i medici hanno stabilito che sui corpi non ci sono segni di violenza
Francesco sarebbe morto per le lesioni, Salvatore a causa del freddo e della fame 24 ore dopo il fratellino
La masseria dove si trova la cisterna nella quale sono caduti i due fratellini (Ansa)
BARI - Francesco e Salvatore Pappalardi sono caduti nella cisterna il 5 giugno 2006, giorno della loro scomparsa, tra le 20 e le 24. È una delle indiscrezioni trapelate all'indomani del deposito in procura della relazione fatta dai medici legali sui corpi dei due fratellini di Gravina in Puglia, ritrovati in una cisterna di una casa abbandonata del paese il 25 febbraio scorso. Non si direbbe esplicitamente che si è trattato di una caduta accidentale, ma verrebbero forniti una serie di tasselli e indicata una forbice per l'ora della morte.
SUI CORPI NON CI SONO SEGNI DI VIOLENZA - All'ora presunta della morte si sarebbe arrivati analizzando i residui di cibo trovati nell'intestino crasso, dove sarebbe finito l'ultimo pasto consumato dai fratellini alle 17.30 del 5 giugno 2006. Francesco è morto per primo per lesioni traumatiche; Salvatore è morto successivamente, circa 24 ore più tardi, per fame, freddo, sete e stenti. Nella perizia i medici hanno stabilito che sui corpi dei fratellini non ci sono segni di violenza.
IL PERITO DELLA DIFESA DI PAPPALARDI: «ORARIO TROPPO AMPIO» - «L'orario della caduta fra le 20.00 e le 24.00 non sposta niente, ma non si può essere così vasti come tempi minimo e massimo. Vuol dire che c'è qualcosa che non va o che non è emerso nulla e che ci si mantiene vaghi». È il primo commento del professor Luigi Strada, perito di parte della difesa di Filippo Pappalardi, sulle indiscrezioni emerse a proposito della relazione depositata dai consulenti medico-legali della Procura sulla morte dei fratellini di Gravina in Puglia. Strada, che non ha ancora preso visione della relazione, aggiunge che «non è matematico che i residui di cibo stessero nell'intestino crasso». «Se la perizia lo dà per matematico io devo fare una verifica, perché per me non si vedeva niente». Per il consulente di parte, «si poteva presumere che fosse nell'intestino crasso perchè prelevato in una determinata sede».
La Stampa 03 aprile 2008
Visualizzazione post con etichetta Fratellini Gravina: ciccio e tore. Mostra tutti i post
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giovedì 3 aprile 2008
Fratellini Gravina: caduta non volontaria
03 apr 19:09 Cronache
GRAVINA IN PUGLIA - Francesco e Salvatore Pappalardi non si sono calati volontariamente nella cisterna di Gravina in Puglia, in cui sono stati trovati senza vita due anni dopo la loro scomparsa. Secondo la relazione medico-legale dei consulenti incaricati dalla Procura di Bari, i due fratelli sarebbero precipitati per 14 metri a causa del cedimento della balaustra di protezione dal secondo accesso del pozzo. Secondo la perizia Salvatore, che visse piu' a lungo nella cisterna, trascino' il fratello Francesco dove poi fu trovato il suo cadavere. (Agr)
GRAVINA IN PUGLIA - Francesco e Salvatore Pappalardi non si sono calati volontariamente nella cisterna di Gravina in Puglia, in cui sono stati trovati senza vita due anni dopo la loro scomparsa. Secondo la relazione medico-legale dei consulenti incaricati dalla Procura di Bari, i due fratelli sarebbero precipitati per 14 metri a causa del cedimento della balaustra di protezione dal secondo accesso del pozzo. Secondo la perizia Salvatore, che visse piu' a lungo nella cisterna, trascino' il fratello Francesco dove poi fu trovato il suo cadavere. (Agr)
sabato 22 marzo 2008
Gravina: Cibo intatto nello stomaco di Ciccio
Secondo la difesa, per Filippo Pappalardi sembra tramontare l'accusa di abbandono di minori
Secondo i primi risultati autoptici, la caduta nella cisterna ha determinato un choc digestivo
di Antonio Scotti
Novità sulle cause della morte di Ciccio e Tore, i due fratellini scomparsi il 5 giugno 2006 e ritrovati il 25 febbraio all’interno di una cisterna di una casa abbandonata di Gravina. Secondo i primi risultati sui corpicini dei due fratellini, sembra assai probabile che entrambi siano finiti nel pozzo molto prima di quanto ipotizzato in prima battuta dalla procura di Bari.
Le analisi sull’apparato digerente dei due fratellini, infatti, sembrano attestare che il cibo trovato nello stomaco di Francesco sia stato conservato al proprio interno almeno due ore prima la caduta. Ciò stravolgerebbe quanto sostenuto dai pubblici ministeri, che hanno ritenuto attendibile la testimonianza di un minorenne, amico di Ciccio e Tore, che dichiarò di aver visto Pappalardi, la sera della scomparsa dei due fratellini, andarli a prelevare in piazza delle Quattro Fontane a bordo della sua Lancia Delta color blu. Una versione che ora rischia di essere stravolta dagli esami scientifici.
Nello stomaco di Ciccio pare che il cibo sia stato trovato in maniera intatta. E’ molto probabile, quindi, che dopo aver impattato con il fondo del pozzo si sia determinato un choc digestivo che ha conservato tutto il contenuto gastrico. Ciò secondo, il perito della difesa Luigi Strada, dimostrerebbe come "sia trascorsa un'ora e mezza, al massimo due da quando il bambino ha mangiato fino al blocco digestivo provocato dalla caduta".
Solo qualche giornò fa il gip Giulia Romanazzi ha concesso a Pappalardi gli arresti domiciliari con l'accusa di abbandono di minori. Una decisione che di fatto derubricava l'accusa di duplice omicidio e occultamento di cadaveri formalizzata dalla procura a novembre dello scorso anno.
FRATELLINI GRAVINA: TORNEO CALCIO IN LORO RICORDO
I VECCHI COMPAGNI DI SCUOLA E I COETANEI DI CICCIO E TORE HANNO VOLUTO SFIDARSI IN UN MINI-TORNEO DI CALCIO PER RICORDARE I FRATELLINI DI GRAVINA.VI HANNO PRESO PARTE 150 ALUNNI, FRA I 6 E I 18 ANNI, DIVISI IN SQUADRE PER CATEGORIA.L'INIZIATIVA E' STATA PROMOSSA DA ELIA PACE, PRESIDENTE DI UN'ASSOCIAZIONE DILETTANTISTICA DI PALO DEL COLLE.C'ERANO ANCHE BAMBINI PROVENIENTI DA PALO E DA BITONTO.ALLA FINE MEDAGLIE PER TUTTI I GIOCATORI, DIETRO LE LORO MAGLIETTE UN'UNICA SCRITTA: CICCIO E TORE NEI NOSTRI CUORI.
lunedì 17 marzo 2008
FRATELLINI GRAVINA,CONCERTO IN MEMORRIA DI CICCIO E TORE
GRAVINA NON VUOLE DIMENTICARE I DUE FRATELLINI MORTI NELLA CISTERNA DI VIA CONSOLAZIONE.
IERI - IN MEMORIA DI FRANCESCO E SALVATORE PAPPALARDI - SI E' SVOLTO UN EVENTO ORGANIZZATO DALLA PROVINCIA DI BARI IN COLLABORAZIONE CON IL COMUNE.
NELLA CHIESA DI SAN PIETRO E PAOLO IN SCENA VIA CRUCIS, VIA LUCIS, SACRA RAPPRESENTAZIONE PER ORCHESTRA, CORO E VOCI, SCRITTA DAL GIORNALISTA DI AVVENIRE MIMMO MUOLO E DAL MUSICISTA MARTINO PALMITESSA.
L'ESECUZIONE MUSICALE ERA AFFIDATA ALL'ORCHESTRA SINFONICA DELLA PROVINCIA DI BARI, VOCE RECITANTE QUELLA DI CLAUDIA KOLL, AFFIANCATA DA UN GRUPPO DI GIOVANI ATTORI CHE INSIEME ALLA COMPAGNIA DI MARIENBAD, I CORI DELL'ODEGITRIA E LA SONORA ALTERNANZA, HANNO ESALTATO IL SIGNIFICATO DELLA VIA CRUCIS.
MOMENTI AI QUALI HANNO FATTO DA SFONDO LINGUAGGI MUSICALI DIVERSI, DAL CLASSICO AL MODERNO, DAL CORALE AL LITURGICO.
Telenorba 15/03/08 16:46:15
IERI - IN MEMORIA DI FRANCESCO E SALVATORE PAPPALARDI - SI E' SVOLTO UN EVENTO ORGANIZZATO DALLA PROVINCIA DI BARI IN COLLABORAZIONE CON IL COMUNE.
