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domenica 15 novembre 2009

Flavia Amabile: Pedofilia Rignano Flaminio (articoli)

15/11/2009

Rignano, l'ora degli sputi

Fuori del tribunale una lite tra due imputati e i genitori dei bambini che hanno denunciato gli abusi

FLAVIA AMABILE

E' andata come in fondo si temeva, questa seconda udienza preliminare per gli abusi denunciati dalle famiglie dei bambini che frequentano la scuola materna Olga Rovere. Due imputati, Gianfranco Scancarello e la moglie, sono entrati dall'ingresso principale del tribunale. I genitori erano lì, poco prima era già passata un'altra delle imputate ma non era accaduto. Gianfranco Scancarello, però, non si limita a passare, quando vede i genitori li apostrofa: 'Bravi, siete stati proprio bravi!' esclama, secondo il racconto dei legali della difesa dei genitori.

A quel punto la tensione esplode. Si arriva in un istante agli insulti e agli sputi. I due vengono accompagnati all'esterno del tribunale e pregati di entrare da un ingresso secondario. Ne approfitteranno più tardi per chiedere il trasferimento del processo per inquinamento ambientale. La richiesta verrà rifiutata: all'ambiente dei coniugi Scancarello non interessa nulla, a Tivoli nemmeno sapevano dell'udienza, davanti al tribunale non c'erano assembramenti se non il minimo indispensabile per un processo ad alto impatto mediatico.

Dentro il tribunale l'udienza è stata una sconfitta su tutti i fronti per gli imputati. Il pm Marco Mansi ha ribadito la richiesta di processo per tutti gli indagati per i presunti abusi sessuali. Il gup ha respinto tutte le eccezioni preliminari difensive. «L’udienza ha segnato un ulteriore passo in avanti per accertare la verità», hanno detto i legali di parte civile
Franco Merlino ed Antonio Cardamone. «La richiesta di rinvio a giudizio ha sottolineato la validità delle dichiarazioni di bambini e genitori, dei risultati degli incidenti probatori e dei riscontri oggettivi», ha aggiunto Carlo Taormina.

Per i difensori degli accusati, «nulla di sorprendente; tenuto conto di quanto evidenziato dal pm, un rinvio a giudizio sarebbe assolutamente assurdo», ha detto l’avvocato Borgogno. A lui si è aggiunto l’avvocato Giosuè Naso: «Do per scontato il rinvio a giudizio. Sarà un processo scandaloso, devastante, ma lì cominceremo a fare sul serio». Prossima udienza, il 15 gennaio 2010 per un «esame incrociato» chiesto da Scancarello
e Del Meglio per rispondere alle contestazioni.
(la stampa 15 novembre 2009)
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14/11/2009
Rignano, processo al via

Le maestre in tribunale per difendersi dalle accuse di pedofilia sui loro alunni
FLAVIA AMABILE


Ed oggi entra nel vivo il processo agli accusati di pedofilia a Rignano Flaminio. Ci saranno le maestre, potrebbe esserci una protesta in loro favore, non mancherà il solito rimpallo di veleni.

Nel frattempo la scuola dei presunti abusi ha diversi problemi tra vetri rotti, spessi strati di polvere e molta incuria, tanto dall'aver indotto un gruppo di genitori a scrivere una lettera all'istituto per chiedere di intervenire.

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30/10/2009
Rignano, il sindaco e il fantasma

Ottavio Coletta racconta la sua città divisa tra colpevolisti e innocentisti
FLAVIA AMABILE


Era fresco di nomina Ottavio Coletta. Aveva conquistato il secondo incarico come sindaco e si sentiva tranquillo, ormai conosceva il suo paese meglio delle sue tasche, amministrarlo sarebbe stata una passeggata. E va bene che nelle sue tasche c’era una tessera di An, ma in quel periodo era molto più difficile prevedere la scomparsa del partito di Fini che il terremoto che stava per abbattersi sulla sua Rignano Flaminio.

Era sindaco dal 2001, il suo paese l’aveva visto esplodere, da 5800 abitanti a 8200. Merito dei romani, tutti innamorati di quel piccolo centro immerso nel verde. Trenta chilometri da Roma, prezzi infinitamente meno cari, la tranquillità di sapere che i problemi della grande capitale non sarebbero arrivati, perché lì ci si conosce tutti. E poi all’improvviso accade qualcosa di incredibile, l’orrore sembra essere proprio dove meno te l’aspetti.

