti della cava. Pericoli non compresi dai progettisti. Con amarezza si evidenzia che l’Esercito Italiano è usato per “fare la guardia” affinché non venga disturbato chi opera realizzando interventi inadeguati e per di più in situazioni che non garantiscono la sicurezza a chi lavora e a chi frequenta la cava. L’Esercito non può essere usato spregiudicatamente in operazioni che non hanno niente da fare con le attività militari come la sorveglianza ad un cantiere civile dove sono in corso lavori che, per errori professionali dei progettisti, mettono a rischio la sicurezza delle persone compresi i militari.
Prof. Franco OrtolaniOrdinario di Geologia, Università di Napoli Federico II
13 ottobre 2008
Fonte: La voce dell'emergenza il blog (http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2008/10/14/cave-canem/
mercoledì 9 luglio 2008
La “polpa” dei rifiuti. Relazione dell'oncologo A. Marfella

di Antonio Marfella
(testo della relazione tenuta presso l’Ospedale Monaldi al convegno “La gestione dei rifuti” in data 3 luglio 2008)
Credevo fosse un refuso di stampa (LA REPUBBLICA 2 luglio 2008) quando leggo la dichiarazione di Fortini (ASIA) : “alla fine del disastro, la “polpa” (credevo fosse colpa) dei rifiuti non va ad aziende i cui azionisti sono i cittadini di Napoli, ma ad aziende di altri territori” .
Di cosa siano gli inceneritori, delle loro dimensioni anche in rapporto alle necessità reali rispetto alla loro certa capacità di inquinare ed emettere sostanze nocive nell’aria di una città come Napoli, che già detiene il poco invidiabile record nazionale di città con la maggiore incidenza annua di tumori al Polmone (+ 25-30% rispetto a tutta Italia) , con 9 nuovi casi al giorno rispetto ai 15 di Milano (che però conta una popolazione oltre tre volte maggiore), nessuno più parla, nessuno più discute.
Non era, purtroppo, un refuso di stampa: unica preoccupazione (anche legittima) dei gestori della ASIA è quella di non fare perdere al Comune di Napoli “la polpa dei rifiuti” garantita dalla truffa degli incentivi CIP6 indirizzati non a energie rinnovabili vere, ma agli inceneritori .
La curiosità allora di fare un piccolo conticino, da massaia berlusconiana, sulla quantità di questa “polpa” dei rifiuti da incenerire, diventa d’obbligo.
Utilizziamo come riferimento i dati certi forniti dal Presidente del Consiglio su Acerra: gara da fare da 4.5 miliardi di euro per venti anni per un inceneritore di portata decretata di 600.000 tonnellate/anno (tra i più grandi di Europa), circa 2000 tonnellate al giorno.
Come confronto il dato di guadagno lordo del più grande centro commerciale campano : Il Vulcano Buono, che rende circa 1 milione di euro lordi al giorno.
Note quindi le “portate” proposte anche per gli altri inceneritori, ne consegue che , al giorno, gli inceneritori (di portata almeno doppia rispetto al necessario) , rendono quanto segue:
1) Acerra: oltre 650.000 euro al giorno per venti anni
2) Salerno : oltre 650.000 euro al giorno per venti anni
3) S. Maria La Fossa : oltre 450.000 euro al giorno per venti anni
4) Napoli: da 100.000 a 400.000 euro al giorno per venti anni , a seconda delle dimensioni che si deciderà di fare.
5) Almeno una ulteriore decina di “inceneritori a biomasse” sovradimensionati sparsi per la Campania coi Piani Paser : circa 1.5 Milioni di euro al giorno
Siamo ad un totale di oltre 3.5 MILIONI di euro al giorno, pressocchè netti, per impianti che produrranno anche circa 1 Milione di tonnellate/anno di ceneri tossiche per circa venti anni da stoccare in Campania. Siamo al guadagno netto di circa dieci “Vulcano Buono” al giorno!
Un ottimo affare, è certamente abbondante la “polpa” dei rifiuti inceneriti !
A queste condizioni mi sembra proprio il minimo, e molto ovvio, che i sette ottimi impianti tedeschi di cosiddetti CDR ma in realtà di TMB (trattamento meccanico biologico a freddo) già presenti ma non funzionanti in Campania devono continuare a non funzionare, come ha scoperto l’assessore Ganapini, e che gli impianti di compostaggio , a basso costo, necessari per trattare l’umido, non si faranno mai in numero congruo rispetto al bisogno reale.
Ma, con tali portate previste per tali impianti (oltre 2 milioni di tonnellate/anno), una volta bruciate le ecoballe in tre anni, gli altri diciassette anni, per oltre la metà della loro inquinante portata , questi inceneritori cosa bruceranno?
Certamente materiale che non proviene dalla regione Campania.
Ne consegue quindi che circa il 50% per cento delle ceneri tossiche di tali impianti sovradimensionati, cioè circa 500.000 tonnellate/anno per venti anni di ceneri tossiche di materiale non campano, dovrà essere seppellito in Campania in tutte le discariche disponibili, da Chiaiano a Serre, come già indicato nei codici CER previsti nel decreto legge del maggio scorso, e resterà per sempre nelle nostre terre, dopo averci per venti anni inquinato la nostra aria già abbondantemente inquinata .
