lunedì 16 giugno 2008

RIFIUTI – VATINNO (IDV): GRAVE TROVARNE DI RADIOATTIVI, A RISCHIO CONTRATTI SMALTIMENTO




(PRIMA) ROMA - “Le tracce radioattive trovate ieri in un carico di rifiuti diretto alla discarica di Savignano Irpino è un fatto veramente molto grave”. Lo dichiara Giuseppe Vatinno, Responsabile Nazionale Ambiente ed Energia dell’Italia dei Valori. “Lo Iodio 131 è un radionuclide che ha una vita media tra le più lunghe e si trova, in tempo di pace, nei rifiuti ospedalieri derivati da tecniche di medicina nucleare. Tali rifiuti devono necessariamente essere smaltiti in discariche speciali proprio per la loro pericolosità per la popolazione. Inoltre, tale fatto, mette a rischio il contratto di smaltimento con la società pubblica di Amburgo che si è fatta carico di smaltire le 30 mila tonnellate di rifiuti campani. Fortunatamente i militari hanno individuato le tracce di radioattività bloccando lo scarico; tuttavia, ciò dimostra che occorre non abbassare mai la guardia per evitare situazioni poi difficili da recuperare”. Ha concluso Vatinno. (PRIMA)


Data: 16/06/08 16:11
Autore: AIA-COM

BORDO (PD): IL GOVERNO SPIEGHI PERCHE' I RIFIUTI ATTRAVERSANO IL PREAPPENNINO


16/06/08


Bordo annuncia la presentazione di un’interrogazione urgente

Michele Bordo, deputato del PD, annuncia la presentazione di un’interrogazione urgente al Ministro dell’Ambiente per comprendere quali siano le “motivazioni che hanno determinato la scelta di far transitare l’immondizia napoletana in territorio pugliese, scartando tutti i i possibili percorsi interni alla regione Campania e provocando disagi e rischi alle popolazioni di 5 Comuni del Preappennino Dauno”.


Con l’interrogazione, Bordo intende attirare l’attenzione delle strutture deputate alla gestione dell’emergenza rifiuti che “il percorso si dipana quasi interamente sulla rete stradale provinciale, particolarmente debole a causa dei frequenti e diffusi fenomeni di dissesto idrogeologico, quindi del tutto inadatta a sopportare un simile sforzo”.

Inoltre, i centri interessati dal passaggio “sono localizzati in zone di pregio ambientale e sono essi stessi borghi storici in cui sono stati attivati, anche con fondi pubblici, programmi di sviluppo e promozione del turismo verde ed enogastronomico”. Infine, “le comunità e gli amministratori dei centri indicati lamentano di non essere stati adeguatamente coinvolti nelle riunioni tecniche in cui si è deciso l’attuale percorso, e di non conoscere le ragioni che hanno indotto a scartarne altri tutti interni al territorio della Campania”.

“La militarizzazione del sito di Pustarza potrà evitare i blocchi stradali ed altre forme eclatanti di protesta – continua Bordo – ma non si possono affrontare problemi di tale gravità senza il coinvolgimento delle comunità che più direttamente subiscono le conseguenze dell’emergenza.

Tra la gente di Accadia, Anzano, Monteleone di Puglia, Panni e Sant’Agata di Puglia inizia a farsi strada l’idea che i tir siano stati dirottati in Puglia per non avere problemi con i paesi irpini. Mi auguro non sia così – conclude Michele Bordo – altrimenti, alla debolezza mostrata dal Governo, in questo frangente, si assommerebbe la subalternità politica dei rappresentanti del nostro territorio nel Governo stesso e nella maggioranza che lo sostiene”.
pugliave.net 16 giugno 2008

Pedofilia, Mele marce nell’Eden: la cupola di Auroville

15/6/2008 (7:44)

L’ombra della pedofilia su Auroville, l’ultimo villaggio hippy dell’India meridionale

