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domenica 11 aprile 2010

MUORE A ROMA IL FIGLIO DI DONATELLA PAPI, MOGLIE DEL MOSTRO DEL CIRCEO


Incidenti, muore il figlio di Donatella Papi la donna che ha sposato il 'mostro del Cicero'

Incidenti, muore il figlio di Donatella Papi
la donna che ha sposato il 'mostro del Cicero'
Solo ieri aveva consegnato alla polizia una denuncia per le minacce a lei e alla famiglia
Chiede l'autopsia sul cadavere del giovane: "Da anni eravamo sotto ricatti e pressioni"


Jacopo Fanfani, 17 anni - nipote di Amintore Fanfani e figlio di Donatella Papi, la donna che recentemente ha sposato in carcere Angelo Izzo, uno dei mostri del Circeo - è morto la scorsa notte in un incidente stradale avvenuto nella Capitale.

Stando alle prime informazioni, il giovane si trovava a bordo di una minicar sulla tangenziale di Roma, all'altezza del Foro Italico, quando improvvisamente la piccola auto si è ribaltata ed è uscita di strada. Il giovane è morto durante il trasporto in ospedale.

Donatella Papi ha chiesto che sia fatta l'autopsia sul cadavere del figlio. "La morte di mio figlio - ha detto la donna - è un sacrificio per la patria. Da anni eravamo sotto ricatti e pressioni. Proprio ieri ho consegnato alla polizia postale una denuncia per gravi minacce e rischi per la mia persona, per mio marito e per i miei familiari. Ho chiesto, in relazione alla morte di mio figlio, che siano eseguite l'autopsia ed indagini rigorose".



(11 aprile 2010)

giovedì 11 marzo 2010

La giornalista sposa il mostro: «L’ho amato da sempre»

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di Patricia Tagliaferri

Roma Alla fine lo hanno trovato, andandolo a scovare tra le associazione di volontariato e dopo un inutile appello ai Tg alla vigilia della cerimonia, il quarto testimione che mancava all’appello. E ieri, alla fine, l’improbabile matrimonio tra la giornalista Donatella Papi, che mesi fa aveva annunciato pubblicamente il suo amore, e il massacratore del Circeo Angelo Izzo, è stato celebrato.

Luogo delle nozze: il carcere di Viterbo, dove lui sta scontando due ergastoli per l’omicidio di Rosaria Lopez, seviziata e uccisa nel 1975 in una villetta del Circeo e per quello di Maria Carmela Linciano e di sua figlia Valentina Maiorano, di 14 anni, eliminate e sepolte nel giardino di un’abitazione di Ferrazzano, in provincia di Campobasso, nel 2005, mentre Izzo era in semilibertà.

Un passato da brivido, dunque, che pare non aver turbato affatto la neosposa, convinta più che mai del grande passo. «Ho sposato l’uomo che amavo da sempre - ha commentato la Papi uscendo dal penitenziario - e lui ha detto sì alla donna che lo aspettava da tutta una vita. È stato un vero matrimonio d’amore». Una cerimonia intima. C’erano solo i due sposi, i quattro testimoni trovati a fatica dopo molti rifiuti, un pubblico ufficiale dell’ufficio Stato civile, il direttore generale del Comune di Velletri e il direttore del carcere, Claudio Picardi. Nessun parente di marito e moglie, assenti anche i difensori di Izzo. L’atmosfera era comunque quella del grande evento.

Lei si era fatta bella per l’ormai marito-ergastolano. Aveva i capelli biondi raccolti sulla nuca e indossava un abito di seta rosa cipria e un soprabito bianco, scarpe decoltè nere e borsa in tinta. «Sono una sposa serena - ha assicurato ai giornalisti che assediavano l’uscita del carcere -. Non ho paura, non abbiamo fatto nulla di male». Donatella Papi ha ringraziato tutti coloro che le hanno consentito di coronare il suo sogno d’amore e ha raccontato di quando conobbe Izzo giovanissima, oltre 35 anni fa, nel quartiere dove entrambi abitavano. «Angelo è un uomo con un enorme patrimonio spirituale - ha detto - è dotato di un autentico codice sentimentale. Ha alle spalle una grave situazione, ma non per questo non ha il diritto di sposarsi». Lei era e resta convinta dell’innocenza dell’uomo al quale ha detto sì, lui, accusato di crimini orrendi, è stato comunque ritenuto capace di intendere e di volere dai giudici. Un matrimonio che ha lasciato perplessi un po’ tutti. «Mi sorella direbbe “povera Papi, la farà fuori sicuramente”.