Diventa altrettanto ovvio quindi che abbiamo necessità di discariche ancora più numerose ed ampie delle già previste, e per ospitare al 50% ceneri tossiche non campane.
Ho formulato una precisa proposta di moratoria sulle portate degli impianti : tutti a non oltre le 200.000 tonnellate/anno, in media europea perfetta!
Quattro inceneritori da non oltre le 200.000 tonnellate/anno è di fatto la riproposizione del cosiddetto “Piano Rastrelli” (= 5 da 150.000) .
Perche’ oggi sembra invece che, chi, come me, lo fa presente, viene considerato quasi un pericoloso sovversivo?
Perchè si devono bruciare tutte le ecoballe in soli tre anni, dopo che esse hanno già percolato i loro veleni da oltre venti anni? E dopo tre anni, cosa si brucerà?
Sia chiaro a tutti che costruire impianti di incenerimento superiori alla media europea di 200.000 tonnellate/anno significherà solo :
a) l’ennesimo gravissimo danno alla salute dei cittadini campani tutti;
b) la legalizzazione all’ingresso in regione Campania di almeno un milione di tonnellate anno di materiale da incenerire proveniente da altre regioni;
c) la necessità di disporre di discariche per non meno di venti milioni di tonnellate di pericolosissime ceneri tossiche che saranno interrate nelle nostre terre. Almeno la metà di tali ceneri tossiche non sarà neanche di provenienza campana.
Il tutto per garantire a pochi, (e neanche campani?) , una “polpa” dall’incenerimento dei rifiuti pari ad oltre 3.5 milioni di euro al giorno netti per venti anni .
Come cittadino campano, come medico, come cattolico, come difensore civico, io ho il dovere di formulare e diffondere queste considerazioni, affinché non si possa mai affermare che responsabilità storiche di evidenti decisioni scellerate, a danno della Campania, siano state assunte senza adeguata conoscenza dei fatti.
Napoli li 3 luglio 2008
Antonio Marfella
Tossicologo oncologo
Difensore Civico Assise di Palazzo Marigliano
Fonte: www.chiaianodiscarica.it
mercoledì 2 luglio 2008
Acerra, la passerella e le promesse di Berlusconi

mercoledì 02 luglio 2008 da Marina
Oltre ad essere una conferenza stampa è stata anche una passerella, il che ha reso l’evento molto simile alle convention aziendali. Silvio Berlusconi ha tenuto il suo incontro nel termovalorizzatore di Napoli (a 1km e mezzo da casa mia). E ha detto:
entro luglio Napoli sarà liberata dai rifiuti. E entro gennaio partirà la prima linea e entro aprile la struttura sarà a pieno regime. Certo la soluzione non è solo questa ma va trovata nella raccolta differenziata e qui ci sono dei sindaci che in questo si sono distinti. Dopo inviterò sul palco con me uno di loro che è arrivato a raccogliere l’80% di differenziata. Un capitolo a parte lo meritano i signori dell’ASIA che secondo il calendario che mi è stato fornito la domenica vanno al mare e non lavorano. L’esercito lavora sette giorni su sette per liberare le strade dai rifiuti. E questo non va bene.
Sul punto della raccolta differenziata, il Premier ha sottolineato che anche i media devono essere presenti:
su questo punto la televisione pubblica e quella privata devono fare la loro parte sensibilizzando i cittadini. La televisione pubblica ha il compito di informare e divertire. La privata al contrario diverte e informa. Ma in comune, in questo caso, devono entrambe informare su come differenziare i rifiuti.
Ecco il mio racconto e la mia cronaca: è stata una conferenza che ha visto imponenti misure di sicurezza. Il Premier arrivava da una mattinata densa di contestazioni, di cariche della polizia sui manifestanti, insomma una Napoli che secondo me ha stentato a riconoscere, considerata l’accoglienza che gli è stata rivolta. Intanto, in quelle ore, Acerra era sotto un vento implacabile e la polvere si spargeva dappertutto.
La zona, tranne la stradina principale, non ha altre vie asfaltate. Per raggiungere l’ingresso del termovalorizzatore i militari hanno messo a disposizione della stampa le loro camionette. Dopo due check point presidiati dai militari e dalle forze dell’ordine in assetto antisommossa si arrivava allo spiazzale dove l’addetto stampa della prefettura mi ha consegnato il badge nella foto (diversamente sarei dovuta andare a Piazza Carolina a ritirarlo).
Ho pensato: ” Ma siamo a Baghdad?”. Non ci è stato consentito di visitare i locali. Siamo stati messi un un recinto e solo chi faceva le dirette ne poteva stare fuori, giusto il tempo necessario a lavorare. Intorno a noi un doppio cordone di militari e security.
Il Premier è arrivato con un ora di ritardo. Il codazzo delle telecamere ha avidamente iniziato a lavorare. Era come uno sciame che lo seguiva. Appena entrato nella struttura, accompagnato dal Sottosegretario all’emergenza rifiuti Guido Bertolaso, oltre ai saluti di rito, ha guardato i cartelloni che illustravano il funzionamento del “mostro” come lo chiamano gli acerrani. Annuiva, commentava. Poi sul palco non prima di aver salutato ancora i militari. Poi le dichiarazioni tra cui i ringraziamenti a Impregilo e FIBE:
nonostante tutte le cose che ha subito, non sto a dire giustamente o ingiustamente, ha preso l’impegno a finire il termovalorizzatore.
