L’avvocato del Comune di Marano ha ottenuto il rinvio per l’esigenza di accorpare tutti i ricorsi.
Un breve rinvio, di circa un mese, è stato richiesto ed ottenuto dall’avvocato Raffaele Capunzo per conto del Comune di Marano nella udienza svoltasi stamattina dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio chiamata ad esprimersi sulla sospensiva dei provvedimenti volti alla realizzazione della discarica nella cava del Poligono a Chiaiano. Il rinvio è stato chiesto per chiedere formalmente l’accorpamento di tutti i ricorsi presentati dal Comune di Marano: oltre al ricorso introduttivo, infatti, i legali hanno contestato anche le successive ordinanze della Presidenza del Consiglio dei Ministri e gli atti della Conferenza dei Servizi sulla Valutazione di Impatto Ambientale, con ricorsi supplementari rispetto a quello iniziale. La richiesta è stata motivata con la necessità e l’opportunità di ottenere un giudizio completo e per fare in modo che il Tar possa esprimersi compiutamente su tutto il procedimento amministrativo nella sua interezza. La seduta odierna rappresentava già la continuazione della Camera di Consiglio del 30 luglio scorso, quando il Tar aveva chiesto alla Protezione Civile di produrre atti e documentazioni in grado di fornire chiarimenti su diversi aspetti della procedura.
Fonte http://www.9online.it
Visualizzazione post con etichetta inchiesta rifiuti campania. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta inchiesta rifiuti campania. Mostra tutti i post
giovedì 9 ottobre 2008
martedì 7 ottobre 2008
Rimborsi truffa per i pasti: nei guai ex subcommissario
Intascava sessanta euro al giorno dallo Stato per pranzi non consumati. Arresti domiciliari per il geologo Leonardo Serva
NAPOLI — Trenta euro a pasto per due pasti al giorno: se lo Stato li rimborsa perché non approfittarne? Questo pensava Leonello Serva, direttore del Servizio geologico d’Italia — Dipartimento difesa del suolo dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici (Apat), socio ordinario della European academy of sciences and arts, class VI, technical and enviromental sciences — e professore a contratto presso l’Università dell’Insubria. Questo però gli è costato l’arresto: da ieri il cinquantasettenne ex subcommissario all’emergenza rifiuti, gestioni Pansa e De Gennaro, è ai domiciliari nella sua casa di Roma con le accuse di truffa aggravata e falso ideologico. Quei pasti, infatti, Serva (che percepisce un sostanzioso stipendio e, all’epoca dei fatti, un’altrettanto sostanziosa indennità di missione) non li aveva mai consumati: se li era fatti rimborsare grazie a ricevute false rilasciate dal ristorante Ciro a Medina (nella foto a sinistra). Per gli stessi reati è indagato il suo autista, Antonio Cafaro, di 51 anni.L’inchiesta, costola di quella nota come «Rompiballe» dello scorso maggio, nella quale è coinvolto anche il prefetto, Alessandro Pansa, è dei pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo; la misura cautelare è stata emessa dal gip di Roma Maurizio Caivano, competente in quanto il danno — quantificato più o meno in 5.000 euro — lo ha subito il ministero dell’Ambiente. Le pratiche di rimborso, infatti, venivano liquidate dall’avvocato Giancarlo Viglione, capo di gabinetto del ministero, tramite la Bnl. Le indagini non sono concluse: perché a Leonello Serva, oltre che i pasti, venivano rimborsati i pernottamenti. L’ex subcommissario risultava alloggiare all’hotel Vesuvio: i carabinieri del Servizio tutela ambiente stanno ora esaminando alcune ricevute rilasciate dallo splendido albergo del lungomare. I reati che gli vengono contestati vanno dal primo ottobre 2007 al 18 gennaio 2008. Stando alla documentazione presentata, Serva andava due volte al giorno nel ristorante Ciro a Medina. Le intercettazioni telefoniche, però, hanno consentito agli 007 della tutela ambiente di accertare che, nei giorni indicati, il dirigente del ministero era da tutt’altre parti.Il 24 dicembre scorso, per esempio, era in riunione in Prefettura con il colonnello Agocella e il generale Giannini, due ufficiali dell’Esercito distaccati al commissariato straordinario. Il 5 ottobre precedente, invece, era addirittura a Roma per assistere all’incontro di calcio Lazio-Real Madrid.