NELLA CHIESA DI SAN PIETRO E PAOLO IN SCENA VIA CRUCIS, VIA LUCIS, SACRA RAPPRESENTAZIONE PER ORCHESTRA, CORO E VOCI, SCRITTA DAL GIORNALISTA DI AVVENIRE MIMMO MUOLO E DAL MUSICISTA MARTINO PALMITESSA.
L'ESECUZIONE MUSICALE ERA AFFIDATA ALL'ORCHESTRA SINFONICA DELLA PROVINCIA DI BARI, VOCE RECITANTE QUELLA DI CLAUDIA KOLL, AFFIANCATA DA UN GRUPPO DI GIOVANI ATTORI CHE INSIEME ALLA COMPAGNIA DI MARIENBAD, I CORI DELL'ODEGITRIA E LA SONORA ALTERNANZA, HANNO ESALTATO IL SIGNIFICATO DELLA VIA CRUCIS.
MOMENTI AI QUALI HANNO FATTO DA SFONDO LINGUAGGI MUSICALI DIVERSI, DAL CLASSICO AL MODERNO, DAL CORALE AL LITURGICO.
Telenorba 15/03/08 16:46:15
giovedì 13 marzo 2008
Mistero su sangue e farmaci trovati nel pozzo di Gravina
La Procura ordina nuovi esami. Scontro con il gip. C'era un paio di scarpe numero 37
Disposte indagini scientifiche su alcuni peli e capelli, su una pinza sterile e sulla batteria di un cellulare
DAL NOSTRO INVIATO
La scarcerazione di Pappalardi (Ansa)GRAVINA IN PUGLIA — La lista dei reperti misteriosi è lunga una decina di pagine. Si parla di una fiala vuota con il collo spezzato e con l'etichetta del farmaco Midazolam (un potente sedativo); di un paio di scarpe numero 37 dalle tomaie in simil-pelle; di un brandello di tessuto blu sul quale si legge la scritta NG «rinvenuto in un punto adiacente al margine destro del varco d'accesso del pozzo » e di una «formazione pilifera » (peli o capelli) sull'ultimo gradino della scalinata al primo piano ammezzato dell'edificio, comunicante con il cunicolo del pozzo». Ma nell'elenco dei reperti ci sono anche diverse macchie risultate positive al tampone luminol (che individua il sangue): sono rilevate sia all'interno del pozzo sia in altri punti attorno al suo varco d'accesso. Nella lista anche la confezione vuota di una pinza sterile, vicino all'accesso del pozzo; una maglietta di cotone taglia 12 e altri oggetti di uso comune, fra i quali la famosa batteria di cellulare che non si sa a chi appartenga. È tutto raccolto nei verbali degli investigatori scientifici ed è il frutto dei sopralluoghi nella casa delle cento stanze, custode per venti mesi dei corpi senza vita di Ciccio e Tore. Se e quanto sia importante ciascuno di quegli oggetti lo diranno gli accertamenti tecnici ordinati dalla procura e in corso da ieri. Il sangue che il luminol rileva all'imbocco del pozzo, per esempio. Oppure la «formazione pilifera» prelevata sul gradino: sono dettagli che potrebbero anche cambiare lo scenario dell'inchiesta se si scoprisse che non appartengono a nessuna delle persone coinvolte nel ritrovamento o nei soccorsi dei due fratellini. La difesa di Filippo Pappalardi, il padre di Ciccio e Tore accusato fino a due giorni fa di omicidio volontario (in carcere) e ora di «abbandono seguito dall'evento morte» (ai domiciliari), dà molta importanza alle due palline da bigliardo trovate nella cisterna-tomba.
Perché nella casa delle cento stanze ci sarebbero vecchi bigliardi e i due fratellini, quindi, potrebbero averla raggiunta per giocare prima dell'ultimo (contestato) avvistamento assieme al padre, alle 21.30. Sul minorenne e teste-chiave di quel contatto serale era stato chiesto un incidente probatorio (una nuova audizione in presenza di accusa e difesa) al giudice delle udienze preliminari Giuseppe De Benedictis. Ma ieri il gup lo ha respinto aprendo così le porte a una sempre più probabile remissione in libertà per Filippo Pappalardi. Perché proprio a quell'incidente probatorio era ancorata l'ipotesi che lui potesse inquinare le prove. Adesso, per tenerlo ai domiciliari non resta che la sua ipotetica capacità di reiterare il reato. Un altro colpo che la procura incassa continuando a sostenere che Pappalardi fosse consapevole della fine dei suoi figli.
Lo scontro fra la procura e il gip (che ha modificato accuse e misure contro Pappalardi) sta nelle parole del procuratore Emilio Marzano, premessa per un probabile ricorso: «Le valutazioni del Gip e la qualificazione da lui attribuita ai fatti non sono vincolanti nella fase delle indagini preliminari per l'ufficio del pubblico ministero, che è l'unico titolare dell'esercizio dell'azione penale». Una presa di posizione che arriva dopo giorni di silenzio e proprio mentre da Roma il ministro della Giustizia Luigi Scotti dice che «i magistrati parlano troppo» e che «è un illecito disciplinare parlare dei propri procedimenti, per di più in una maniera che finisce per confondere ulteriormente l'opinione pubblica».
Corriere della Sera Giusi Fasano 13 marzo 2008
Disposte indagini scientifiche su alcuni peli e capelli, su una pinza sterile e sulla batteria di un cellulare
DAL NOSTRO INVIATO
La scarcerazione di Pappalardi (Ansa)GRAVINA IN PUGLIA — La lista dei reperti misteriosi è lunga una decina di pagine. Si parla di una fiala vuota con il collo spezzato e con l'etichetta del farmaco Midazolam (un potente sedativo); di un paio di scarpe numero 37 dalle tomaie in simil-pelle; di un brandello di tessuto blu sul quale si legge la scritta NG «rinvenuto in un punto adiacente al margine destro del varco d'accesso del pozzo » e di una «formazione pilifera » (peli o capelli) sull'ultimo gradino della scalinata al primo piano ammezzato dell'edificio, comunicante con il cunicolo del pozzo». Ma nell'elenco dei reperti ci sono anche diverse macchie risultate positive al tampone luminol (che individua il sangue): sono rilevate sia all'interno del pozzo sia in altri punti attorno al suo varco d'accesso. Nella lista anche la confezione vuota di una pinza sterile, vicino all'accesso del pozzo; una maglietta di cotone taglia 12 e altri oggetti di uso comune, fra i quali la famosa batteria di cellulare che non si sa a chi appartenga. È tutto raccolto nei verbali degli investigatori scientifici ed è il frutto dei sopralluoghi nella casa delle cento stanze, custode per venti mesi dei corpi senza vita di Ciccio e Tore. Se e quanto sia importante ciascuno di quegli oggetti lo diranno gli accertamenti tecnici ordinati dalla procura e in corso da ieri. Il sangue che il luminol rileva all'imbocco del pozzo, per esempio. Oppure la «formazione pilifera» prelevata sul gradino: sono dettagli che potrebbero anche cambiare lo scenario dell'inchiesta se si scoprisse che non appartengono a nessuna delle persone coinvolte nel ritrovamento o nei soccorsi dei due fratellini. La difesa di Filippo Pappalardi, il padre di Ciccio e Tore accusato fino a due giorni fa di omicidio volontario (in carcere) e ora di «abbandono seguito dall'evento morte» (ai domiciliari), dà molta importanza alle due palline da bigliardo trovate nella cisterna-tomba.
Perché nella casa delle cento stanze ci sarebbero vecchi bigliardi e i due fratellini, quindi, potrebbero averla raggiunta per giocare prima dell'ultimo (contestato) avvistamento assieme al padre, alle 21.30. Sul minorenne e teste-chiave di quel contatto serale era stato chiesto un incidente probatorio (una nuova audizione in presenza di accusa e difesa) al giudice delle udienze preliminari Giuseppe De Benedictis. Ma ieri il gup lo ha respinto aprendo così le porte a una sempre più probabile remissione in libertà per Filippo Pappalardi. Perché proprio a quell'incidente probatorio era ancorata l'ipotesi che lui potesse inquinare le prove. Adesso, per tenerlo ai domiciliari non resta che la sua ipotetica capacità di reiterare il reato. Un altro colpo che la procura incassa continuando a sostenere che Pappalardi fosse consapevole della fine dei suoi figli.
Lo scontro fra la procura e il gip (che ha modificato accuse e misure contro Pappalardi) sta nelle parole del procuratore Emilio Marzano, premessa per un probabile ricorso: «Le valutazioni del Gip e la qualificazione da lui attribuita ai fatti non sono vincolanti nella fase delle indagini preliminari per l'ufficio del pubblico ministero, che è l'unico titolare dell'esercizio dell'azione penale». Una presa di posizione che arriva dopo giorni di silenzio e proprio mentre da Roma il ministro della Giustizia Luigi Scotti dice che «i magistrati parlano troppo» e che «è un illecito disciplinare parlare dei propri procedimenti, per di più in una maniera che finisce per confondere ulteriormente l'opinione pubblica».