Per capire se quell’orrore sia esistito davvero oggi si aprirà davanti al tribunale di Tivoli la prima udienza di un’inchiesta senza precedenti nel suo genere: centinaia di migliaia di atti depositati, perizie e una consulenza, dichiarazioni e controdichiarazioni. Alla fine forse si riuscirà a sapere se i ventuno bambini della scuola materna «Olga Rovere» hanno subito abusi sessuali come hanno raccontato. E se a commetterli siano stati tre ex-maestre (Patrizia Del Meglio, Silvana Magalotti e Marisa Pucci) un autore tv (Gianfranco Scancarello) e una bidella (Cristina Lunerti).

E’ vero, oppure no? E’ questa la domanda che da tre anni ha cambiato la vita del paese. Lo ha diviso, lacerato, trasformato in un luogo dove si gira per bande. Da una parte gli innocentisti, convinti che i bambini abbiano inventato tutto. Da molto tempo hanno anche un loro riferimento nel governo, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Famiglia, Carlo Giovanardi. Dall’altra i colpevolisti, persuasi che il paese sia stato per alcuni anni un covo di orchi. In mezzo, un drappello di non schierati, quelli che hanno preferito non prendere posizione e lui, Ottavio Coletta, è il loro modello. «Nessuno - a parte i diretti interessati - può sapere che cosa sia accaduto. Io però sono il sindaco di tutti e voglio rispettare tutti», afferma.

Per rispettare tutti ha persino cambiato idea rispetto a due anni e mezzo fa quando, sull’onda emotiva degli arresti, annunciò che il Comune si sarebbe costituito parte civile. Oggi preferisce attendere: «Vedremo l’evolversi della situazione. Non conosco la verità, aspetteremo che la giustizia faccia il suo corso, e speriamo che lo faccia presto in modo da ricomporre questo paese lacerato».

Non sempre i suoi gesti vengono capiti o accolti bene in paese. L’ultima volta, due settimane fa, quando l’associazione «Verità e Giustizia» che difende le maestre, gli ha chiesto il teatro comunale per un convegno dal titolo «Falsi abusi a Rignano Flaminio». La sera prima qualcuno si è introdotto di nascosto nel teatro e ha riempito di vermi le poltrone. Per disinfestarlo ci sono volute ore ed ore. Intanto i manifesti del convegno venivano coperti di insulti. E una pioggia di polemiche investiva Carlo Giovanardi, anche lui fra i relatori del convegno, presenza che non è piaciuta per nulla a altri politici del centrodestra come Luca Barbareschi o Alessandra Mussolini.

Il sindaco in passato lo ha definito «il terribile fantasma». E’ il sospetto che si è impadronito di tutti ormai: politici, avvocati, ragazzi, studenti, genitori. Inquina ogni dialogo che possa riguardare i bambini o la scuola, fa tendere bene le orecchie ad ogni genitore quando i figli tornano a casa e raccontano qualcosa di un po’ diverso dal solito. Perché c’è qualcosa che non torna secondo i colpevolisti, in tutta questa vicenda. I bambini descrivono luoghi dove non sono mai stati, ma chi abita da queste parti sa che le Rignano in realtà potrebbero essere molte di più. A denunciare di strane gite nei casali spesso con piscina delle campagne dei dintorni sono anche altri bambini: c’è la storia di Alberto nel viterbese, ci sono i bambini di Castelnuovo di Porto e i quattro fratellini di You Tube.

I racconti girano di casa in casa, i sospetti dei colpevolisti aumentano. E il povero sindaco di Rignano sa che dovrà aspettare ancora un bel po’ prima che «il terribile fantasma» si allontani dal suo paese. «Per noi l’inchiesta prima, e gli arresti poi, sono stati un danno di immagine ma anche economico notevole. Venivamo da un periodo di forte espansione, all’improvviso la domanda di case in zona è molto rallentata».

E che cosa fa un sindaco per far ripartire il suo paese? «Prova ad usare il buonsenso. Mantiene un atteggiamento composto, serio, e lo fa con tutti. E poi pensa che, in fondo, nella scuola materna gli alunni sono raddoppiati. E quindi non si può che essere ottimisti e sperare che prima o poi tutto finirà».