E non ci sono dubbi, ma del resto ognuno sceglie come morire e lei evidentemente vuole morire tra le braccia di Izzo. A meno che non lo uccida lei per difendersi», commenta Letizia Lopez, sorella di Rosaria, vittima del massacro del Circeo. «Non posso intromettermi nelle decisioni private - dice l’avvocato Filomena Russo, che assiste il detenuto - certo ho le mie riserve, che sono di carattere strettamente professionale. Di fronte a questa vicenda mi pongo come spettatrice. Credo nei buoni propositi della moglie che ha ritenuto di sposarsi con una persona come Izzo, ma forse dietro a questo matrimonio potrebbero esserci altre motivazioni che al momento ci sfuggono». «Pensiamo alle cose serie», taglia invece corto Stefano Chiriatti, legale di alcuni familiari delle vittime.
il giornale 11 marzo 2010

Angelo Izzo si è sposato. Letizia Lopez: "Temo per la moglie"


Angelo Izzo ha sposato la giornalista Donatella Papi nel carcere di Velletri. "Sono felice di iniziare una nuova vita con Donatella, questo è per me un importante momento di cambiamento" dice lo sposo al suo avvocato, Filomena Fusco. Ma sono ben pochi i sorrisi che accompagnano il "sì" dell'autore del terribile massacro del Circeo, macchiatosi ancora di sangue nell'aprile 2005, quando in regime di semi-libertà uccise in una villetta di Ferrazzano (Campobasso) Maria Carmela Linciano e sua figlia Valentina Maiorano, 14 anni, seppellendo i corpi nel giardino dell'abitazione.

Auguri all'arsenico all'indirizzo degli sposi giungono da Letizia Lopez, sorella di Rosaria, seviziata a morte da Izzo, Gianni Guido e Andrea Ghira nella villetta del Circeo a metà anni Settanta, quando la sola Donatella Colasanti si salvò fingendosi morta. "Mia sorella direbbe: povera Papi la farà fuori sicuramente. E non ci sono dubbi, ma del resto ognuno sceglie come morire e lei evidentemente vuole morire tra le braccia di Izzo. A meno che non lo uccida lei per difendersi”.

"Che oggi si siano sposati non mi interessa nulla – prosegue Letizia Lopez - chiunque è padrone della propria vita. Ma la Papi non deve offendere le vittime che non si possono più difendere: mia sorella, Donatella, Maria Carmela e Valentina. La Papi non può permettersi di dire che Izzo è innocente. Ci sono stati dei processi, è stato condannato e lui ha anche ammesso di averle uccise. Quindi la Papi non può dire cose false, fantasiose e soprattutto vergognose".

"Sono seriamente preoccupata per il figlio della Papi – conclude la Lopez -. Spero che il padre protegga questo giovane da Izzo, anche perchè la Papi sembra una persona malata. Se si osservano con attenzione, Izzo e Papi si somigliano, sembrano fratello e sorella. Speriamo che stavolta sia una donna ad ammazzare Izzo. Ma io non voglio che muoia, io voglio che soffra, come me, su questa terra".

Nel giorno delle nozze, Donatella Papi distribuisce parole di felicità che allontanano l'incubo paventato da Letizia Lopez. "Ho sposato l'uomo che amavo da sempre – dice la giornalista -. Lui ha detto sì alla donna che lo aspettava da tutta una vita. E' stato un vero matrimonio d'amore". Capelli biondi raccolti sulla nuca, la Papi ha indossato per l'occasione un abito di seta rosa cipria e un soprabito bianco, scarpe decoltè nere e borsa in tinta. Da adesso potrà vedere suo marito secondo orari prestabiliti, ma è pronta a chiedere una vita migliore.

"Con Angelo ci siamo conosciuti giovanissimi, oltre 35 anni fa – ricorda la giornalista -, abitavamo nello stesso quartiere. Angelo è uomo con un enorme patrimonio spirituale, è dotato di un autentico codice sentimentale, che ha alle spalle una grave situazione, ma non per questo non ha il diritto di sposarsi. In Italia oggi ci sono tanti detenuti che seguono lunghi cammini di riabilitazione. Dobbiamo assicurare loro il diritto a vivere bene, se vogliamo una società più sicura...".

Al clima di festa non si unisce il legale Filomena Fusco, che si è rifiutata di fare da testimone al rito e non nasconde tutte le sue perplessità sul matrimonio del suo assistito. "Izzo di fronte alla legge è una persona capace di intendere e di volere, quindi può anche contrarre matrimonio – dice l’avvocato -. Io però ho le mie riserve in merito e in passato ci siamo battuti perché venisse accertato il suo stato di salute”. Quanto al legame tra Izzo e la moglie, l'avvocato dice di non conoscere “le vere motivazioni della Papi, non posso escludere si tratti di un gesto umanitario, di una persona che vuole stare dalla parte degli ultimi. Ma possono esserci altre ragioni che in questo momenti mi sfuggono o che mi voglio far sfuggire".
(10 marzo 2010)

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