Durissimo il commento del gip: «Dalla disamina della vicenda emerge in tutta evidenza la gravità e la reiterazione dei fatti che ha visto il coinvolgimento di un alto dirigente della pubblica amministrazione, Serva, il quale, in spregio ai valori che devono presiedere all’esercizio di una funzione pubblica, ha, in modo sistematico, spregiudicato e disinvolto, richiesto ed ottenuto il rimborso di spese mai sostenute, procurandosi ricevute fiscali ed arrecando in tal modo un nocumento patrimoniale alla pubblica amministrazione». Tutto questo, rileva ancora il gip, «pur essendo l’indagato remunerato con uno stipendio consistente ed essendo indennizzato nello specifico del disagio relativo allo svolgimento di una missione fuori sede con apposito e sostanzioso trattamento economico».
(Titti Beneduce, corrieredelmezzogiorno.it)
NAPOLI — Trenta euro a pasto per due pasti al giorno: se lo Stato li rimborsa perché non approfittarne? Questo pensava Leonello Serva, direttore del Servizio geologico d’Italia — Dipartimento difesa del suolo dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici (Apat), socio ordinario della European academy of sciences and arts, class VI, technical and enviromental sciences — e professore a contratto presso l’Università dell’Insubria. Questo però gli è costato l’arresto: da ieri il cinquantasettenne ex subcommissario all’emergenza rifiuti, gestioni Pansa e De Gennaro, è ai domiciliari nella sua casa di Roma con le accuse di truffa aggravata e falso ideologico. Quei pasti, infatti, Serva (che percepisce un sostanzioso stipendio e, all’epoca dei fatti, un’altrettanto sostanziosa indennità di missione) non li aveva mai consumati: se li era fatti rimborsare grazie a ricevute false rilasciate dal ristorante Ciro a Medina (nella foto a sinistra). Per gli stessi reati è indagato il suo autista, Antonio Cafaro, di 51 anni.L’inchiesta, costola di quella nota come «Rompiballe» dello scorso maggio, nella quale è coinvolto anche il prefetto, Alessandro Pansa, è dei pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo; la misura cautelare è stata emessa dal gip di Roma Maurizio Caivano, competente in quanto il danno — quantificato più o meno in 5.000 euro — lo ha subito il ministero dell’Ambiente. Le pratiche di rimborso, infatti, venivano liquidate dall’avvocato Giancarlo Viglione, capo di gabinetto del ministero, tramite la Bnl. Le indagini non sono concluse: perché a Leonello Serva, oltre che i pasti, venivano rimborsati i pernottamenti. L’ex subcommissario risultava alloggiare all’hotel Vesuvio: i carabinieri del Servizio tutela ambiente stanno ora esaminando alcune ricevute rilasciate dallo splendido albergo del lungomare. I reati che gli vengono contestati vanno dal primo ottobre 2007 al 18 gennaio 2008. Stando alla documentazione presentata, Serva andava due volte al giorno nel ristorante Ciro a Medina. Le intercettazioni telefoniche, però, hanno consentito agli 007 della tutela ambiente di accertare che, nei giorni indicati, il dirigente del ministero era da tutt’altre parti.Il 24 dicembre scorso, per esempio, era in riunione in Prefettura con il colonnello Agocella e il generale Giannini, due ufficiali dell’Esercito distaccati al commissariato straordinario. Il 5 ottobre precedente, invece, era addirittura a Roma per assistere all’incontro di calcio Lazio-Real Madrid.