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sabato 31 gennaio 2009

GIORNALISTI: PREMIO GIROLIMONI,PER UN'INFORMAZIONE RESPONSABILE


"Ispirato a Gino Girolimoni, ingiustamente accusato di omicidio e pedofilia, scagionato dalla magistratura e mai dalla stampa che lo additò come un mostro, nasce il premio dedicato all'informazione responsabile"

DI WILDGRETA

Non c'è che dire, si sentiva il bisogno di un premio come questo. Infatti, se Girolimoni è stato uno, le vittime dei pedofili ogni anno sono migliaia. La gogna mediatica è consentita per i bambini e le loro famiglie accusate di mentire, ma non può essere attuata dal "giornalismo responsabile" per gli indagati. Non era meglio evitarla per tutti, questa "gogna mediatica"?In pratica, seguendo l'assunto del premio, si dovrebbe parlare dei pedofili dopo 6/7 anni dai fatti, a sentenza definitiva. Ma nel frattempo i giornali, cosa dovrebbero fare? Accanirsi contro chi li accusa? Non dare notizia dell'accaduto? Celare il nome della persona sotto processo? Non dire che c'è un processo? Cos'è un giornalismo responsabile? Un giornalismo che manda in onda l'incidente probatorio dei bambini di Rignano? E quali sarebbero i "Girolimoni" di oggi, secondo gli ideatori del premio? Purtroppo non mi viene in mente nessuno. Mi vengono però in mente quali potrebbero essere gli ideali candidati della prima edizione di questo premio invocato un po' da tutti e finalmente istituito da alcune persone illuminate. Naturalmente, siccome verranno premiati anche i blog, comunico findora che non intendo candidarmi.Ho troppo da fare.

Ecco i nomi dei miei candidati ideali:

Giuliano Ferrara: Premio Girolimoni per la miglior trasmissione televisiva su di un caso di pedofilia nell'anno 2007
Motivazione
Nella trasmissione 8 1/2 su Rignano Flaminio, è riuscito ad evitare qualsiasi volgarità, offrendo una indimenticabile lezione di neuropsichiatria infantile davanti ad un attonito professor Cancrini.

Carlo Bonini: Premio Girolimoni per la miglior inchiesta giudiziaria sulla pedofilia ( Repubblica)

Motivazione: continua a sostenere, nonostante la richiesta di rinvio a giudizio di almeno 4 indagati, la "non sussistenza dei fatti".

Pierluigi Battista:caso Rignano Flaminio
Motivazione:
Per aver dato come archiviato, sul Corriere della Sera, il caso di Rignano Flaminio, molti mesi prima della richiesta di rinvio a giudizio per 4 indagati.

Claudio Cerasa: libro sul caso di pedofilia di Rignano Flaminio, "Ho visto l'uomo nero". Di cui allego la critica più bella, ad opera di una giornalista di nome Lucia Visca. Non ricordo il titolo originale, ma lo avevo chiamato così quando ho recensito la recensione del libro:"L’uomo nero della “Olga Tevere”
Motivazione
E' riuscito a confezionare un libro -inchiesta, tutto dalla parte degli indagati del caso Rignano Flaminio, riuscendo ad intervistare anche i loro parenti.

Chiara Palmerini : 3 articoli di Panorama su Rignano Flaminio
Motivazione
Senza mai lasciare la scrivania, ha trattato il caso Rignano con grande professionalità. Inoltre ha intervistato esperti coinvolti nella difesa di persone accusate di pedofilia senza dirlo ai lettori, in modo da non dare l'idea di un parere "di parte".

Pierangelo Maurizio (Il Giornale):Caso Rignano Flaminio
Motivazione
Per aver trovato la radice del male, scrivendo l'illuminante articolo"Quel pregiudizio anti cattolico dietro la caccia agli orchi"

Lietta Tornabuoni: articolo sulla pedofilia in generale
Motivazione
Per aver capito che gli orchi sono molto meno di quelli che i bambini vogliono farci credere, scrivendo un pezzo per La Stampa dal titolo: Ma in Italia i pedofili quanti sono?