Corriere della Sera Giusi Fasano 13 marzo 2008
FRATELLINI GRAVINA: AMICI PAPPALARDI ORGANIZZANO PARTITA CALCIO
UNA PARTITA DI CALCIO ALLA QUALE PARTECIPERANNO BAMBINI E RAGAZZI DAI 6 AI 16 ANNI, DELLE SCUOLE GRAVINESI, SI TERRA' IL 21 MARZO NELLO STADIO COMUNALE DI GRAVINA E SARA' INTITOLATA A ''CICCIO E TORRE NEL NOSTRO CUORE''.E' ORGANIZZATA DA UN GRUPPO DI AMICI DI FILIPPO PAPPALARDI INSIEME CON L'ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA 'MANHATTAN' DI PALO DEL COLLE.I PROMOTORI SONO ALCUNI AMICI DI FILIPPO PAPPALARDI CHE QUALCHE VOLTA HANNO GIOCATO A CALCIO CON LUI CHE RICOPRIVA IL RUOLO DI PORTIERE.
Telenorba 12/03/08 16:57:08
Telenorba 12/03/08 16:57:08
Gravina, lite fra toghe: pg e pm attaccano il gip
Bari - "Le valutazioni del gip e la qualificazione da lui attribuita ai fatti non è vincolante di per sé, e, nella fase delle indagini preliminari, per l’ufficio del pubblico ministero, che è l’unico titolare dell’esercizio dell’azione penale". Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Bari, Emilio Marzano, riferendosi alla modifica delle accuse che il gip ha ieri contestato a Filippo Pappalardi. Il gip Giulia Romanazzi ha infatti derubricato le accuse di duplice omicidio volontario e di occultamento di cadavere in quella meno grave di abbandono di minorenni seguito dalla morte. Con la modifica fatta dal gip, si è passati quindi dalla contestazione di un reato che prevedeva l’ergastolo a uno per il quale la pena massima è di otto anni, scrivendo un’altra verità rispetto a quella della procura sulla triste storia dei due ragazzini di Gravina.
Forse ricorso "Di fronte al provvedimento del gip, di cui l’ufficio del pm ha appena avuto conoscenza ufficiale, è necessario approfondire gli argomenti del giudice per le indagini preliminari". Sono queste le parole di Marzano, che sta indagando sulla scomparsa e la morte dei due fratellini di Gravina, Ciccio e Tore. Incontrando i cronisti Marzano ha voluto illustrare quali saranno le valutazioni della procura: "Bisogna riflettere sulle argomentazioni del gip e confrontarci all’interno dell’ufficio inquirente sull’interpretazione e sulla determinazione del pubblico ministero potrà adottare rispetto al provvedimento". Adesso la procura ha dieci giorni di tempo per valutare e, casomai, presentare ricorso in appello contro la decisione del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Bari.
Il Giornale 12 marzo 2008
Forse ricorso "Di fronte al provvedimento del gip, di cui l’ufficio del pm ha appena avuto conoscenza ufficiale, è necessario approfondire gli argomenti del giudice per le indagini preliminari". Sono queste le parole di Marzano, che sta indagando sulla scomparsa e la morte dei due fratellini di Gravina, Ciccio e Tore. Incontrando i cronisti Marzano ha voluto illustrare quali saranno le valutazioni della procura: "Bisogna riflettere sulle argomentazioni del gip e confrontarci all’interno dell’ufficio inquirente sull’interpretazione e sulla determinazione del pubblico ministero potrà adottare rispetto al provvedimento". Adesso la procura ha dieci giorni di tempo per valutare e, casomai, presentare ricorso in appello contro la decisione del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Bari.
Il Giornale 12 marzo 2008
mercoledì 12 marzo 2008
Pappalardi piange all'uscita dal carcere
VELLETRI (ROMA) – Testa bassa e lacrime trattenute a stento asciugate con un fazzoletto bianco. Così Filippo Pappalardi è uscito nel primo pomeriggio dal carcere di Velletri, a una quarantina di chilometri da Roma, a bordo di un’Audi A6 di colore blu, per partire alla volta di Gravina in Puglia, in provincia di Bari, dove sconterà i domiciliari disposti oggi dal gip Giulia Romanazzi. Il padre dei due fratellini, Ciccio e Tore, è uscito dalla casa circondariale con la barba incolta, con indosso pantaloni scuri e una giacca scamosciata di colore marrone e stringendo tra le mani una busta di carta. Nell’auto, era seduto sul sedile posteriore tra due persone, una delle quali era il suo difensore Angela Aliani. A confermare l’emozione di Pappalardi era stato, qualche ora prima che i cancelli del carcere si aprissero, il suo avvocato che ha detto che quando ha saputo della decisione del Gip «ha solo ripreso a piangere». «Era emozionato», ha detto il direttore del carcere di Velletri, Giuseppe Makovech, che ha sottolineato come Pappalardi abbia reagito «in maniera composta». Un provvedimento, quello dei domiciliari, che l’avvocato Aliani ha ritenuto «corretto sotto il profilo formale». «Non stiamo facendo un processo, – ha sottolineato il difensore – abbiamo solo stabilito i contorni di eventuali e presunte responsabilità». E alla domanda dei cronisti se il Gip abbia voluto mantenere valide alcune responsabilità attribuite al suo assistito, l’avvocato ha risposto: «Mi attengo allo stato degli atti; ho letto il dispositivo ma non ho letto le motivazioni. Per ora i contorni che aveva tracciato l’ordinanza custodiale non ci sono più perchè il Gip ha revocato quell'ordinanza». Dall’avvocato del padre di Ciccio e Tore era giunto in mattinata un appello: «Mi ha chiesto di non parlare con nessuno, rispettate la sua volontà». Una richiesta dettata anche dall’“espresso divieto – ha spiegato Makovech – di colloqui con persone che non siano i familiari». Pena «la revoca dei domiciliari». Fin dalla prima mattinata di oggi, ancor prima che il gip disponesse i domiciliari, decine di cronisti, teleoperatori e fotografi hanno affollato il piazzale davanti al carcere, circondato da coltivazioni di viti ed ulivi, ad alcuni chilometri di distanza dalla cittadina dei Castelli Romani. Nello stesso carcere è detenuto Angelo Izzo, uno dei massacratori del Circeo, che sta scontando l’ergastolo per l'assassinio di Maria Carmela Linciano e di sua figlia Valentina Maiorano avvenuto il 28 aprile 2005 in una villetta di Ferrazzano, in provincia di Campobasso. «In questo carcere – ha detto Aliani – il mio assistito è stato trattato benissimo». In questi mesi di detenzione Pappalardi «non ha dato particolari problemi – ha sottolineato Makovech – anzi ha sempre avuto un atteggiamento piuttosto dimesso, disciplinato nel controllare le sue emozioni».
Marialuisa Di Tullio 11/3/2008 La Gazzetta del Mezzogiorno
Marialuisa Di Tullio 11/3/2008 La Gazzetta del Mezzogiorno
BARI: LEGALE PAPPALARDI, SOLLEVATA DAL FATTO CHE NON E' PIU' IN CARCERE
Bari, 11 mar. - (Adnkronos) - ''Mi sento sollevata dal fatto che Filippo Pappalardi non si trova piu' in carcere, anche se non condivido l'impostazione del gip. Gli arresti domiciliari sono il male minore''. Lo dice all'ADNKRONOS l'avvocato Angela Aliani, legale di Filippo Pappalardi, il padre dei due fratellini di Gravina, Francesco e Salvatore, collocato oggi agli arresti domiciliari dal gip del Tribunale di Bari, Giulia Romanazzi. Il legale si dichiara soddisfatta del fatto che il suo assistito sia tornato a casa e soprattutto che il giudice abbia smentito ''l'impianto accusatorio della Procura'', secondo la quale continuava a gravare su Pappalardi, nonostante le modalita' di ritrovamento dei corpi dei ragazzini nella cisterna sotterranea di via Consolazione, l'ipotesi che potesse avere ucciso volontariamente i suoi figli. ''Aspettiamo che si chiariscano alcune cose'', aggiunge. Sulla ricostruzione del gip circa una fuga volontaria dei fratellini, per nascondersi da una punizione del padre o sul fatto che Filippo Pappalardi e la stessa Maria Ricupero li abbiano visto insieme per ultimi la sera del 5 giugno 2006, l'avvocato Aliani preferisce per il momento non commentare. ''Leggero' con calma le carte - dice ma afferma ''di non credere a una confusione del baby testimone'' tra la figlia della coppia e la stessa Ricupero.