Durissimo il commento del gip: «Dalla disamina della vicenda emerge in tutta evidenza la gravità e la reiterazione dei fatti che ha visto il coinvolgimento di un alto dirigente della pubblica amministrazione, Serva, il quale, in spregio ai valori che devono presiedere all’esercizio di una funzione pubblica, ha, in modo sistematico, spregiudicato e disinvolto, richiesto ed ottenuto il rimborso di spese mai sostenute, procurandosi ricevute fiscali ed arrecando in tal modo un nocumento patrimoniale alla pubblica amministrazione». Tutto questo, rileva ancora il gip, «pur essendo l’indagato remunerato con uno stipendio consistente ed essendo indennizzato nello specifico del disagio relativo allo svolgimento di una missione fuori sede con apposito e sostanzioso trattamento economico».
(Titti Beneduce, corrieredelmezzogiorno.it)
Etichette:
ai domiciliari ex sub commissario,
domiciliari geologo,
inchiesta rifiuti campania,
inchiesta rompiballe,
leonello serva. apat,
ricevute pasti false
mercoledì 2 luglio 2008
La lettera a Berlusconi del Sindaco di Acerra:" Siamo il partito dei sì inascoltati"

L’immagine che vi ho messo su è quella del volantino che è stato distribuito ieri ad Acerra dai ragazzi del Meetup Grilli acerrani che hanno atteso l’arrivo del Premier Berlusconi all’ingresso della strada che porta al termovalorizzatore. Come vi raccontavo nel post precedente le misure di sicurezza erano imponenti. Il Sindaco di Acerra, Espedito Marletta, però ha preparato una lettera che ha fatto consegnare al Premier proprio ieri. In molti speriamo che l’abbia almeno letta:
Nel ringraziarLa per l’invito all’incontro per il primo luglio, in occasione della quarta venuta a Napoli, e del sopralluogo presso il cantiere dell’inceneritore di Acerra, testimonianza di una forte preoccupazione e sentita discontinuità nell’affrontare l’emergenza rifiuti che vive il territorio della Regione Campania, sento il dovere istituzionale di segnalarLe l’opportunità di intraprendere con decisione un’altrettanta discontinuità rispetto al passato: riconciliare lo Stato e le sue articolazioni con il territorio e la comunità di Acerra.
Le ricordo, infatti, brevemente le tappe della nostra storia in questi ultimi anni:
- con una sua ordinanza dell’agosto del 2004, in assenza di una valutazione di impatto ambientale, si consentì l’inizio dei lavori di costruzione dell’inceneritore di Acerra disponendo, nel contempo, che si avviasse un aggiornamento della verifica di compatibilità ambientale dell’intervento;
- ad esito dei lavori della Commissione per la Valutazione dell’Impatto Ambientale incaricata delle attività di tale verifica di compatibilità, con decreto del 22.2.2005 il Ministro dell’Ambiente del suo governo emise 27 prescrizioni di adeguamento progettuale e tecnologico dell’impianto nonché di risanamento e monitoraggio delle molteplici matrici ambientali del territorio di Acerra per poter proseguire la costruzione dell’impianto, stabilendo, infine, che in tale impianto potesse essere bruciato solo il Combustibile derivato dai Rifiuti ovvero quello a norma del D.M. 5.2.1998;
- il 15 dicembre 2005 il Commissario di Governo per l’Emergenza Rifiuti ha rescisso il contratto con la FIBE, costruttore e gestore dell’impianto progettato oltre 10 anni fa, per gravi inadempienze nell’assolvimento degli obblighi previsti dal contratto;
- negli ultimi mesi la Procura di Napoli ha inquisito molti manager della FIBE e vari funzionari del Commissariato Straordinario di Governo per l’emergenza rifiuti, ipotizzando la commissione di reati di particolare rilievo penale quali la “truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato”, “la frode contrattuale in pubbliche forniture”, ecc.;
- nel febbraio del 2008 con due ordinanze consecutive il presidente del Consiglio dei Ministri, on. Prodi, ha ridotto ogni garanzia di tutela ambientale di questo territorio stabilendo che nell’inceneritore di Acerra potessero essere bruciate anche le cosiddette “ecoballe taroccate”, così definite dalla magistratura napoletana;
- con il decreto-legge n. 90 dell’aprile scorso il suo governo è ulteriormente intervenuto azzerando completamente le garanzie di tutela di questo territorio, autorizzando la messa in esercizio dell’inceneritore di Acerra, prima ancora della conclusione dei lavori ed il loro collaudo, e stabilendo che nello stesso può essere bruciato il rifiuto “tal quale” ovvero quello nel quale continuano a ritrovarsi rifiuti radioattivi.