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GIORNALISTI: PREMIO GIROLIMONI,PER INFORMAZIONE RESPONSABILE

(ANSA) - ROMA, 30 GEN - Ispirato a Gino Girolimoni, ingiustamente accusato di omicidio e pedofilia, scagionato dalla magistratura e mai dalla stampa che lo additò come un mostro, nasce il premio dedicato all'informazione responsabile. Il premio Girolimoni - promosso dall'Associazione Presi per Caso con il Patrocinio della Facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza Università di Roma e dell'Unione Nazionale Cronisti Italiani (Unci) - vuol dare voce all'esigenza di un approccio non scandalistico alla cronaca come hanno spiegato alla conferenza stampa di presentazione, tra gli altri, il professor Mario Morcellini, Preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione, il presidente Fnsi, Roberto Natale, e Lorenza Somogyi Bianchi, dell'Associazione Presi per caso. Il premio è rivolto a tutti i giornalisti e alle testate italiane, ma c'é una sezione speciale dedicata ai blog. Una targa sarà assegnata anche dall'Unci. La scadenza delle domande di partecipazione è fissata al 30 aprile 2009, le premiazione è prevista per settembre. Per informazioni www.premiogirolimoni.org.





sabato 24 gennaio 2009

RIGNANO FLAMINIO: ORA SCAPPANO ANCHE I MULI



DI WILDGRETA

Da quando, due anni fa, è scoppiato il caso di pedofilia all'asilo di Rignano Flaminio, quel paese non ha più avuto pace. Tre mesi di stato d'assedio da parte di giornalisti e troupe televisive, mesi di perizie, incidenti probatori e poi gli arresti, le scarcerazioni, le fiaccolate, il prete che nega le comunioni fuori dal paese, il vescovo che interviene. E'' di oggi la notizia che il direttore del TG5 Mimum e quel genio della giornalista che ha confezionato il servizio in cui si vedeva l'incidente probatorio di una bambina, veranno processati. Non sapevano che è vietato trasmettere materiale simile? Forse no. E poi la crisi del mercato immobiliare, con gli appartamenti prenotati e mai più comprati.

E proprio quando il mercato dava un debole cenno di ripresa, ecco le richieste di rinvio a giudizio, che fanno tornare tutto al punto di partenza. Uno dei leit motive di Rignano, però, è stata la frase ripetuta dai supporter degli indagati nei confronti delle famiglie che avevano denunciato gli abusi, "Loro vedono gli asini che volano". Ecco, oggi, da Rignano i famosi "asini che volano", si sono trasformati in muli che fuggono con la polizia che deve anche rincorrerli. I muli scorrazzano e si allontanano da Rignano. E dove vanno? Anche loro a Calcata, ma non all'asilo, per fortuna. A proposito, la polizia non è ancora riuscita a catturare i muli.... forse le indagini "sono state fatte male".

Polizia Locale mobilitata per catturare un branco di muli

Calcata (Viterbo) - Undici muli scorazzano per strade e campi.

E' quel che succede da alcuni giorni, nella zona di Calcata.

I fuggitivi, scappati da un recinto di Rignano Flaminio, sono da giorni a passeggio per le campagne circostanti.

La polizia locale ha tentato a più riprese di "acciuffarli", allertata dalle tante telefonate arrivate al comando.

Alcune di automobilisti che, transitando nella zona di Calcata, Rignano e Magliano Romano, si sono imbattuti nel "branco latitante".

Altre di agricoltori infuriati per i danni arrecati dai muli a ortaggi e colture.

Ma gli animali sono ancora a zonzo e di tornare nel recinto non se ne parla.

Per ora, comunque, a parte i danni alle campagne, non si è verificato nessun incidente.

Fonte: TusciaWeb 23 gennaio 2009

Articoli correlati:Rignano, Mimun e una giornalista rinviati a giudizio per incidente probatorio al Tg5

sabato 17 gennaio 2009

Rignano Flaminio, una maestra:" Sono vittima di un'ingiustizia e la maggioranza delle persone di buon senso la pensa come me." Sarà vero?