Il sindaco di Acerra, Espedito Marletta si torceva le budella. Presente senza la sciarpa di protocollo. Padrone di casa (lui e la giunta) estromesso dal suo domicilio amministrativo, ma anche ringraziato da Bertolaso per essere presente:
C’è un clima diverso. Qui c’è il Sindaco di Acerra. Ha scelto di stare qui e non fuori a fare altro. Ciò significa che c’è volontà di dialogo.
Era presente sul palco anche il generale Franco Giannini, braccio destro di Bertolaso, che ha ricordato che ci sono da raccogliere ancora ventimila tonnellate di immondizia mentre ne sono state portate vi. già quindicimila. Operazione che sarà resa più agevole dalle aperture delle discariche di Savignano Irpino e Sant’Arcangelo Trimonte.
Berlusconi ha poi invitato sul palco il “dipendente del mese”: Leone Gargiulo sindaco di Massa Lubrense, comune della costiera amalfitana che coraggiosamente e con le sue sole forze ha tolto di strada 480 cassonetti per fare spazio alla raccolta differenziata porta a porta che ha toccato il 72%. Gargiulo eletto in una lista civica ha spiegato che per arrivare a questo risultato è stato necessario informare i suoi concittadini attraverso le scuole e le parrocchie. E Berlusconi ha preso la palla al balzo dichiarando che nei prossimi mesi partirà una grande campagna di educazione civica che partirà proprio dai più piccoli. Durante la spiegazione la solita guerra di cifre da kilogrammi e tonnellate e a Bertolaso è scappata a mezza voce una battutina sulla telefonata al Vice Sindaco di Tel-Aviv del quale racconto resta ancora incredulo, a quanto sembra.
Premiati, con la foto insieme al Cavaliere, anche i sindaci di Grumo Nevano, Anacapri, San Sebastiano al Vesuvio e Vico Equense, invitati a pranzo tra quindici giorni in Prefettura a Napoli perchè la prossima settimana il Premier sarà a Tokio.
Rispetto alla firma con società private, accordi che si dovrebbero siglare entro pochi giorni, per impianti con Regioni fuori dalla Campania non ha specificato ancora né chi siano né di che genere di impianti si tratti. L’obiettivo però è quello di attrezzare, passata l’emergenza, impianti fuori regione. Berlusconi a fine conferenza sollecitato dalle domande di alcuni colleghi (i soliti) riferisce della possibilità di commissariare, così come previsto dal decreto, quei comuni che non adottano la differenziata. Personalmente senza microfono ho provato a fare riferimento ai finanziamenti mancati dei CIP6 e Berlusconi e Bertolaso sentendo il mio appunto gridato mi hanno guardato storto. Però nessuno dei colleghi “proprietari” del microfono ha ripreso la domanda.
eco blog. it
lunedì 23 giugno 2008
RIFIUTI: A CHIAIANO UNA "STRANA" CALMA

Di Giancarlo Borriello
Julie News
E' semi deserto il presidio dei manifestanti anti-discarica di Chiaiano all'indomani dell'annuncio della realizzazione della discarica. Pochi sponenti dell'area no-global si aggirano sotto i tanti gazebo installati in via Cupa dei Cani, la strada d'accesso alle cave che entro tre mesi dovrebbero trasformarsi in una discarica da mille tonnellate al giorno. Si vedono invece pochi residenti e non c'e' piu' voglia di parlare. La sensazione e' che tra loro comincia a prevalere la rassegnazione.
Chiaiano: Gli irriducibili in trincea, pronti a bloccare la città
PIETRO TRECCAGNOLI
Una serata strabica e irreale. Tra piazza Titanic e Vienna. Tra il tal quale e i calci d’angolo. Ieri, l’annuncio di Bertolaso che la discarica di Chiaiano si farà in tre mesi non ha stupito nessuno. La rabbia c’era, ma controllata. E persino un po’ di speranza. Non tutto è perduto. I ragazzi dei Comitati hanno fatto allestire un maxischermo per vedere Italia-Spagna. Ma quando è cominciata l’assemblea con le relazioni del sindaco di Marano, Salvatore Perrotta (lui sotto lo schermo e l’omonimo Simone nello schermo, in campo) e del vicesindaco, Massimo Nuvoletti, reduci dall’incontro in Prefettura, la partita era già cominciata. Quindi, si faccia presto ché nessuno vuole rovinarsi pure la sfida con Torres e Villa. Per come è finita, con i due rigori sbagliati, è stata davvero la malanottata e la figlia femmina. Al presidio ci saranno state circa duecento persone. Le signore a prendere il fresco sotto i gazebo, i giovani con le biciclette, gli anziani attenti: l’occhio allo schermo, l’orecchio al microfono. Gli amministratori sono stati bravi a tenere gli animi calmi. «Nonostante l’annuncio» ha spiegato il sindaco Perrotta «il tavolo tecnico continua. Per portare la monnezza ci vogliono almeno altri tre mesi, fino ad allora c’è tutto il tempo di cambiare i termini della decisione». O di annullarla, tutti lo sperano, qualcuno lo dice. Chi temeva le cariche della polizia è stato smentito. Clima sereno, interrotto solo da un petardo lanciato dietro un gazebo da un balordo. Fumo e qualche bestemmia. I politici hanno dato appuntamento a stasera, al Comune per un consiglio ad hoc. Sono rimasti a vedere ancora qualche minuto della partita, poi sono sfilati via. Perrotta sindaco se ne va. Perrotta il centrocampista è sostituito. Qualcuno, malizioso, ne ha tratto cattivi auspici per il futuro dell’amministrazione. Con i microfoni aperti per almeno un altro quarto d’ora, hanno parlato alcune donne. La signora Concetta ha suggerito di mandare una mail alla Comunità europea e ha invitato chi era affacciato al balcone a scendere: «Non dovete venire qui solo per mangiare le