Come può ben valutare da questa breve sintesi degli avvenimenti, questa città, nelle sue articolazioni associative civili e religiose, insieme all’Amministrazione comunale che ho l’onore di guidare proprio dal primo luglio di quattro anni fa, ha attuato un’azione civile e democratica di cittadinanza attiva a tutela del proprio territorio: una vera e propria legittima difesa per difendersi dagli errori e dai soprusi perpretati nella decisione della localizzazione e nella costruzione dell’inceneritore in Acerra.
Purtroppo finora i Commissari Straordinari di Governo che si sono succeduti, e la stessa Regione Campania, nell’assoluta latitanza di tutta la politica campana, in nome dell’emergenza si sono tutti rifugiati sbrigativamente nei luoghi comuni, definendoci, tutti ed indistintamente, sindaci, vescovi, società civile, come “popolo dei no” o come “inconsapevoli favoreggiatori della camorra”.
Altre volte siamo stati definiti come “comunità egoista” in quanto gli inceneritori ormai sono stati costruiti e funzionano in tutto il mondo, dal centro di Vienna alla periferia di Brescia, omettendo di precisare che le criticità del contesto ambientale e territoriale di Acerra non le ritroviamo certo a Vienna, e sorvolando dolosamente sulle ragioni per cui in questa Regione Campania i poteri commissariali vigenti da oltre quattordici anni hanno speso circa due miliardi di euro per condurci in questa drammatica emergenza.
Noi ci definiamo il popolo dei “sì inascoltati”:
- “sì” ad un vero Piano Regionale di smaltimento dei rifiuti che disciplini a monte una riduzione della produzione dei rifiuti;
- “sì” ad un piano di sostegno organizzativo, amministrativo e finanziario, che aiuti i comuni della Campania ad avviare una moderna ed integrale raccolta differenziata, anziché limitarsi a sanzionare finanziariamente i comuni rendendo, di fatto, sempre più difficoltoso l’avvio della raccolta differenziata;
- “sì” alla costruzione di una rete di stazioni ecologiche che consentano il massimo riciclo del rifiuto come risorsa e non come problema;
- “sì” all’avvio di una bonifica integrale dei nostri territori saccheggiati dai traffici illeciti di rifiuti tossici e nocivi.
Per la storia che l’emergenza rifiuti ha avuto nella nostra città, medaglia d’oro al merito civile concessa con DPR del 17.6.1999, Le chiedo di aprirsi ad un confronto con questa comunità sulle problematiche ambientali e sulla questione inceneritore, partendo da una certezza: la comunità di Acerra in questi anni ha surrogato e sostituito le carenze e le lacune dei poteri dello Stato e della Regione Campania, con una vigilanza democratica ed una capacità di supplenza dei doveri altrui che è un patrimonio di valori da tutelare alla stregua delle questioni ambientali.
In ragione di ciò Le chiedo di avviare, senza indugio, un processo di riconciliazione con questa comunità e la sua Amministrazione comunale smilitarizzando il territorio ed aprendo un confronto democratico sulle drammatiche questioni dell’emergenza rifiuti: dopo il sopralluogo che terrà oggi al cantiere dell’inceneritore, La invito a tenere la conferenza stampa presso il Castello Baronale di Acerra, luogo dell’identità storico-culturale della nostra comunità e cornice più adeguata ad una visita di un Capo di Governo che onorerebbe la città di Acerra.
Non è da noi che lo Stato deve difendersi insediando le forze armate sul nostro territorio!
Non è da questa città, da questa comunità civile e religiosa, da questa Amministrazione comunale, che lo Stato deve difendersi!…ma da quella cattiva gestione commissariale e dall’irresponsabile modo di governale il processo di smaltimento dei rifiuti che ha condotto queste terre nell’infermo della drammatica emergenza e di cui tutti noi siamo vittime.