(Pas/Gs/Adnkronos)
(Pas/Gs/Adnkronos)
lunedì 10 marzo 2008
Ciccio e Tore, ricostruita al computer la caduta nella cisterna
Siltta a domani la decisione del gip Romanazzi sulla scarcerazione di Filippo Pappalardi
di Antonio Scotti
La dinamica della caduta di Ciccio e Tore, i due fratellini scomparsi il 5 giugno 2006 e ritrovati il 25 febbraio scorso all'interno di una cisterna profonda 25 metri, è al vaglio degli inquirenti. Stamattina, infatti, polizia scientifica e medici legali hanno rielaborato al computer una possibile ipotesi di come Ciccio e Tore siano precipitati nella cisterna sulla base degli utlimi rilevamenti. Per questo sono state ricostruite le fratture riscontrate sui due corpi e, su questa base, sarà anche simulata la dinamica della caduta con l'ausilio di manichini virtuali. Ciò potra consentire di ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente e che in modo i ragazzini siano finiti in quel pozzo.
Proprio due giorni fa la polizia è tornata nella casa abbandonata per ispezionare i gradini del lungo cunicolo verticale dal quale sono precipitati Ciccio e Tore. Tra gli strumenti utilizzati anche una lampada a raggi ultravioletti utile a rilevare l’eventuale presenza di materiale organico.
Intanto è stata rinviata a domani mattina la decisione del gip Giulia Romanazzi sulla richiesta di scarcerazione di Filippo Pappalardi, padre dei due fratellini, accusato di duplice omicidio e occultamento di cadaveri. Da quanto si è appreso, pare che lo slittamento a domani sia dipeso solo ed esclusivamente da motivi di natura tecnica. Ma non è escluso che la decisione potrebbe essere stata assunta sulla base della richiesta della difesa di considerare gli esami istologici dei medici legali sui corpi dei due fratellini. Per domani, infatti, è prevista la consegna in Procura di una prima relazione delle analisi. Ma tale richiesta, di fatto, allungherebbe ancora di più i tempi di decisione del gip, dacché si dovrebbe attendere che la Procura trasmetta all’ufficio del gip le analisi e che il giudice li possa esaminare.
Bari Live 10 marzo 2008
di Antonio Scotti
La dinamica della caduta di Ciccio e Tore, i due fratellini scomparsi il 5 giugno 2006 e ritrovati il 25 febbraio scorso all'interno di una cisterna profonda 25 metri, è al vaglio degli inquirenti. Stamattina, infatti, polizia scientifica e medici legali hanno rielaborato al computer una possibile ipotesi di come Ciccio e Tore siano precipitati nella cisterna sulla base degli utlimi rilevamenti. Per questo sono state ricostruite le fratture riscontrate sui due corpi e, su questa base, sarà anche simulata la dinamica della caduta con l'ausilio di manichini virtuali. Ciò potra consentire di ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente e che in modo i ragazzini siano finiti in quel pozzo.
Proprio due giorni fa la polizia è tornata nella casa abbandonata per ispezionare i gradini del lungo cunicolo verticale dal quale sono precipitati Ciccio e Tore. Tra gli strumenti utilizzati anche una lampada a raggi ultravioletti utile a rilevare l’eventuale presenza di materiale organico.
Intanto è stata rinviata a domani mattina la decisione del gip Giulia Romanazzi sulla richiesta di scarcerazione di Filippo Pappalardi, padre dei due fratellini, accusato di duplice omicidio e occultamento di cadaveri. Da quanto si è appreso, pare che lo slittamento a domani sia dipeso solo ed esclusivamente da motivi di natura tecnica. Ma non è escluso che la decisione potrebbe essere stata assunta sulla base della richiesta della difesa di considerare gli esami istologici dei medici legali sui corpi dei due fratellini. Per domani, infatti, è prevista la consegna in Procura di una prima relazione delle analisi. Ma tale richiesta, di fatto, allungherebbe ancora di più i tempi di decisione del gip, dacché si dovrebbe attendere che la Procura trasmetta all’ufficio del gip le analisi e che il giudice li possa esaminare.
Bari Live 10 marzo 2008
GRAVINA: PAPPALARDI, IL GIORNO DELLA VERITA' SLITTA A DOMANI
IL GIALLO DI GRAVINA
Pappalardi, il giorno della verità slitta a domani
Il padre di Ciccio e Tore, in carcere dal 27 novembre, è accusato di aver sequestrato, ucciso e occultato i cadaveri dei figli, ma il ritrovamento dei corpi ha cambiato il quadro indiziario
Bari, 10 marzo 2008 - La decisione sulla scarcerazione di Filippo Pappalardi, il padre di Ciccio e Tore, slitterà a domani mattina. Lo ha detto il presidente dell'ufficio Gip, Giovanni Leonardi ai giornalisti che stazionavano fuori dall'ufficio della Procura.
La decisione slitta a domani, si apprende da fonti giudiziarie, non perché il gip attenda ulteriori perizie o elementi di indagine ma perchè il gip Giulia Romanazzi avrebbe deciso di utilizzare a pieno i cinque giorni dalla data dell'interrogatorio di Pappalardi avvenuto giovedì scorso, termine peraltro che, è bene ricordario, è ordinatorio e non perentorio.
Altri fonti giudiziarie hanno confermato che in Procura non è stata consegnata alcuna relazione intermedia da parte dei periti, nè sarebbe prevista e che quindi la consegna della relazione sulle perizie medicolegali sarebbero previste, così come annunciato sin dal primo momento,a 30 giorni dal conferimento dell'incarico.
C'era grande attesa per la decisione del Gip Giulia Romanazzi che in giornata dovrebbe pronunciarsi sull'istanza di scarcerazione di Filippo Pappalardi, il padre dei due fratellini Ciccio e Tore scomparsi il 5 giugno del 2006 e ritrovati cadaveri lo scorso 25 febbraio all'interno di una masseria nel centro abitato di Gravina.
Il padre di Ciccio e Tore, in carcere dallo scorso 27 novembre, è accusato dalla Procura della Repubblica di Bari di aver sequestrato, ucciso e occultato i cadaveri dei figli, ma il ritrovamento dei corpi ha cambiato il quadro indiziario, almeno secondo il suo legale, mentre non è dello stesso avviso la Procura diretta da Emilio Marzano.
Alle 9.30 in Tribunale è arrivato Antonino Lupo, sostituto procuratore che rappresenta l'accusa in questo processo, che ha dichiarato: "Siamo sereni e accettiamo ogni decisione, a noi interessa accertare solo come i bambini siano finiti dentro il pozzo". Anche questa mattina ai giornalisti non è stato consentito di entrare all'interno del palazzo di Giustizia, nonostante le proteste della categoria dei giorni scorsi.
Quotidiano.net 10 marzo 2008
Pappalardi, il giorno della verità slitta a domani
Il padre di Ciccio e Tore, in carcere dal 27 novembre, è accusato di aver sequestrato, ucciso e occultato i cadaveri dei figli, ma il ritrovamento dei corpi ha cambiato il quadro indiziario
Bari, 10 marzo 2008 - La decisione sulla scarcerazione di Filippo Pappalardi, il padre di Ciccio e Tore, slitterà a domani mattina. Lo ha detto il presidente dell'ufficio Gip, Giovanni Leonardi ai giornalisti che stazionavano fuori dall'ufficio della Procura.
La decisione slitta a domani, si apprende da fonti giudiziarie, non perché il gip attenda ulteriori perizie o elementi di indagine ma perchè il gip Giulia Romanazzi avrebbe deciso di utilizzare a pieno i cinque giorni dalla data dell'interrogatorio di Pappalardi avvenuto giovedì scorso, termine peraltro che, è bene ricordario, è ordinatorio e non perentorio.
Altri fonti giudiziarie hanno confermato che in Procura non è stata consegnata alcuna relazione intermedia da parte dei periti, nè sarebbe prevista e che quindi la consegna della relazione sulle perizie medicolegali sarebbero previste, così come annunciato sin dal primo momento,a 30 giorni dal conferimento dell'incarico.
C'era grande attesa per la decisione del Gip Giulia Romanazzi che in giornata dovrebbe pronunciarsi sull'istanza di scarcerazione di Filippo Pappalardi, il padre dei due fratellini Ciccio e Tore scomparsi il 5 giugno del 2006 e ritrovati cadaveri lo scorso 25 febbraio all'interno di una masseria nel centro abitato di Gravina.
Il padre di Ciccio e Tore, in carcere dallo scorso 27 novembre, è accusato dalla Procura della Repubblica di Bari di aver sequestrato, ucciso e occultato i cadaveri dei figli, ma il ritrovamento dei corpi ha cambiato il quadro indiziario, almeno secondo il suo legale, mentre non è dello stesso avviso la Procura diretta da Emilio Marzano.