ciliegie, ma per buttare il sangue tutte le sere». E giù applausi. Le furie rosse attaccavano e si mescolavano l’umido e i traversoni, la differenziata e la ripartenza. E, in modo quasi sibillino, Ivo Poggiani e Pietro Rinaldi hanno annunciato che la mobilitazione porterà la lotta al centro di Napoli. Di fatto, girava un volantino semiclandestino che annuncia per domani, alle 9.30, un raduno per una carovana lenta che blocchi un’importante arteria di Napoli. Off record si mormorava che potrebbero essere la Tangenziale o via Marina, dove dovrebbero sfilare una settantina di vetture. «Il nostro obiettivo è impedire che i camion portino monnezza nella cava» ha spiegato Rinaldi. «E useremo tutti i mezzi a nostra disposizione. In questi giorni, per esasperare gli animi non stanno raccogliendo l’immondizia a Marano». Di fatto la città è molto sporca e il caldo trasforma i rari refoli in scie putride. «Le parole di Bertolaso si autosmentiscono» ha aggiunto Poggiani. «Perché quando ammette che la cava è da bonificare e quindi inquinata, quando dice che bisogna cementare le pareti, perché a rischio crollo, quando afferma che non c’è ancora un piano trasporti credibile, ci ripete esattamente tutta una serie di dati che dicono come la cava di Chiaiano non sia idonea per una discarica». Carlo Migliaccio, consigliere comunale a Napoli, ha annunciato ricorsi al Tar e alla Procura, ma nelle dichiarazioni dei Comitati ci sono espressioni più forti: «L’ora delle parole è finita, ora è scoccata quella dei fatti». Tutti si augurano che prevalga il buonsenso. «Ma anche il buonsenso si ottiene con la lotta» ha sigillato Rinaldi.
Il Mattino 23 giugno 2008
Una serata strabica e irreale. Tra piazza Titanic e Vienna. Tra il tal quale e i calci d’angolo. Ieri, l’annuncio di Bertolaso che la discarica di Chiaiano si farà in tre mesi non ha stupito nessuno. La rabbia c’era, ma controllata. E persino un po’ di speranza. Non tutto è perduto. I ragazzi dei Comitati hanno fatto allestire un maxischermo per vedere Italia-Spagna. Ma quando è cominciata l’assemblea con le relazioni del sindaco di Marano, Salvatore Perrotta (lui sotto lo schermo e l’omonimo Simone nello schermo, in campo) e del vicesindaco, Massimo Nuvoletti, reduci dall’incontro in Prefettura, la partita era già cominciata. Quindi, si faccia presto ché nessuno vuole rovinarsi pure la sfida con Torres e Villa. Per come è finita, con i due rigori sbagliati, è stata davvero la malanottata e la figlia femmina. Al presidio ci saranno state circa duecento persone. Le signore a prendere il fresco sotto i gazebo, i giovani con le biciclette, gli anziani attenti: l’occhio allo schermo, l’orecchio al microfono. Gli amministratori sono stati bravi a tenere gli animi calmi. «Nonostante l’annuncio» ha spiegato il sindaco Perrotta «il tavolo tecnico continua. Per portare la monnezza ci vogliono almeno altri tre mesi, fino ad allora c’è tutto il tempo di cambiare i termini della decisione». O di annullarla, tutti lo sperano, qualcuno lo dice. Chi temeva le cariche della polizia è stato smentito. Clima sereno, interrotto solo da un petardo lanciato dietro un gazebo da un balordo. Fumo e qualche bestemmia. I politici hanno dato appuntamento a stasera, al Comune per un consiglio ad hoc. Sono rimasti a vedere ancora qualche minuto della partita, poi sono sfilati via. Perrotta sindaco se ne va. Perrotta il centrocampista è sostituito. Qualcuno, malizioso, ne ha tratto cattivi auspici per il futuro dell’amministrazione. Con i microfoni aperti per almeno un altro quarto d’ora, hanno parlato alcune donne. La signora Concetta ha suggerito di mandare una mail alla Comunità europea e ha invitato chi era affacciato al balcone a scendere: «Non dovete venire qui solo per mangiare le ciliegie, ma per buttare il sangue tutte le sere». E giù applausi. Le furie rosse attaccavano e si mescolavano l’umido e i traversoni, la differenziata e la ripartenza. E, in modo quasi sibillino, Ivo Poggiani e Pietro Rinaldi hanno annunciato che la mobilitazione porterà la lotta al centro di Napoli. Di fatto, girava un volantino semiclandestino che annuncia per domani, alle 9.30, un raduno per una carovana lenta che blocchi un’importante arteria di Napoli. Off record si mormorava che potrebbero essere la Tangenziale o via Marina, dove dovrebbero sfilare una settantina di vetture. «Il nostro obiettivo è impedire che i camion portino monnezza nella cava» ha spiegato Rinaldi. «E useremo tutti i mezzi a nostra disposizione. In questi giorni, per esasperare gli animi non stanno raccogliendo l’immondizia a Marano». Di fatto la città è molto sporca e il caldo trasforma i rari refoli in scie putride. «Le parole di Bertolaso si autosmentiscono» ha aggiunto Poggiani. «Perché quando ammette che la cava è da bonificare e quindi inquinata, quando dice che bisogna cementare le pareti, perché a rischio crollo, quando afferma che non c’è ancora un piano trasporti credibile, ci ripete esattamente tutta una serie di dati che dicono come la cava di Chiaiano non sia idonea per una discarica». Carlo Migliaccio, consigliere comunale a Napoli, ha annunciato ricorsi al Tar e alla Procura, ma nelle dichiarazioni dei Comitati ci sono espressioni più forti: «L’ora delle parole è finita, ora è scoccata quella dei fatti». Tutti si augurano che prevalga il buonsenso. «Ma anche il buonsenso si ottiene con la lotta» ha sigillato Rinaldi.
