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martedì 18 marzo 2008

Rosa e Olindo, i dubbi restano ancora tanti

Cambia ancora una volta la strategia difensiva del legali di Rosa Bazzi e Olindo Romano. Durante l’ultima sentenza, avvenuta a Como, lo scorso 13 marzo gli avvocati Enzo Pacia, Fabio Schembri e Luisa Bordeaux hanno ricostruito in aula i tempi del quadruplice omicidio, escludendo il coinvolgimento dei propri assistiti.

Per la difesa, non sarebbero mai potuti bastare poco meno di cinque minuti per aggredire, uccidere, appiccare un incendio e poi fuggire via senza essere notati: anche un testimone sembrerebbe aver dichiarato di aver visto le luci dell’appartamento dei Romano spente, la sera dell’11 dicembre, e affermato che alle 19.30 la loro auto già non c’era più.



L’obiettivo dei legali mira a collegare la strage alle aggressioni subite in carcere da Azouz Marzouk, il marito di Raffaella Castagna finito, finito in manette per spaccio di stupefacenti. Si punta quindi a dimostrare il presunto reale movente della strage, riconducibile ad alcuni testimoni depennati precedentemente dal Presidente Alessandro Bianchi della Corte d’Assise.



Si tratterebbe dunque di liti banali che avrebbero portato il tunisino (che nella strage ha perso la moglie e il figlio) a subire aggressioni reiterate da parte di detenuti italiani legati alla criminalità organizzata, costringendolo in questo modo, come raccontato in aula da due agenti della polizia penitenziaria, a cambiare più volte sezione all'interno del penitenziario del Bassone di Como. E secondo gli avvocati, anche Raffaella Castagna, moglie di Azouz, sarebbe stata coinvolta in queste “discussioni” e persino minacciata in un’occasione.



Alcuni testimoni avrebbero raccontato che proprio Raffaella avrebbe riferito di essere stata seguita da un’auto di grossa cilindrata e poi minacciata. Una circostanza confermata anche da Maria Ines Valli, amica della donna, che però ha sottolineato che la Raffaella fosse “molto più spaventata quando era stata seguita dagli imputati … Ricordo il terrore di quando l’hanno seguita e delle tantissime minacce subite da loro”. Il processo riprenderà martedì 18 marzo con la testimonianza di tre carabinieri del Ris di Parma che hanno eseguito alcune analisi sul luogo della strage.

Fiore Angela
Barimia 18 marzo 2008

mercoledì 20 febbraio 2008

Strage Erba, le parti civili: «Strategia difensiva senza uscita»

I commenti degli avvocati

«Ha imparato benissimo la lezione e ha mostrato una grande freddezza, lucidità e intelligenza. Comunque, ci aspettavamo prima o poi questo intervento di Olindo. Fa parte della strategia difensiva».Le dichiarazioni spontanee rese ieri mattina in aula da Olindo Romano non hanno stupito i legali di parte civile impegnati nel processo per la strage di Erba, tutti convinti che la mossa - neppure troppo a sorpresa, a loro avviso - del netturbino accusato della mattanza non cambierà le carte in tavola.«È un passo quasi scontato che fa parte della strategia difensiva - sottolinea Manuel Gabrielli, legale di Mario Frigerio e della sua famiglia - Mi ha stupito la freddezza incredibile con la quale ha parlato. Ha dimostrato di essere una persona lucida e intelligente. Ha esposto la lezione che gli è stata insegnata in modo chiaro e preciso, senza sbavature. Ce lo aspettavamo, mentre probabilmente non avverrà la stessa cosa con Rosa. Lei, credo, parlerà soltanto nel momento in cui sarà interrogata».«Ha ripetuto bene la lezione - dice ironicamente anche Roberto Tropenscovino, avvocato di Azouz Marzouk - Peccato che subito dopo, nella sua deposizione, il luogotenente Gallorini abbia di fatto chiuso ogni via di fuga a questa strategia che vorrebbe un colpevole diverso dagli imputati. Manca solo che ci dicano che a compiere la strage sono stati due extraterrestri».Per le parti civili il processo è chiuso. «Nella sua deposizione - dice ancora Tropenscovino - Finocchiaro ha anticipato che Olindo ha detto 'Sono stato io'. Più evidente di così. Secondo me dovrebbe essere finito tutto da un pezzo. Il processo naturalmente si deve fare, ma credo che l'esito sia scontato. I dubbi sono oggettivamente pochi».Un concetto ribadito dal legale dei Frigerio. «Il luogotenente Gallorini ha fatto una ricostruzione più che precisa - dice Gabrielli - e a mio avviso credo che abbia escluso la sussistenza della tesi di qualsiasi commando o altre ipotesi analoghe. Credo che il processo si concluderà già il 22 febbraio, quando i figli di Mario Frigerio ripeteranno la versione del padre. E lo stesso Mario ribadirà tutto in aula il 26, quando sarà chiamato a deporre».Il sopravvissuto alla strage di via Diaz è stato informato della tesi del commando che avrebbe compiuto la strage. «Gli ho riferito di questa ipotesi - conferma Gabrielli - ma ha sorriso e ha ripetuto: 'Ma quale commando, io l'Olindo l'ho visto in faccia'».Soddisfatto al termine dell'udienza anche il legale della famiglia Castagna. «La ricostruzione dei testi oggi in aula è stata dettagliata e completa - dice Francesco Tagliabue - I riscontri sui fatti sono stati molto precisi e chiarissimi. Adesso aspettiamo la testimonianza di Mario Frigerio».Pochi invece i commenti dei difensori dei due imputati. «Sono emersi fatti interessanti che dovremo esaminare e approfondire - dice Fabio Schembri - Non sta a noi comunque fare commenti. La valutazione spetta ai magistrati. L'aula non è un round e non possiamo commentare ora le risposte dei testi. Gli avvocati devono soltanto difendere i loro assistiti, nient'altro». «Io sto zitto - ripete invece Enzo Pacia - Non ho nulla da dire». «Sono stati confermati elementi interessanti - aggiunge Luisa Bordeaux - mentre su altri elementi manca ancora la completezza. Le prove dell'accusa personalmente non mi convincono mai, ma questo è il gioco della parti».

Corriere di Como 19 febbraio 2008 Anna Campaniello

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