PABLO TRINCIA
Per circa 40 anni, il suo nome è stato sinonimo di pace e tranquillità: Auroville, la Città dell’alba. Una piccola Utopia abitata da idealisti, anarchici e figli dei fiori ritrovatisi in una provincia dell’India meridionale. Da qualche giorno, tuttavia, i termini idilliaci di armonia, sogno e unità umana hanno lasciato il posto a quelli infamanti di scandalo, abusi sessuali e pedofilia. A far scoppiare la bomba è stato un servizio della Bbc andato in onda a fine maggio. Si parla di adescamenti, di occidentali che attirano i bambini dai poveri villaggi circostanti – dove vivono le comunità Tamil –, di sesso in cambio di denaro o cibo, di omertà tra i membri del centro, di scarso controllo. «Quando avevo dieci anni ho avuto una relazione con un abitante di Auroville», dice un giovane identificato con il nome di Sundrun. «Mi vergogno ancora oggi per quello che è successo. Ma è una prassi che continua ad aver luogo, soprattutto nelle aree intorno alla spiaggia».

Tesi confermata in parte da un ex abitante di Auroville, Raj Bandra, il quale – intervistato – accusa la comunità di totale disinteresse nella questione. «Quando ho sentito di questi abusi ne ho parlato con gli altri membri», dice. «Appena hanno saputo che le vittime erano indiane e non occidentali, hanno perso interesse nella vicenda. I colpevoli se la cavano proprio per questo motivo». Accuse pesanti, di quelle indelebili, che rischiano di mettere in imbarazzo più di qualche abitante. Auroville è stata supportata attivamente dall’Unesco, riceve fondi dal governo indiano, ha diversi donatori internazionali. Presto, qualcuno potrebbe chiudere i rubinetti. Forse non aveva in mente questo Mirra Alfasa, la donna che quattro decenni fa fondò questa piccola comunità a 12 chilometri dalla città di Pondicherry. I suoi discepoli, che la ricordano ancora come “la Madre”, sono andati avanti. Hanno invitato architetti da ogni angolo del pianeta e costruito un centro e il tempio di Matrimandir (la famosa cupola d’oro), oltre a un complesso residenziale a forma di spirale, che oggi ospita i quasi 1800 residenti (più della metà dei quali stranieri). Hanno trovato finanziamenti, creato una zona tax-free, sviluppato l’agricoltura di un’area verde di quasi 500 ettari, costruito scuole e quartieri dai nomi altamente evocativi: Sincerità, Aspirazione, Fratellanza, Abbandono, Avventura. Oggi ci possono passare anche turisti e semplici curiosi. I quali, dopo lo scandalo sugli abusi, potrebbero scegliere altre mete. Anche se – va detto – l’impietoso servizio dell’emittente britannica qualche dubbio lo lascia.L’India è un paese molto conservatore e chi viene sorpreso ad adescare bambini, corre il rischio di essere linciato in mezzo alla strada. E dunque: se la pedofilia è una pratica da anni così apertamente diffusa tra gli occidentali di Auroville, come mai i genitori dei villaggi Tamil circostanti continuano a mandare i figli nelle scuole della comunità? Carel Thieme, uno dei coordinatori di Auroville che abbiamo raggiunto telefonicamente, ci spiega che – in passato – tre persone sono state allontanate dopo essere state accusate di abusi su minori.

«La Bbc ha montato un pezzo scandalistico che rischia di danneggiarci, visto che per le nostre attività sociali riceviamo fondi dall’estero», dice Thieme, arrivato ad Auroville dall’Olanda 22 anni fa. «Questa è una regione piena di turisti alla ricerca di bambini. Ma cosa c’entra questo, con il nostro centro? Perché le persone che oggi ci accusano nel servizio tv non hanno mai sporto denuncia?». Loïch Rich, un 35enne inglese che lavora come freelance, è vissuto per alcuni mesi ad Auroville, all’età di nove anni. Loïch non ha un bel ricordo del posto: «È una setta religiosa che mostra arroganza, ingenuità e rifiuto dei valori liberali della classe media», racconta sulle pagine del quotidiano online The First Post. «Mettono in serio pericolo i propri bambini. Ai tempi della mia permanenza avevo sentito parlare di rapporti tra adolescenti, rapporti sessuali con bambini dei villaggi Tamil circostanti e persino quello che oggi definirei abusi sessuali su minori». Per intuire cos’è Auroville potrebbe bastare un dettaglio: dalle fontane di questa città dell’armonia zampilla acqua dinamizzata, ossia passata attraverso un curioso processo di purificazione. Il liquido viene lasciato per qualche ora ad ascoltare le musiche di Bach e Mozart, prima di essere considerato potabile. La comunità è stata fondata da Mirra Alfasa, una santona cresciuta a Parigi a cavallo fra ‘800 e ‘900 ma emigrata ben presto in Algeria per compiere studi di occultismo. Affascinata dal paranormale, negli Anni 40 si legò al guru Sri Aurobindo e al suo ashram nel Sud dell’India. Sognava una nuova umanità.