Il Mattino 23 giugno 2008
venerdì 20 giugno 2008
San giorgio la Molara:«Il sito è inquinante». Protesta il Comune. Italia dei Valori: l'area fu accantonata perché non idonea

Reazioni alla scelta del commissariato per lo stoccaggio di ecoballe a San Giorgio la Molara
Protesta il Comune. Italia dei Valori: l'area fu accantonata perché non idonea
Il sito per le ecoballe a San Giorgio La Molara suscita sempre più allarme. Il sindaco Antonio Vella è categorico: «Attendiamo l'esito delle analisi di Asl e Arpac, perchè siamo convinti che il sito è inutilizzabile». L'esito delle analisi si avrà fra una settimana. Nel frattempo la localizzazione di questo sito, da parte del Commissariato straordinario all'emergenza rifiuti, è stata accolta con profonda preoccupazione alla Rocca dei Rettori. Ieri nessuna dichiarazione ufficiale, ma sia il presidente Aniello Cimitile che l'assessore delegato all'ambiente Gianluca Aceto, hanno cercato di avere maggiori e più dettagliate notizie dal Commissariato, che non li aveva informati preventivamente sulla scelta del sito. L'argomento sarà discusso oggi in prefettura in un vertice già convocato sull'impianto di compostaggio di Molinara. Intanto, in una nota, Italia dei valori afferma: «Il nostro partito, da sempre attento alle problematiche riguardanti il territorio sannita,attraverso la segreteria provinciale ed il consigliere provinciale Michele Maddalena, intende esprimere il proprio monito accorato alle istituzioni tutte e non solo, affinché il Sannio non continui ad essere oggetto di "scippi" imprevisti ed inspiegabili, nonché destinatario di "regali" indesiderati calati dall'alto. A tal proposito, tra i possibili regali non graditi alla popolazione sannita, figura l'ordinanza n. 303 del 16 giugno 2008 del Consiglio dei Ministri, secondo la quale il Governo ha individuato un'area di San Giorgio La Molara al fine di trasformarla in un eventuale sito di stoccaggio per ecoballe. Tale problematica, peraltro, già affrontata anni orsono, fu immediatamente accantonata sulla base dei risultati scaturiti da un'attenta analisi della zona, dopo i rilievi tecnici. L'apparizione prepotente e sempre più nitida dello spettro di una questione che oramai sembrava scongiurata, non può che infondere sospetto e paura tra i residenti di San Giorgio La Molara». La nota ricorda che il sito è ubicato, nei presi di acquedotti eroganti la zona di Ginestra degli Schiavoni e San Giorgio La Molara e nelle vicinanze di un lago naturale, che da anni rappresenta il fiore all'occhiello del paesaggio sangiorgese. Italia dei Valori chiede alle Istituzioni locali e centrali di tutelare il territorio sannita.
Protesta il Comune. Italia dei Valori: l'area fu accantonata perché non idonea
Il sito per le ecoballe a San Giorgio La Molara suscita sempre più allarme. Il sindaco Antonio Vella è categorico: «Attendiamo l'esito delle analisi di Asl e Arpac, perchè siamo convinti che il sito è inutilizzabile». L'esito delle analisi si avrà fra una settimana. Nel frattempo la localizzazione di questo sito, da parte del Commissariato straordinario all'emergenza rifiuti, è stata accolta con profonda preoccupazione alla Rocca dei Rettori. Ieri nessuna dichiarazione ufficiale, ma sia il presidente Aniello Cimitile che l'assessore delegato all'ambiente Gianluca Aceto, hanno cercato di avere maggiori e più dettagliate notizie dal Commissariato, che non li aveva informati preventivamente sulla scelta del sito. L'argomento sarà discusso oggi in prefettura in un vertice già convocato sull'impianto di compostaggio di Molinara. Intanto, in una nota, Italia dei valori afferma: «Il nostro partito, da sempre attento alle problematiche riguardanti il territorio sannita,attraverso la segreteria provinciale ed il consigliere provinciale Michele Maddalena, intende esprimere il proprio monito accorato alle istituzioni tutte e non solo, affinché il Sannio non continui ad essere oggetto di "scippi" imprevisti ed inspiegabili, nonché destinatario di "regali" indesiderati calati dall'alto. A tal proposito, tra i possibili regali non graditi alla popolazione sannita, figura l'ordinanza n. 303 del 16 giugno 2008 del Consiglio dei Ministri, secondo la quale il Governo ha individuato un'area di San Giorgio La Molara al fine di trasformarla in un eventuale sito di stoccaggio per ecoballe. Tale problematica, peraltro, già affrontata anni orsono, fu immediatamente accantonata sulla base dei risultati scaturiti da un'attenta analisi della zona, dopo i rilievi tecnici. L'apparizione prepotente e sempre più nitida dello spettro di una questione che oramai sembrava scongiurata, non può che infondere sospetto e paura tra i residenti di San Giorgio La Molara». La nota ricorda che il sito è ubicato, nei presi di acquedotti eroganti la zona di Ginestra degli Schiavoni e San Giorgio La Molara e nelle vicinanze di un lago naturale, che da anni rappresenta il fiore all'occhiello del paesaggio sangiorgese. Italia dei Valori chiede alle Istituzioni locali e centrali di tutelare il territorio sannita.