Acerra, 1 luglio 2008
IL SINDACO
Espedito Marletta
Ecoblog.it 2 luglio 2008
Acerra, la passerella e le promesse di Berlusconi

mercoledì 02 luglio 2008 da Marina
Oltre ad essere una conferenza stampa è stata anche una passerella, il che ha reso l’evento molto simile alle convention aziendali. Silvio Berlusconi ha tenuto il suo incontro nel termovalorizzatore di Napoli (a 1km e mezzo da casa mia). E ha detto:
entro luglio Napoli sarà liberata dai rifiuti. E entro gennaio partirà la prima linea e entro aprile la struttura sarà a pieno regime. Certo la soluzione non è solo questa ma va trovata nella raccolta differenziata e qui ci sono dei sindaci che in questo si sono distinti. Dopo inviterò sul palco con me uno di loro che è arrivato a raccogliere l’80% di differenziata. Un capitolo a parte lo meritano i signori dell’ASIA che secondo il calendario che mi è stato fornito la domenica vanno al mare e non lavorano. L’esercito lavora sette giorni su sette per liberare le strade dai rifiuti. E questo non va bene.
Sul punto della raccolta differenziata, il Premier ha sottolineato che anche i media devono essere presenti:
su questo punto la televisione pubblica e quella privata devono fare la loro parte sensibilizzando i cittadini. La televisione pubblica ha il compito di informare e divertire. La privata al contrario diverte e informa. Ma in comune, in questo caso, devono entrambe informare su come differenziare i rifiuti.
Ecco il mio racconto e la mia cronaca: è stata una conferenza che ha visto imponenti misure di sicurezza. Il Premier arrivava da una mattinata densa di contestazioni, di cariche della polizia sui manifestanti, insomma una Napoli che secondo me ha stentato a riconoscere, considerata l’accoglienza che gli è stata rivolta. Intanto, in quelle ore, Acerra era sotto un vento implacabile e la polvere si spargeva dappertutto.
La zona, tranne la stradina principale, non ha altre vie asfaltate. Per raggiungere l’ingresso del termovalorizzatore i militari hanno messo a disposizione della stampa le loro camionette. Dopo due check point presidiati dai militari e dalle forze dell’ordine in assetto antisommossa si arrivava allo spiazzale dove l’addetto stampa della prefettura mi ha consegnato il badge nella foto (diversamente sarei dovuta andare a Piazza Carolina a ritirarlo).
Ho pensato: ” Ma siamo a Baghdad?”. Non ci è stato consentito di visitare i locali. Siamo stati messi un un recinto e solo chi faceva le dirette ne poteva stare fuori, giusto il tempo necessario a lavorare. Intorno a noi un doppio cordone di militari e security.
Il Premier è arrivato con un ora di ritardo. Il codazzo delle telecamere ha avidamente iniziato a lavorare. Era come uno sciame che lo seguiva. Appena entrato nella struttura, accompagnato dal Sottosegretario all’emergenza rifiuti Guido Bertolaso, oltre ai saluti di rito, ha guardato i cartelloni che illustravano il funzionamento del “mostro” come lo chiamano gli acerrani. Annuiva, commentava. Poi sul palco non prima di aver salutato ancora i militari. Poi le dichiarazioni tra cui i ringraziamenti a Impregilo e FIBE:
nonostante tutte le cose che ha subito, non sto a dire giustamente o ingiustamente, ha preso l’impegno a finire il termovalorizzatore.
Il sindaco di Acerra, Espedito Marletta si torceva le budella. Presente senza la sciarpa di protocollo. Padrone di casa (lui e la giunta) estromesso dal suo domicilio amministrativo, ma anche ringraziato da Bertolaso per essere presente:
C’è un clima diverso. Qui c’è il Sindaco di Acerra. Ha scelto di stare qui e non fuori a fare altro. Ciò significa che c’è volontà di dialogo.
Era presente sul palco anche il generale Franco Giannini, braccio destro di Bertolaso, che ha ricordato che ci sono da raccogliere ancora ventimila tonnellate di immondizia mentre ne sono state portate vi. già quindicimila. Operazione che sarà resa più agevole dalle aperture delle discariche di Savignano Irpino e Sant’Arcangelo Trimonte.