I suoi discepoli la chiamavano Mère, Madre. Nel 1968, ormai novantenne, costruì questa città ideale in cui oggi vivono oltre 1500 persone provenienti dai quattro angoli del mondo. Da Auroville sono bandite politica, religione e proprietà privata. È governata da una Fondazione riconosciuta dal Parlamento indiano. Per diventare cittadini bisogna essere convinti della sostanziale unità dell’umanità e voler collaborare perché questa unità si realizzi, oltre ad avere almeno 22 aani.
La sTAMPA, 15 GIUGNO 2008

L'ordine dei medici di Genova: andremo a fondo sul dentista che curava in cambio di sesso

GENOVA (16 giugno) - L'ordine dei medici di Genova andrà a fondo alla questione del dentista che ha annunciato sul web cure dentali in cambio di sesso. La vicenda è divenuta di pubblico dominio dopo che una cronista de «Il Secolo XIX» ha risposto al suo annuncio e l'ha intervistato. «Mi muoverò con cautela ma andrò fino in fondo a questa faccenda assolutamente disdicevole che getta cattiva luce sulla categoria in un momento in cui è già abbastanza vessata» afferma il presidente dell'ordine dei medici di Genova Enrico Bartolini.

«In primo luogo - precisa - mi rivolgerò al quotidiano che ha condotto l'inchiesta per chiedere collaborazione. Se non otterrò informazioni scriverò alla Procura della Repubblica per sapere se hanno aperto un fascicolo. In terzo luogo, mi rivolgerò ai carabinieri del Nas».

Il medico, con studio nel centro storico di Genova, aveva messo un annuncio sulla bacheca virtuale Kijiji.it usando il nomignolo «Driver500cc».

Il messaggero 16 giugno 2008

Pescara, truffa ai danni di ricche donne tedesche: filmate durante rapporti sesuali e ricattate

PESCARA (14 giugno) - Filmavano ricche donne tedesche durante rapporti sessuali e poi le ricattavano. A gestire la truffa una famiglia di Pescara e un complice svizzero. L'uomo, Helg Sgarbi, 43 anni, agganciava in Germania donne facoltose e il capo famiglia di Pescara, Ernano Barretta, 68 anni originario di Pescosansonesco filmava i loro rapporti sessuali. Poi le ricattava. Insieme a Barretta sono finiti in carcere la moglie, Beatrice Batschelet, 50 anni, svizzera, e il figlio Marcello, 32 anni, nato in Svizzera. La figlia Clelia, 35 anni, anche lei di origini svizzere, è stata posta agli arresti domiciliari. Sgarbi è stato arrestato in Germania. In carcere anche la moglie Franziska Gabrielle Sgarbi, 40 anni. L'organizzazione aveva la propria sede a Pescosansonesco (Pescara) presso il rifugio Valle Grande gestito da Barretta. I soldi delle estorsioni venivano investiti in immobili e auto di lusso. In totale si ritiene che le truffe abbiano fruttato all'organizzazione circa 9 milioni e 600 mila euro. Le accuse per la banda sono truffa, estorsione, riciclaggio, e reimpiego di denaro derivante da attività delittuosa. Le misure cautelari sono state emesse dal gip del tribunale di Pescara, Maria Gabriella Tascone, su richiesta del Pm Gennaro Varone.
Il messaggero 16 giugno 2008

Sequestrate nel rifugio di Pescosansonesco una decina di auto di grossa cilindrata tra Ferrari, Audi, Mercedes e Lamborghini e un milione e 700 mila euro in contanti che Barretta teneva nascosti.