lunedì 16 giugno 2008
Rifiuti: in seicento dicono no alla cava Mastroianni

L’EMERGENZA AMBIENTALE
Al corteo di ieri presenti anche l’assessore Milani Del Gaudio e Cerreto di An e residenti di Maddaloni
SERGIO BENEDUCE Erano circa seicento i cittadini che ieri mattina hanno preso parte alla manifestazione di protesta contro l’apertura della discarica presso la cava Mastroianni, sito indicato dal Governo e situato nelle immediate vicinanze dell’invaso de Lo Uttaro. Oltre agli esponenti del comitato emergenza rifiuti, che ha organizzato l’iniziativa, hanno partecipato diverse sigle ambientaliste, il Laboratorio Sociale «Millepiani» e gli «Amici di Beppe Grillo». Il corteo è partito in piazza Parrocchia a San Nicola La Strada alle 10.30 proseguendo lungo la via Appia fino a raggiungere la cava Mastroianni, dove si è infoltito con un centinaio di manifestanti provenienti da Maddaloni. Successivamente, è stato allestito un gazebo all’interno del quale si è svolta un'assemblea dei presenti. Tra i primi ad arrivare in piazza Parrocchia il sindaco di San Nicola La Strada, Angelo Pascariello, che ha indossato la fascia tricolore. A fare capolino nel corteo anche il gonfalone del comune sannicolese. Tra gli altri rappresentanti istituzionali, il deputato dell'Italia dei Valori, Franco Barbato, l’assessore provinciale Enrico Milani e i consiglieri al comune di Caserta di An, Pio Del Gaudio e Marco Cerreto. Ieri mattina i manifestanti hanno proseguito la loro attività di sensibilizzazione nei confronti della popolazione dei quattro comuni (Caserta, San Nicola La Strada, San Marco Evangelista e Maddaloni) adiacenti la cava Mastroianni, ribadendo la necessità di bloccare la scelta del Governo, optando per una soluzione alternativa. Come già accaduto nei giorni scorsi, è stata nuovamente avanzata la possibilità di utilizzare la discarica di parco Saurino a Santa Maria La Fossa, scoperta recentemente dall’assessore regionale all’Ambiente, Walter Ganapini. Al termine del corteo, nel corso dell'assemblea tenutasi all'interno della cava Mastroianni, il sindaco di San Nicola La Strada non ha nascosto un certo disappunto per la mancata presenza dei colleghi degli altri comuni: «Non posso negare - ha detto Pascariello - di essere deluso dagli altri rappresentanti istituzionali. Avevo cercato di coinvolgere i diversi comuni della zona per combattere questa battaglia di legalità e democrazia per difendere i diritti dei cittadini. E invece mi ritrovo qui da solo. Abbiamo collaborato pure nella vicenda Lo Uttaro - ha aggiunto Pascariello - dopo l’invito al senso di responsabilità rivoltoci dal Capo dello Stato. Successivamente, però, non è stato rispettato il protocollo d'intesa sottoscritto. Non ne possiamo più, il nostro territorio ha già dato». Molto duro anche l'intervento del deputato dell'Idv, Franco Barbato: «Il caso dell’area Lo Uttaro - ha spiegato il parlamentare - è emblematico di come lo Stato può diventare illegale. Il commissariato di governo aveva detto e scritto in un protocollo d'intesa che in questa zona non ci sarebbero state più discariche, ma solo bonifiche. E invece ora, ci apprestiamo alla nascita di un nuovo sversatoio. Siamo all'assurdo». Il deputato dipietrista, poi, ha criticato duramente il decreto varato dal governo sull’emergenza rifiuti: «In questo decreto - ha detto - si muove tutto in deroga. Con la creazione della Superprocura, poi, vengono tolte le inchieste ai magistrati. La verità è che siamo in presenza di un forte intreccio tra politica e camorra. Si sta provando a coprire l'immondo banchetto cui hanno partecipato per anni bassoliniani e berlusconiani. La discarica di parco Saurino è disponibile da tempo, mettiamo lì la spazzatura. In Campania, poi, ci sono undici aree Pip, usiamole per stoccare i rifiuti. Chiediamoci come mai - ha concluso il deputato - queste soluzioni non vengano mai prese in esame».