Alle 9.30 in Tribunale è arrivato Antonino Lupo, sostituto procuratore che rappresenta l'accusa in questo processo, che ha dichiarato: "Siamo sereni e accettiamo ogni decisione, a noi interessa accertare solo come i bambini siano finiti dentro il pozzo". Anche questa mattina ai giornalisti non è stato consentito di entrare all'interno del palazzo di Giustizia, nonostante le proteste della categoria dei giorni scorsi.
Quotidiano.net 10 marzo 2008
venerdì 7 marzo 2008
Fratellini Gravina, Pappalardi: «Non sono un assassino»
Ha giurato su Dio di non aver ucciso i figli, ha ribadito la propria estraneità ai fatti, ha detto di aver cercato sempre, la sera del 5 giugno 2006, Ciccio e Tore e ha assicurato di non averli mai incontrati.
Più volte si è commosso ed è scoppiato a piangere. È andato avanti così, per circa tre ore, nel tribunale di Bari, l'interrogatorio di Filippo Pappalardi davanti al gip Giulia Romanazzi che lunedì prossimo deciderà se scarcerarlo. Dall'interrogatorio non sono emersi fatti nuovi rispetto alle precedenti versioni fornite da Pappalardi durante le vecchie audizioni. In alcune occasioni, come accade spesso negli interrogatori, all'indagato il giudice e il pm, Antonino Lupo, hanno contestato presunte incongruenze sui tanti «non ricordo» e su alcuni particolari contenuti nelle dichiarazioni rese nel corso delle indagini. Ma niente di più. L'interrogatorio, quindi, non ha segnato punti né a favore dell'accusa né della difesa. «Le bocce sono rimaste ferme», ha scherzato uno dei due magistrati presenti sintetizzando efficacemente che tutto è rimasto come prima. Quindi, non resta che aspettare lunedì. Giubbotto marrone e pantaloni verdoni, Pappalardi è arrivato in tribunale attorno a mezzogiorno a bordo di un cellulare preceduto da un'auto di scorta proveniente dal carcere di Velletri. Non aveva le manette ed è sembrato fisicamente molto provato. «Pappalardi - ha commentato il suo difensore, Angela Aliani - è addolorato, affranto. È anche invecchiato». Dall'interrogatorio - ha confermato - «non è emerso nulla di nuovo. Ha spiegato i fatti al giudice che deve decidere sulla sua richiesta di revoca della misura» detentiva. «Spesso - ha detto il legale - durante l'interrogatorio ha pianto». Fiduciosa per un'eventuale scarcerazione? «Non so», ha tagliato corto il legale. È certo, invece, che Pappalardi, prima di congedarsi dal giudice, ha detto di essere sconvolto per l'orrenda fine di Ciccio e Tore. «Mi creda, volevo loro molto bene - ha detto - e Ciccio e Tore lo sapevano. Non sarei mai stato in grado di far loro del male». Poi, prima di lasciare palazzo di giustizia per tornare a Velletri, in un vano scale, ha incontrato brevemente la convivente, Maria Ricupero. La donna continua a protestare l'innocenza del suo compagno. Ieri lo ha ripetuto ai numerosi cronisti assiepati davanti al tribunale di via Nazariantz dove è arrivata accompagnata da una sua cugina, dal padre e da una sorella di Filippo Pappalardi. «A noi ci salva solo la fede, Dio sa come sono andate le cose», ha detto l'anziano papà di Filippo. E ha aggiunto, mentre si faceva largo tra le numerose troupe televisive e i fotografi: «Rispettate il nostro dolore per la morte dei bambini». Sua figlia ha invece urlato più volte: «Mio fratello è innocente, scarceratelo».
Il Tempo 7 marzo 2008
Più volte si è commosso ed è scoppiato a piangere. È andato avanti così, per circa tre ore, nel tribunale di Bari, l'interrogatorio di Filippo Pappalardi davanti al gip Giulia Romanazzi che lunedì prossimo deciderà se scarcerarlo. Dall'interrogatorio non sono emersi fatti nuovi rispetto alle precedenti versioni fornite da Pappalardi durante le vecchie audizioni. In alcune occasioni, come accade spesso negli interrogatori, all'indagato il giudice e il pm, Antonino Lupo, hanno contestato presunte incongruenze sui tanti «non ricordo» e su alcuni particolari contenuti nelle dichiarazioni rese nel corso delle indagini. Ma niente di più. L'interrogatorio, quindi, non ha segnato punti né a favore dell'accusa né della difesa. «Le bocce sono rimaste ferme», ha scherzato uno dei due magistrati presenti sintetizzando efficacemente che tutto è rimasto come prima. Quindi, non resta che aspettare lunedì. Giubbotto marrone e pantaloni verdoni, Pappalardi è arrivato in tribunale attorno a mezzogiorno a bordo di un cellulare preceduto da un'auto di scorta proveniente dal carcere di Velletri. Non aveva le manette ed è sembrato fisicamente molto provato. «Pappalardi - ha commentato il suo difensore, Angela Aliani - è addolorato, affranto. È anche invecchiato». Dall'interrogatorio - ha confermato - «non è emerso nulla di nuovo. Ha spiegato i fatti al giudice che deve decidere sulla sua richiesta di revoca della misura» detentiva. «Spesso - ha detto il legale - durante l'interrogatorio ha pianto». Fiduciosa per un'eventuale scarcerazione? «Non so», ha tagliato corto il legale. È certo, invece, che Pappalardi, prima di congedarsi dal giudice, ha detto di essere sconvolto per l'orrenda fine di Ciccio e Tore. «Mi creda, volevo loro molto bene - ha detto - e Ciccio e Tore lo sapevano. Non sarei mai stato in grado di far loro del male». Poi, prima di lasciare palazzo di giustizia per tornare a Velletri, in un vano scale, ha incontrato brevemente la convivente, Maria Ricupero. La donna continua a protestare l'innocenza del suo compagno. Ieri lo ha ripetuto ai numerosi cronisti assiepati davanti al tribunale di via Nazariantz dove è arrivata accompagnata da una sua cugina, dal padre e da una sorella di Filippo Pappalardi. «A noi ci salva solo la fede, Dio sa come sono andate le cose», ha detto l'anziano papà di Filippo. E ha aggiunto, mentre si faceva largo tra le numerose troupe televisive e i fotografi: «Rispettate il nostro dolore per la morte dei bambini». Sua figlia ha invece urlato più volte: «Mio fratello è innocente, scarceratelo».
Il Tempo 7 marzo 2008
giovedì 6 marzo 2008
Ciccio e Tore, parla Pappalardi: "Sono innocente"
Il suo avvocato: "Non c'è mai stato in piazza delle Quattro Fontane"
di Antonio Scotti
E’ stato ascoltato per oltre due ore Filippo Pappalardi. Al gip del Tribunale di Bari, Giulia Romanazzi, che entro lunedì dovrà decidere sulla sua scarcerazione ha detto, così come riferito dal suo legale Angela Aliani, che "non c’è mai stato in piazza delle quattro Fontane". L'accusa è quella di un baby testimone, un amico di Ciccio e Tore, che ai giudici dichiarò di aver visto Pappalardi prelevare la notte del 5 giugno 2006, in piazza delle Quattro Fontane, i suoi due figli, poi ritrovati il 25 febbraio scorso nella cisterna di una casa abbandonata di Gravina.
L'uomo, in carcere con l'accusa di essere il responsabile della morte dei due bambini e dell'occultamento dei loro cadaveri, ha rimarcato la sua estraneità ai fatti. Come comunicato dal suo legale Angela Aliani, durante l' interrogatorio non ci sono stati momenti di tensione, anche se "quando non ce la faceva più, piangeva". Fuori dal tribunale c'erano alcuni suoi parenti, che hanno a gran voce hanno rivendicato l'innocenza di Pappalardi: "Filippo è innocente, basta con le bugie", hanno urlato ai giornalisti.
Al termine dell'interrogatorio, Pappalardi ha immediatamente lasciato il palazzo di giustizia di Bari per recarsi, molto probabilmente, nel carcere di massima sicurezza di Velletri, dove dal dicembre scorso è detenuto.
Bari live 6 marzo 2008
di Antonio Scotti
E’ stato ascoltato per oltre due ore Filippo Pappalardi. Al gip del Tribunale di Bari, Giulia Romanazzi, che entro lunedì dovrà decidere sulla sua scarcerazione ha detto, così come riferito dal suo legale Angela Aliani, che "non c’è mai stato in piazza delle quattro Fontane". L'accusa è quella di un baby testimone, un amico di Ciccio e Tore, che ai giudici dichiarò di aver visto Pappalardi prelevare la notte del 5 giugno 2006, in piazza delle Quattro Fontane, i suoi due figli, poi ritrovati il 25 febbraio scorso nella cisterna di una casa abbandonata di Gravina.