Le indagini hanno preso il via in Germania in seguito a truffe ai danni di due donne avvenute nell'ultimo semestre del 2007. Nel febbraio 2008 della vicenda è stata interessata la Polizia di Pescara, a cui le autorità tedesche hanno chiesto di ritrovare sette milioni di euro estorte a una tedesca. Nel frattempo nel gennaio 2008 in Germania è stato arrestato in fragranza di reato Sgarbi mentre da una donna si faceva consegnare 14 milioni di euro. Secondo l'accusa Ernano Barretta inoltre a Pescosansonesco si era creato l'immagine di Santone, tanto che l'operazione è stata chiamata «Settari» per riuscire ad avere attorno a sè e alla propria famiglia persone, per lo più donne straniere, da far lavorare nel rifugio gratuitamente e più in generale per farsi dare del denaro. Il rifugio è stato oggetto di perquisizione il 29 maggio scorso e in quella occasione sono stati trovati un milione e 700 mila euro in contanti.

giovedì 3 aprile 2008

I fratelli di Gravina sono caduti

i medici hanno stabilito che sui corpi non ci sono segni di violenza

Francesco sarebbe morto per le lesioni, Salvatore a causa del freddo e della fame 24 ore dopo il fratellino


La masseria dove si trova la cisterna nella quale sono caduti i due fratellini (Ansa)
BARI - Francesco e Salvatore Pappalardi sono caduti nella cisterna il 5 giugno 2006, giorno della loro scomparsa, tra le 20 e le 24. È una delle indiscrezioni trapelate all'indomani del deposito in procura della relazione fatta dai medici legali sui corpi dei due fratellini di Gravina in Puglia, ritrovati in una cisterna di una casa abbandonata del paese il 25 febbraio scorso. Non si direbbe esplicitamente che si è trattato di una caduta accidentale, ma verrebbero forniti una serie di tasselli e indicata una forbice per l'ora della morte.

SUI CORPI NON CI SONO SEGNI DI VIOLENZA - All'ora presunta della morte si sarebbe arrivati analizzando i residui di cibo trovati nell'intestino crasso, dove sarebbe finito l'ultimo pasto consumato dai fratellini alle 17.30 del 5 giugno 2006. Francesco è morto per primo per lesioni traumatiche; Salvatore è morto successivamente, circa 24 ore più tardi, per fame, freddo, sete e stenti. Nella perizia i medici hanno stabilito che sui corpi dei fratellini non ci sono segni di violenza.


IL PERITO DELLA DIFESA DI PAPPALARDI: «ORARIO TROPPO AMPIO» - «L'orario della caduta fra le 20.00 e le 24.00 non sposta niente, ma non si può essere così vasti come tempi minimo e massimo. Vuol dire che c'è qualcosa che non va o che non è emerso nulla e che ci si mantiene vaghi». È il primo commento del professor Luigi Strada, perito di parte della difesa di Filippo Pappalardi, sulle indiscrezioni emerse a proposito della relazione depositata dai consulenti medico-legali della Procura sulla morte dei fratellini di Gravina in Puglia. Strada, che non ha ancora preso visione della relazione, aggiunge che «non è matematico che i residui di cibo stessero nell'intestino crasso». «Se la perizia lo dà per matematico io devo fare una verifica, perché per me non si vedeva niente». Per il consulente di parte, «si poteva presumere che fosse nell'intestino crasso perchè prelevato in una determinata sede».


La Stampa 03 aprile 2008

Fratellini Gravina: caduta non volontaria

03 apr 19:09 Cronache

GRAVINA IN PUGLIA - Francesco e Salvatore Pappalardi non si sono calati volontariamente nella cisterna di Gravina in Puglia, in cui sono stati trovati senza vita due anni dopo la loro scomparsa. Secondo la relazione medico-legale dei consulenti incaricati dalla Procura di Bari, i due fratelli sarebbero precipitati per 14 metri a causa del cedimento della balaustra di protezione dal secondo accesso del pozzo. Secondo la perizia Salvatore, che visse piu' a lungo nella cisterna, trascino' il fratello Francesco dove poi fu trovato il suo cadavere. (Agr)

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