Il Mattino 16 giugno 2008
Rifiuti, nuova indagine: nel mirino dei pm i carichi di immondizia dirottati da Lipsia in altri siti tedeschi

DANIELA DE CRESCENZO Sarà la Germania la prossima tappa degli inquirenti che stanno indagando sui treni dei rifiuti. La missione potrebbe essere imminente. L’obiettivo: stabilire dove realmente finiva la nostra spazzatura. In questo caso la rotta dell’immondizia sarebbe inversa a quella utilizzata dai clan che hanno riempito la Campania di rifiuti tossici. I pm Sirleo e Noviello con l’inchiesta «rompiballe» hanno ipotizzato, infatti, che i rifiuti portati oltralpe dalla Ecolog non fossero recuperati negli impianti della Wev, come previsto dal contratto, ma finissero fraudolentemente in discarica. Dopo 25 arresti le indagini continuano e i carabinieri del Noe collaboreranno con i magistrati anche nella nuova trasferta. Per ricostruire la trama del giallo che va in scena tra Napoli e Lipsia bisogna fare un passo indietro. E tornare a quel Kurt Schmitz che nell'ordinanza del Gip Rosanna Saraceno è più volte citato. Secondo il magistrato, il tedesco, già denunciato nel suo Paese per traffico illecito dei rifiuti, «ha curato e mantenuti rapporti tra Miracle e tale Doruch gestore o responsabile della discarica tedesca» L’imprenditore è uno dei soci della Gts, la società che negli ultimi momenti di vita della Ddr acquistò per una cifra che si avvicina agli attuali 5 milioni di euro la miniera di salgemma di Teutchsental nei pressi di Lipsia. Nel 2000 Schmitz fu ascoltato dalla commissione rifiuti italiana e spiegò che la miniera poteva essere agevolmente riempita di ogni tipo di immondizia avendo una impermeabilizzazione naturale. Negli anni successivi ci finirono anche gli scarti di Porto Marghera. Nella Gts Italia ha una quota azionaria anche l’Aim, l’azienda pubblica di Vicenza presieduta fino a qualche anni fa da Giuseppe Rossi, che ha poi lasciato perchè coinvolto, attraverso la Servizi Costieri, nell’inchiesta Houdini su un traffico illecito di rifiuti. Ma Schmitz parla agli italiani per conto della Wev, l’impresa che avrebbe dovuto bruciare l’immondizia mandata in Germania con il codice R12 che indica «Scambio di rifiuti». Naturalmente non c’è stato alcuno scambio, e secondo gli inquirenti, anche nessun recupero. Lo spiega chiaramente lo stesso Schmitz in una conversazione con il direttore tecnico della Ecolog, Lorenzo Miracle, intercettata dagli inquirenti: «Va quasi tutto in discarica», ripete il tedesco In Germania i siti possono essere riempiti solo con spazzatura stabilizzata. Ma nelle intercettazioni si parla di «una passata veloce» da fare negli impianti della Wev proma di seppellire tutto nella solita buca. Quando i boss nascondevano veleni in Campania gli imprenditoro settentrionali dimezzavano i costi e il business criminale volava. Ma la spazzatura portata in Germania è stata, invece, pagata a peso d'oro dai contribuenti. Il primo contratto con la Ecolog, infatti, fu stipulato dal commissarato nel febbraio del 2001 e da allora è stato sempre rinnovato con una spesa complessiva che si aggira intorno ai 200 milioni di euro. Una bella cifra per nascondere ancora una volta l'immondizia in una buca.
Il Mattino 16 giugno 2008
Chiaiano, apertura più vicina. Inquinamento causato dal poligono, bonifica necessaria. Documento di 50 artisti: no al sito

LUIGI ROANO «Per Chiaiano attendiamo gli esiti delle perizie dei tecnici prima di disporre l’apertura». Così Guido Bertolaso - sottosegretario all’emergenza rifiuti - dopo il sopralluogo di ieri a Savignano Irpino. All’orizzonte però si profila il problema piombo, la cava ne è invasa. Ma a che punto sono le analisi per il sito che dovrebbe ospitare una discarica da 700mila tonnellate? Molto avanzate, anzi praticamente concluse. Martedì i tecnici dei comitati del fronte del no alla discarica (i periti dei comuni di Marano e Calvizzano), quelli dell’Arpac e dello stesso Bertolaso si vedranno martedì per mettere la parole fine e con ogni probabilità sarà disposta l’apertura. Perché la direzione presa e i segnali che arrivano da Chiaiano sono questi. Anche dopo l’ultimo sopralluogo di ieri mattina che ha dimostrato come la falda acquifera si trovi a oltre cento metri dallo strato di terreno dove andrebbero depositati i rifiuti. Nel frattempo sta per partire la bonifica dal piombo, visto che fino alla requisizione dell’allora commissario Gianni De Genaro la cava veniva utilizzata come poligono di tiro. La sostanza - sottolineano gli esperti - non crea problemi di inquinamento per l’acqua. Tuttavia è presente in quantità notevoli e va rimossa. Luciano Capobianco dell’Arpac spiega: «Siamo a buon punto. Martedì forniremo il nostro contributo, dati alla mano, alla discussione». Franco Ortolani, uno dei periti dei comuni, continua a sostenere «che la cava di via Cupa del Cane non è idonea per essere trasformata in discarica perché c’è pericolo di frane». Ernesto Cravero, perito