L'uomo, in carcere con l'accusa di essere il responsabile della morte dei due bambini e dell'occultamento dei loro cadaveri, ha rimarcato la sua estraneità ai fatti. Come comunicato dal suo legale Angela Aliani, durante l' interrogatorio non ci sono stati momenti di tensione, anche se "quando non ce la faceva più, piangeva". Fuori dal tribunale c'erano alcuni suoi parenti, che hanno a gran voce hanno rivendicato l'innocenza di Pappalardi: "Filippo è innocente, basta con le bugie", hanno urlato ai giornalisti.
Al termine dell'interrogatorio, Pappalardi ha immediatamente lasciato il palazzo di giustizia di Bari per recarsi, molto probabilmente, nel carcere di massima sicurezza di Velletri, dove dal dicembre scorso è detenuto.
Bari live 6 marzo 2008
GRAVINA: LUNEDI' DECISIONE SU SCARCERAZIONE PAPPALARDI
(PRIMA) GRAVINA - Lunedi' 10 è la data fissata per decidere sulla scarcerazione di Filippo Pappalardi, il padre dei due fratellini di Gravina, i cui corpi sono stati trovati in una cisterna di un casolare abbandonato nel centro storico della cittadina. Pappalardi , attualmente detenuto a Velletri con l'accusa di duplice omicidio, è stato ascoltato dal gip a Bari e aveva nuovamente respinto le accuse. La Procura ha gia' espresso parere negativo sulla sua scarcerazione e oggi scadrebbero i cinque giorni previsti ma il gip ha preso tempo per valutare e ponderare anche sulla base di quanto emerso nell'interrogatorio di stamattina. (PRIMA)
Gravina: L’agonia di Tore lunga due giorni
Morto di fame, freddo e paura. La matrigna: la giustizia ha dormito
BARI - Tore ha visto morire il fratello. Ha assistito al suo calvario. Ha vegliato il suo corpo. Forse ha cercato di aiutarlo, ma Ciccio aveva vaste fratture a una gamba, al bacino e a due vertebre. E perdeva sangue. Molto sangue. Ciccio è morto al massimo otto ore dopo essere caduto per le ferite riportate. Forse è finito nella cisterna maledetta dopo aver fatto un volo di una decina di metri. Tore, invece, è morto al massimo 36-48 ore dopo la caduta, avvenuta forse da un’altezza minore: ha fratture leggere a un piede e tra il bacino e una coscia. È morto per fame, freddo e paura.Le ultime ore sulla tragica morte dei due fratellini Pappalardi sono state ricostruite dall’autopsia compiuta a Bari dai medici legali nominati dalla procura, Francesco Introna e Vito Romano, e da Luigi Strada, consulente di Filippo Pappalardi, il papà di Ciccio e Tore in carcere dal 27 novembre scorso con l’accusa di aver ucciso e nascosto i cadaveri dei figli. L’esame ha escluso la presenza di segni di violenza sui due corpi e ha confermato che tutte le fratture sono compatibili con la precipitazione. Fonti vicine all’indagine continuano a ripetere che Ciccio e Tore quasi certamente sono precipitati accidentalmente nella cisterna della vecchia masseria in cui sono stati trovati il 25 febbraio scorso. Un dato, quello della caduta accidentale, che viene riferito incrociando i risultati dell’autopsia con quelli di Tac e Risonanza magnetica. L’ultima parola su quello che accadde la sera della scomparsa dei fratellini (era il 5 giugno 2006) dovrà dirla la magistratura. Oggi il gip Giulia Romanazzi interrogherà a Bari Pappalardi. È stato l’indagato a chiedere di essere ascoltato prima della decisione del giudice sull’istanza di scarcerazione presentata dalla difesa. Ieri, invece, ha parlato la convivente dell’indagato, Maria Ricupero. La donna ha detto che la sera della scomparsa di Ciccio e Tore «io e Filippo abbiamo cercato i nostri figli», «la giustizia invece è andata a dormire». «Siamo andati a Santeramo (a casa della loro mamma, ndr), poi siamo tornati a Gravina». I due - fa capire la donna - raggiunsero poi il commissariato di polizia: «Qui - racconta - un piantone, dal balcone ci disse: “Filippo vai a dormire, vieni domani mattina”». Noi siamo andati alla ricerca dei figli, loro sono andati a dormire: quella sera la giustizia è andata a dormire». E ha rivelato: il dirigente della squadra mobile «Luigi Liguori, la sera in cui mi ha fatto vedere i vestiti di Ciccio e Tore mi ha detto “signora Maria, è stato un incidente”, lui me l’ha detto e mi ha dato persino la mano. Lo posso giurare sul bene dei miei figli che sono morti». Quindi - ha concluso rivolgendosi ai magistrati - se avete la coscienza pulita mettetelo fuori».
Corriere Canadese 6 marzo 2008
BARI - Tore ha visto morire il fratello. Ha assistito al suo calvario. Ha vegliato il suo corpo. Forse ha cercato di aiutarlo, ma Ciccio aveva vaste fratture a una gamba, al bacino e a due vertebre. E perdeva sangue. Molto sangue. Ciccio è morto al massimo otto ore dopo essere caduto per le ferite riportate. Forse è finito nella cisterna maledetta dopo aver fatto un volo di una decina di metri. Tore, invece, è morto al massimo 36-48 ore dopo la caduta, avvenuta forse da un’altezza minore: ha fratture leggere a un piede e tra il bacino e una coscia. È morto per fame, freddo e paura.Le ultime ore sulla tragica morte dei due fratellini Pappalardi sono state ricostruite dall’autopsia compiuta a Bari dai medici legali nominati dalla procura, Francesco Introna e Vito Romano, e da Luigi Strada, consulente di Filippo Pappalardi, il papà di Ciccio e Tore in carcere dal 27 novembre scorso con l’accusa di aver ucciso e nascosto i cadaveri dei figli. L’esame ha escluso la presenza di segni di violenza sui due corpi e ha confermato che tutte le fratture sono compatibili con la precipitazione. Fonti vicine all’indagine continuano a ripetere che Ciccio e Tore quasi certamente sono precipitati accidentalmente nella cisterna della vecchia masseria in cui sono stati trovati il 25 febbraio scorso. Un dato, quello della caduta accidentale, che viene riferito incrociando i risultati dell’autopsia con quelli di Tac e Risonanza magnetica. L’ultima parola su quello che accadde la sera della scomparsa dei fratellini (era il 5 giugno 2006) dovrà dirla la magistratura. Oggi il gip Giulia Romanazzi interrogherà a Bari Pappalardi. È stato l’indagato a chiedere di essere ascoltato prima della decisione del giudice sull’istanza di scarcerazione presentata dalla difesa. Ieri, invece, ha parlato la convivente dell’indagato, Maria Ricupero. La donna ha detto che la sera della scomparsa di Ciccio e Tore «io e Filippo abbiamo cercato i nostri figli», «la giustizia invece è andata a dormire». «Siamo andati a Santeramo (a casa della loro mamma, ndr), poi siamo tornati a Gravina». I due - fa capire la donna - raggiunsero poi il commissariato di polizia: «Qui - racconta - un piantone, dal balcone ci disse: “Filippo vai a dormire, vieni domani mattina”». Noi siamo andati alla ricerca dei figli, loro sono andati a dormire: quella sera la giustizia è andata a dormire». E ha rivelato: il dirigente della squadra mobile «Luigi Liguori, la sera in cui mi ha fatto vedere i vestiti di Ciccio e Tore mi ha detto “signora Maria, è stato un incidente”, lui me l’ha detto e mi ha dato persino la mano. Lo posso giurare sul bene dei miei figli che sono morti». Quindi - ha concluso rivolgendosi ai magistrati - se avete la coscienza pulita mettetelo fuori».
Corriere Canadese 6 marzo 2008
Il Csm difende il Pm titolare dell’inchiesta
da Roma
Il Csm scende in campo a tutela dei pm di Bari impegnati nell’inchiesta sulla morte dei due fratellini di Gravina. Un intervento deciso dal plenum di Palazzo dei Marescialli, dopo la nota con cui il procuratore di Bari, Emilio Marzano, chiedeva proprio un intervento a difesa dell’indipendente esercizio della giurisdizione in relazione alle indagini sulla morte di Ciccio e Tore Pappalardi. L’assemblea dell’organo di autogoverno della magistratura - riferisce una nota - ha deciso di aprire una pratica a tutela, assegnandola per competenza alla Prima Commissione.