Berlusconi ha poi invitato sul palco il “dipendente del mese”: Leone Gargiulo sindaco di Massa Lubrense, comune della costiera amalfitana che coraggiosamente e con le sue sole forze ha tolto di strada 480 cassonetti per fare spazio alla raccolta differenziata porta a porta che ha toccato il 72%. Gargiulo eletto in una lista civica ha spiegato che per arrivare a questo risultato è stato necessario informare i suoi concittadini attraverso le scuole e le parrocchie. E Berlusconi ha preso la palla al balzo dichiarando che nei prossimi mesi partirà una grande campagna di educazione civica che partirà proprio dai più piccoli. Durante la spiegazione la solita guerra di cifre da kilogrammi e tonnellate e a Bertolaso è scappata a mezza voce una battutina sulla telefonata al Vice Sindaco di Tel-Aviv del quale racconto resta ancora incredulo, a quanto sembra.
Premiati, con la foto insieme al Cavaliere, anche i sindaci di Grumo Nevano, Anacapri, San Sebastiano al Vesuvio e Vico Equense, invitati a pranzo tra quindici giorni in Prefettura a Napoli perchè la prossima settimana il Premier sarà a Tokio.
Rispetto alla firma con società private, accordi che si dovrebbero siglare entro pochi giorni, per impianti con Regioni fuori dalla Campania non ha specificato ancora né chi siano né di che genere di impianti si tratti. L’obiettivo però è quello di attrezzare, passata l’emergenza, impianti fuori regione. Berlusconi a fine conferenza sollecitato dalle domande di alcuni colleghi (i soliti) riferisce della possibilità di commissariare, così come previsto dal decreto, quei comuni che non adottano la differenziata. Personalmente senza microfono ho provato a fare riferimento ai finanziamenti mancati dei CIP6 e Berlusconi e Bertolaso sentendo il mio appunto gridato mi hanno guardato storto. Però nessuno dei colleghi “proprietari” del microfono ha ripreso la domanda.
eco blog. it
venerdì 20 giugno 2008
Inchiesta rifiuti, confermati i 25 arresti

La decisione del gip collegiale: fondato l'impianto accusatorio
Sono state confermate dal nuovo organo collegiale, composto da tre giudici per le indagini preliminari, istituito dal recente decreto del governo, le misure cautelari sia agli arresti domiciliari sia quelle interdittive nei confronti dei 25 indagati (tra i quali la vice di Bertolaso, Marta Di Gennaro, responsabili degli impianti di cdr, dirigenti Fibe) accusati di presunti illeciti nello smaltimento dei rifiuti in Campania. Lo ha reso noto ieri il procuratore Giovandomenico Lepore. «Il positivo vaglio giurisdizionale effettuato da diversi organi del Tribunale, per un totale di dieci giudici, conferma - ha sottolinea il procuratore a margine di una conferenza stampa su trenta fermi eseguiti in materia di terrorismo internazionale - la fondatezza dell'impianto accusatorio». Ecco le motivazioni che hanno spinto il gip collegiale (in questo caso la sezione era composta dai gip Antonella Terzi, Giuseppe Ciampa e Nicola Miraglia del Giudice) ad assumere questa decisione: «Vanno integralmente condivise le argomentazioni svolte dal gip nell'ordinanza impositiva della misura e ribadite in quella con la quale la stessa veniva attenuata per taluni indagati. L'impianto accusatorio ha poi ricevuto un'ulteriore collaborazione dagli esiti degli interrogatori di garanzia di numerosi indagati, in particolari dalle ammissioni dei sette capi-impianto, che hanno riferito dell'effettivo malfunzionamento di alcuni macchinari installati negli impianti di selezione dei rifiuti della Fisia, di sergio asprone e di Dino Di Battista, che hanno parlato dell'omesso o comunque non corretto funzionamento della frazione umida». Accuse corroborate anche dalle dichiarazioni di altri indagati «che hanno convenuto sul cattivo stato degli impianti e dei macchinari - a loro noto - e hanno indicato responsabilità correnti».
Il mattino 19 giugno 2008
Iscriviti a:
Post (Atom)