dei proprietari della cava, l’Arciconfraternita della Santissima Trinità dei Pellegrini non è d’accordo e rileva: «Non ci sono problemi di impermeabilità né di frane, piuttosto non credo che il sito ce la faccia a contenere 700mila tonnellate di rifiuti». Sul punto c’è un progetto in corso che prevederebbe una serie di mezzanini sulla parte bassa della cava per far crescere la capienza del sito, stimata secondo alcuni pareri - al momento - intorno alle 400mila tonnellate. I mezzanini farebbero fare il salto in avanti verso la quantità desiderata. A Chiaiano intanto il fronte del no si organizza. Ieri 50 fra intellettuali e artisti fra cui lo scrittore Erri De Luca hanno firmato un documento contro l’apertura della discarica. Mentre ieri nel quartiere si è svolto un corteo pacifico di protesta nel corso del quale sono sati distribuite ciliege, coltura tipica del posto: «Se martedì l’esito delle analisi dovesse dire che Chiaiano è idonea a ospitare la discarica, dimostreremo con creatività perchè invece secondo noi là non si può fare». Lo dice Pietro Rinaldi, uno dei portavoce del No. «Dimostreremo che è impossibile il transito di 300 mezzi pesnati senza intasare l’area» conclude il portavoce. Situazione tesa pure sul fronte più politico. Pasquale Losa, presidente di Asìa non ci sta a passare per l’unico imputato e accusa: «Si sta cercando da parte del governo e della Regione, con gli assessori Ganapini e Velardi, di scaricare sull’azienda responsabiltià che non ha. La raccolta dei rifiuti non è mai stata un problema, lo smaltimento sì».
Il Mattino 15 giugno 2008
RIFIUTI – VATINNO (IDV): GRAVE TROVARNE DI RADIOATTIVI, A RISCHIO CONTRATTI SMALTIMENTO

(PRIMA) ROMA - “Le tracce radioattive trovate ieri in un carico di rifiuti diretto alla discarica di Savignano Irpino è un fatto veramente molto grave”. Lo dichiara Giuseppe Vatinno, Responsabile Nazionale Ambiente ed Energia dell’Italia dei Valori. “Lo Iodio 131 è un radionuclide che ha una vita media tra le più lunghe e si trova, in tempo di pace, nei rifiuti ospedalieri derivati da tecniche di medicina nucleare. Tali rifiuti devono necessariamente essere smaltiti in discariche speciali proprio per la loro pericolosità per la popolazione. Inoltre, tale fatto, mette a rischio il contratto di smaltimento con la società pubblica di Amburgo che si è fatta carico di smaltire le 30 mila tonnellate di rifiuti campani. Fortunatamente i militari hanno individuato le tracce di radioattività bloccando lo scarico; tuttavia, ciò dimostra che occorre non abbassare mai la guardia per evitare situazioni poi difficili da recuperare”. Ha concluso Vatinno. (PRIMA)
Data: 16/06/08 16:11
Autore: AIA-COM
BORDO (PD): IL GOVERNO SPIEGHI PERCHE' I RIFIUTI ATTRAVERSANO IL PREAPPENNINO

16/06/08
Bordo annuncia la presentazione di un’interrogazione urgente
Michele Bordo, deputato del PD, annuncia la presentazione di un’interrogazione urgente al Ministro dell’Ambiente per comprendere quali siano le “motivazioni che hanno determinato la scelta di far transitare l’immondizia napoletana in territorio pugliese, scartando tutti i i possibili percorsi interni alla regione Campania e provocando disagi e rischi alle popolazioni di 5 Comuni del Preappennino Dauno”.
Con l’interrogazione, Bordo intende attirare l’attenzione delle strutture deputate alla gestione dell’emergenza rifiuti che “il percorso si dipana quasi interamente sulla rete stradale provinciale, particolarmente debole a causa dei frequenti e diffusi fenomeni di dissesto idrogeologico, quindi del tutto inadatta a sopportare un simile sforzo”.
Inoltre, i centri interessati dal passaggio “sono localizzati in zone di pregio ambientale e sono essi stessi borghi storici in cui sono stati attivati, anche con fondi pubblici, programmi di sviluppo e promozione del turismo verde ed enogastronomico”. Infine, “le comunità e gli amministratori dei centri indicati lamentano di non essere stati adeguatamente coinvolti nelle riunioni tecniche in cui si è deciso l’attuale percorso, e di non conoscere le ragioni che hanno indotto a scartarne altri tutti interni al territorio della Campania”.
“La militarizzazione del sito di Pustarza potrà evitare i blocchi stradali ed altre forme eclatanti di protesta – continua Bordo – ma non si possono affrontare problemi di tale gravità senza il coinvolgimento delle comunità che più direttamente subiscono le conseguenze dell’emergenza.
Tra la gente di Accadia, Anzano, Monteleone di Puglia, Panni e Sant’Agata di Puglia inizia a farsi strada l’idea che i tir siano stati dirottati in Puglia per non avere problemi con i paesi irpini. Mi auguro non sia così – conclude Michele Bordo – altrimenti, alla debolezza mostrata dal Governo, in questo frangente, si assommerebbe la subalternità politica dei rappresentanti del nostro territorio nel Governo stesso e nella maggioranza che lo sostiene”.
pugliave.net 16 giugno 2008
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