Tg Com 5 marzo 08
Il Csm scende in campo a tutela dei pm di Bari impegnati nell’inchiesta sulla morte dei due fratellini di Gravina. Un intervento deciso dal plenum di Palazzo dei Marescialli, dopo la nota con cui il procuratore di Bari, Emilio Marzano, chiedeva proprio un intervento a difesa dell’indipendente esercizio della giurisdizione in relazione alle indagini sulla morte di Ciccio e Tore Pappalardi. L’assemblea dell’organo di autogoverno della magistratura - riferisce una nota - ha deciso di aprire una pratica a tutela, assegnandola per competenza alla Prima Commissione.
Tg Com 5 marzo 08
Gravina,oggi Pappalardi dal Gip
Audizione per decidere su scarcerazione
E' previsto stamane l'interrogatorio di Filippo Pappalardi davanti al gip del tribunale di Bari Giulia Romanazzi, lo stesso giudice che nei prossimi giorni dovrà decidere sulla richiesta di scarcerazione avanzata dal difensore dell'indagato. E' stato lo stesso Pappalardi, secondo quanto si è appreso dal suo legale, a chiedere al gip di essere ascoltato. L'interrogatorio è previsto nella tarda mattinata nel carcere del capoluogo pugliese.
Dall'autopsia eseguita mercoledì sui corpi dei due fratellini dai medici legali incaricati dalla procura e da quello della difesa, è stata esclusa la presenza di segni di violenza sui due corpi ed è stato confermato che tutte le fratture sono compatibili con la precipitazione. Fonti vicine all'indagine continuano a ripetere che Ciccio e Tore quasi certamente sono precipitati accidentalmente nella cisterna della vecchia masseria in cui sono stati trovati il 25 febbraio scorso. Un dato, quello della caduta accidentale, che viene riferito incrociando i risultati dell'autopsia con quelli di Tac e Risonanza magnetica. Quindi, si basa solo sui risultati degli accertamenti medico-legali.
E' previsto stamane l'interrogatorio di Filippo Pappalardi davanti al gip del tribunale di Bari Giulia Romanazzi, lo stesso giudice che nei prossimi giorni dovrà decidere sulla richiesta di scarcerazione avanzata dal difensore dell'indagato. E' stato lo stesso Pappalardi, secondo quanto si è appreso dal suo legale, a chiedere al gip di essere ascoltato. L'interrogatorio è previsto nella tarda mattinata nel carcere del capoluogo pugliese.
Dall'autopsia eseguita mercoledì sui corpi dei due fratellini dai medici legali incaricati dalla procura e da quello della difesa, è stata esclusa la presenza di segni di violenza sui due corpi ed è stato confermato che tutte le fratture sono compatibili con la precipitazione. Fonti vicine all'indagine continuano a ripetere che Ciccio e Tore quasi certamente sono precipitati accidentalmente nella cisterna della vecchia masseria in cui sono stati trovati il 25 febbraio scorso. Un dato, quello della caduta accidentale, che viene riferito incrociando i risultati dell'autopsia con quelli di Tac e Risonanza magnetica. Quindi, si basa solo sui risultati degli accertamenti medico-legali.
mercoledì 5 marzo 2008
Gravina: stamattina è cominciata l'autopsia
Iniziate le autopsie sulle due salme dei piccoli di Gravina ritrovati morti dentro una cisterna, caduti forse per un incidente di gioco e scomparsi per quasi due anni
BARI - Sono cominciate le autopsie su Ciccio e Tore Pappalardi, i fratellini i cui cadaveri sono stati trovati il 25 febbraio scorso nella cisterna di una masseria disabitata a Gravina in Puglia (Bari). L’esame si tiene nell’istituto di medicina legale del policlinico di Bari. I medici legali nominati dalla procura, Francesco Introna e Vito Romano, assieme a Luigi Strada, consulente di Filippo Pappalardi, accusato di aver ucciso i figli, hanno cominciato a fare i rilievi fotografici. Poi cominceranno con l’esame autoptico che servirà ad accertare essenzialmente i tempi di sopravvivenza dei fratellini nella grande cisterna interrata ed eventuali lesioni non compatibili con la precipitazione. Secondo le ipotesi finora fatte, Ciccio sarebbe morto qualche ora dopo a causa delle numerose e importanti lesioni ad una gamba e al bacino; Tore, invece, potrebbe essere sopravissuto anche per 48 ore, perchè su di lui è stata finora evidenziata un piccola frattura ad un piede. Quindi, per il più piccolo dei fratellini è quasi certa la morte per inanizione, cioè di fame e di freddo.
LA PROCURA: NON SCARCERATE IL PADRE PUO' UCCIDERE DI NUOVO Filippo Pappalardi non deve essere scarcerato per due motivi: può uccidere ancora e può inquinare le prove. Ne è sicura la procura di Bari che ha chiesto al gip Giulia Romanazzi di respingere l’istanza di scarcerazione avanzata dal legale dell’indagato. Il giudice depositerà la propria decisione quasi certamente il 7 marzo: solo allora si saprà se Pappalardi potrà tornare a casa. Secondo il ragionamento degli inquirenti, Pappalardi, poichè durante le indagini ha costretto i suoi familiari a dire il falso e a comportarsi come lui voleva, se questi dovessero disattendere le regole sarebbe in grado di far loro del male, fino ad ucciderli. Poi è in grado di inquinare le prove, come ha fatto finora, facendo perdere le proprie tracce, per due ore, la sera del 5 giugno 2006 dopo la scomparsa dei figli, Ciccio e Tore, trovati morti nella cisterna di una vecchia masseria disabitata il 25 febbraio. Inoltre – secondo il procuratore Emilio Marzano e il pm Antonino Lupo – contro l’indagato c'è un «corposo corredo probatorio e indiziario» che non è venuto meno dopo il ritrovamento dei cadaveri, anzi è avvalorato dal fatto che i piccoli sono morti.
LA MAMMA: SE SI FOSSERO ASCOLTATI I BAMBINI, LA TRAGEDIA SI POTEVA EVITARE «Se i due bambini fossero stati ascoltati in precedenza o chi di dovere li avesse tutelati in maniera adeguata magari questo dispiacere si poteva evitarlo». Lo ha detto Rosa Carlucci, la madre di Francesco e Salvatore Pappalardi «Questo - ha aggiunto - indipendentemente da come sono andate effettivamente le cose. Sta alla Scientifica decidere. Se ci sono delle respnsabilità sia fatta giustizia e chiarezza». «Ciccio e Tore non sono stati ascoltati nel loro desiderio, tipico di ogni bambino: essere liberi di crescere da bambini. Gli hanno impedito questo. Non meritavano di fare quella fine». Quanto al riconoscimento dei corpi fatto nell’Istituto di Medicina Legale del Policlinico di Bari la donna ha affermato: «non auguro a nessuna mamma di trovarsi davanti a quello che ho visto io. E’ la cosa più crudele che un’istituzione ti può fare».
Gazzetta del Mezzogiorno 5/3/2008
BARI - Sono cominciate le autopsie su Ciccio e Tore Pappalardi, i fratellini i cui cadaveri sono stati trovati il 25 febbraio scorso nella cisterna di una masseria disabitata a Gravina in Puglia (Bari). L’esame si tiene nell’istituto di medicina legale del policlinico di Bari. I medici legali nominati dalla procura, Francesco Introna e Vito Romano, assieme a Luigi Strada, consulente di Filippo Pappalardi, accusato di aver ucciso i figli, hanno cominciato a fare i rilievi fotografici. Poi cominceranno con l’esame autoptico che servirà ad accertare essenzialmente i tempi di sopravvivenza dei fratellini nella grande cisterna interrata ed eventuali lesioni non compatibili con la precipitazione. Secondo le ipotesi finora fatte, Ciccio sarebbe morto qualche ora dopo a causa delle numerose e importanti lesioni ad una gamba e al bacino; Tore, invece, potrebbe essere sopravissuto anche per 48 ore, perchè su di lui è stata finora evidenziata un piccola frattura ad un piede. Quindi, per il più piccolo dei fratellini è quasi certa la morte per inanizione, cioè di fame e di freddo.
LA PROCURA: NON SCARCERATE IL PADRE PUO' UCCIDERE DI NUOVO Filippo Pappalardi non deve essere scarcerato per due motivi: può uccidere ancora e può inquinare le prove. Ne è sicura la procura di Bari che ha chiesto al gip Giulia Romanazzi di respingere l’istanza di scarcerazione avanzata dal legale dell’indagato. Il giudice depositerà la propria decisione quasi certamente il 7 marzo: solo allora si saprà se Pappalardi potrà tornare a casa. Secondo il ragionamento degli inquirenti, Pappalardi, poichè durante le indagini ha costretto i suoi familiari a dire il falso e a comportarsi come lui voleva, se questi dovessero disattendere le regole sarebbe in grado di far loro del male, fino ad ucciderli. Poi è in grado di inquinare le prove, come ha fatto finora, facendo perdere le proprie tracce, per due ore, la sera del 5 giugno 2006 dopo la scomparsa dei figli, Ciccio e Tore, trovati morti nella cisterna di una vecchia masseria disabitata il 25 febbraio. Inoltre – secondo il procuratore Emilio Marzano e il pm Antonino Lupo – contro l’indagato c'è un «corposo corredo probatorio e indiziario» che non è venuto meno dopo il ritrovamento dei cadaveri, anzi è avvalorato dal fatto che i piccoli sono morti.
LA MAMMA: SE SI FOSSERO ASCOLTATI I BAMBINI, LA TRAGEDIA SI POTEVA EVITARE «Se i due bambini fossero stati ascoltati in precedenza o chi di dovere li avesse tutelati in maniera adeguata magari questo dispiacere si poteva evitarlo». Lo ha detto Rosa Carlucci, la madre di Francesco e Salvatore Pappalardi «Questo - ha aggiunto - indipendentemente da come sono andate effettivamente le cose. Sta alla Scientifica decidere. Se ci sono delle respnsabilità sia fatta giustizia e chiarezza». «Ciccio e Tore non sono stati ascoltati nel loro desiderio, tipico di ogni bambino: essere liberi di crescere da bambini. Gli hanno impedito questo. Non meritavano di fare quella fine». Quanto al riconoscimento dei corpi fatto nell’Istituto di Medicina Legale del Policlinico di Bari la donna ha affermato: «non auguro a nessuna mamma di trovarsi davanti a quello che ho visto io. E’ la cosa più crudele che un’istituzione ti può fare».
Gazzetta del Mezzogiorno 5/3/2008
martedì 4 marzo 2008
Fratellini Gravina/sindaco scrive a presidente Regione Puglia
Scritto da Pasquale Dibenedetto
martedì 04 marzo 2008 20:39
Il sindaco di Gravina ha scritto al presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, prendendo spunto dalla tragica conclusione della vicenda dei due fratellini Pappalardi.
Caro Presidente,
ora che sono i giorni dei sentimenti spezzati dall'angoscia, per quel filo di speranza irrimediabilmente reciso,voglio dirti alcune cose.
Ricorderai - per avertene parlato a voce e per iscritto per il tramite de La Gazzetta - le mie riflessioni sulle straordinarietà ed urgenze urbane del centro storico e del nucleo antico di questa città.
Ricorderai le mie insistenze perchè i rappresentanti delle istituzioni regionali scendessero qui per conoscere questa reale complicazione urbana. Soltanto la conoscenza stendhaliana di questa,come di altri pezzi di Puglia,avrebbe provocato le intelligenze e le emozioni adeguate.
Più volte ho raccontato come qui si possa entrare su di una sorta di macchina del tempo per scendere giù,sempre più giù,fino agli inferi,per arrotolare o srotolare i secoli e guadagnare persino il com'era durante l'assedio saraceno, i giorni dell'arrivo di Silla o di Alessandro il macedone.
Questa enormità urbana -un secolo sull'altro- si mantiene e sostiene come scala di bicchieri di cristallo,gli uni sopra gli altri. In bilico. L'ospite si emoziona ma poi s'indigna.
La sensibilità della storia che si fa persona si arrovella,si arrampica,si fa ciclope e poi nessuno. Quindi, con il basta finisci con il convivere.
Le speranze solitarie si esauriscono sempre in rese incondizionate,per cui,prima che qualcuno o qualcos'altro cancelli anche questo memo umanissimo, tenerissimo e tragico,ti chiedo di valutare la estrema,eccezionale urgenza di un punto all'ordine del giorno del Consiglio regionale pugliese perchè la questione etica ed istituzionale sulla conoscenza di questa città,martoriata dagli abbandoni e dall'indifferenza,porti alla rapida istituzione di una taskforce in grado di rassicurare i tumulti di sentimenti in disordine e di porre mano in tempi strettissimi alla realizzazione di sicurezze urbane. E così da piazza Arcangelo Scacchi,scendendo per via Matteotti sino alla punta di via Marconi,attraversata piazza della Repubblica e piazza Plebiscito,assisti ad un disastro ambientale. Una pavimentazione colabrodo con l'acqua che penetra,scivola rapidamente sotto a colmare cantine,foggiane e grotte per sbriciolare,prima o poi,anche le fondamenta dei palazzi circostanti. Per lutti che potranno ripetersi. Il rione Piaggio è abbandonato da quarant'anni,mentre le case sventrate ed implose si aprono negli anditi pericolanti,nei pozzi e sotterranei,invitanti ad un degrado senza limite.
Il rione Fondovito,pure abitato,si rappresenta ancora più pericolosamente per la presenza di voci,di odori,di grida di bambini.
La città del burrone si offre al sole ed alla luna,alle nebbie ed al gorgoglio delle acque de La Gravina tra chiese rupestri e meandri di grotte,riuscendo persino a disegnare una geometria dell'acqua piovana per una sete antica.
A Matera,un giorno dei primi anni cinquanta, scese il Presidente De Gasperi,si commosse,forse pianse e i contadini presero a risalire dai bassifondi. Qui,a poco più di venti chilometri,non è ancora mai sceso nessuno per commuoversi e forse piangere. Qui abita l’ira.
Come vedi,una storia lunga,sofferta,ingiusta,e pure sconcia. Sconcia.
Notizie online 4 marzo 2008
martedì 04 marzo 2008 20:39
Il sindaco di Gravina ha scritto al presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, prendendo spunto dalla tragica conclusione della vicenda dei due fratellini Pappalardi.
Caro Presidente,
ora che sono i giorni dei sentimenti spezzati dall'angoscia, per quel filo di speranza irrimediabilmente reciso,voglio dirti alcune cose.
Ricorderai - per avertene parlato a voce e per iscritto per il tramite de La Gazzetta - le mie riflessioni sulle straordinarietà ed urgenze urbane del centro storico e del nucleo antico di questa città.
Ricorderai le mie insistenze perchè i rappresentanti delle istituzioni regionali scendessero qui per conoscere questa reale complicazione urbana. Soltanto la conoscenza stendhaliana di questa,come di altri pezzi di Puglia,avrebbe provocato le intelligenze e le emozioni adeguate.
Più volte ho raccontato come qui si possa entrare su di una sorta di macchina del tempo per scendere giù,sempre più giù,fino agli inferi,per arrotolare o srotolare i secoli e guadagnare persino il com'era durante l'assedio saraceno, i giorni dell'arrivo di Silla o di Alessandro il macedone.
Questa enormità urbana -un secolo sull'altro- si mantiene e sostiene come scala di bicchieri di cristallo,gli uni sopra gli altri. In bilico. L'ospite si emoziona ma poi s'indigna.
La sensibilità della storia che si fa persona si arrovella,si arrampica,si fa ciclope e poi nessuno. Quindi, con il basta finisci con il convivere.
Le speranze solitarie si esauriscono sempre in rese incondizionate,per cui,prima che qualcuno o qualcos'altro cancelli anche questo memo umanissimo, tenerissimo e tragico,ti chiedo di valutare la estrema,eccezionale urgenza di un punto all'ordine del giorno del Consiglio regionale pugliese perchè la questione etica ed istituzionale sulla conoscenza di questa città,martoriata dagli abbandoni e dall'indifferenza,porti alla rapida istituzione di una taskforce in grado di rassicurare i tumulti di sentimenti in disordine e di porre mano in tempi strettissimi alla realizzazione di sicurezze urbane. E così da piazza Arcangelo Scacchi,scendendo per via Matteotti sino alla punta di via Marconi,attraversata piazza della Repubblica e piazza Plebiscito,assisti ad un disastro ambientale. Una pavimentazione colabrodo con l'acqua che penetra,scivola rapidamente sotto a colmare cantine,foggiane e grotte per sbriciolare,prima o poi,anche le fondamenta dei palazzi circostanti. Per lutti che potranno ripetersi. Il rione Piaggio è abbandonato da quarant'anni,mentre le case sventrate ed implose si aprono negli anditi pericolanti,nei pozzi e sotterranei,invitanti ad un degrado senza limite.
Il rione Fondovito,pure abitato,si rappresenta ancora più pericolosamente per la presenza di voci,di odori,di grida di bambini.
La città del burrone si offre al sole ed alla luna,alle nebbie ed al gorgoglio delle acque de La Gravina tra chiese rupestri e meandri di grotte,riuscendo persino a disegnare una geometria dell'acqua piovana per una sete antica.
A Matera,un giorno dei primi anni cinquanta, scese il Presidente De Gasperi,si commosse,forse pianse e i contadini presero a risalire dai bassifondi. Qui,a poco più di venti chilometri,non è ancora mai sceso nessuno per commuoversi e forse piangere. Qui abita l’ira.
Come vedi,una storia lunga,sofferta,ingiusta,e pure sconcia. Sconcia.
Notizie online 4 marzo 2008
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