"Io vittima di un castello di calunnie e fandonie"



di Wildgreta


In questa intervista Marisa Pucci, una delle maestre per le quali è stato chiesto il rinvio a giudizio per il caso dell'asilo Olga Rovere, sostiene di essere vittima di un castello di calunnie e fandonie. Sconsiglierei alla signora Pucci l'uso della metafora del "castello", visto che i bambini hanno parlato più volte di un "castello cattivissimo" in cui venivano sottoposti ad abusi e nefandezze indicibili, e vorrei sottolineare che questa maestra non spende una sola parola per i bambini nei confronti dei quali ha sempre sbandierato il suo incommensurabile amore. Nella lunga intervista che troverete di seguito, la signora nomina solo le sue figlie. Dei suoi ex alunni che la accusano, non una parola. Del suo passato di maestra d'asilo, neppure. Dice di essere finita in una macchina trita-cittadini innocenti, ma il tunnel buio in cui sono finiti i bambini di Rignano, non sembra interessarle un granchè.
Riguardo al fatto che la stragrande maggioranza della gente la pensi come lei, avrei dei dubbi. Forse sarebbe più opportuno dire "la stragrande maggioranza del media" e non sbilanciarsi sulla "gente" che viene costantemente disinformata, più che informata. Un'ultima nnotazione: nella parte finale la signora Pucci parla al passato delle accuse che le sono state rivolte. Credo che, prima di parlare al passato di questa vicenda, bisognerà attendere il pronunciamento della giustizia.

Qui le accuse agli indagati di Rignano Flaminio da parte dei bambini
Qui la richiesta di rinvio a giudizio

Rignano Flaminio: le accuse del PM un “nonnulla” per Giovanardi

RIGNANO, ABUSI: QUANDO PER DEMOLIRE UN’ACCUSA SI RICORRE A GIORNALISTI AMICI

da Repubblica del 14 gennaio 2009:

"Siamo finite ancora dentro questa macchina trita-cittadini"
"La mia vita è distrutta. Ma sono convinta lo stesso che tutto sarà chiarito"
di Anna Maria Liguori

Marisa Pucci«Ancora non sappiamo niente di certo. Sappiamo solo che siamo in ballo, che siamo finiti dentro questa macchina "tritacittadini" onesti e questo è tutto». Marisa Pucci, una delle maestre accusate di pedofilia non regge l´ennesimo colpo che le viene inferto dai magistrati e confessa quello che sente.

Cosa pensa del fatto che sono state confermate tutte le accuse iniziali?
«Sul versante legale non voglio esprimermi. L´unica cosa che posso dire e che a questo punto speriamo di uscirne. La mia sola lotta quotidiana è quella di cercare di non sentirmi distrutta».

Qual è la cosa che le pesa di più?
«Non ce la faccio più. Per me è stata commessa una grande ingiustizia che spesso si è trasformata in una vera persecuzione. I miei familiari ne sanno qualcosa e la pensano come me. E come me la pensa anche la stragrande maggioranza della gente di buon senso».

Cosa le dice il suo avvocato?
«È fiducioso ma non mi dice niente di particolare. Adesso c´è l´udienza preliminare e non mi hanno ancora mandato a casa la chiusura delle indagini».

Come passa le sue giornate lontano da scuola?
«Faccio la vita di sempre, sto con la mia famiglia che è la cosa più importante per me. Mi dedico a loro. Cerco di stare vicino alle mie figlie che sono molto amareggiate. Viviamo ma in fondo stiamo tutti male».

Lei una volta ha affermato che la verità sarebbe venuta fuori. Non ci crede più?
«Credevo che era solo una questione di tempo e la verità sarebbe uscita fuori. E ancora oggi ne sono convinta anche se la strada sembra essere più lunga. Perché la verità è che io sono stata la vittima di un castello di calunnie e fandonie che hanno fatto da base ad una montatura gigantesca».

Si sente in parte riabilitata dal fatto che non sono state trovate prove a suo carico né a carico degli altri accusati?
«Le ripeto: la mia vita è stata distrutta. Davanti a tutta l´Italia io ero il mostro che aveva fatto le cose più tremende a dei bambini innocenti. Nulla mi può ripagare per quello che è accaduto».
(La Repubblica Roma 14 gennaio 2009)

mercoledì 19 dicembre 2007

RIGNANO: INDAGINE PROSEGUE,SI CERCA ANCORA CASA DEGLI ORRORI

(ANSA) - RIGNANO FLAMINIO (ROMA), 14 DIC -
Non si e' mai fermata l'attivita' investigativa dei carabinieri della
compagnia di Bracciano nell'ambito dell'inchiesta sui presunti
episodi di pedofilia che sarebbero avvenuti nella scuola materna
'Olga Rovere' di Rignano Flaminio. Su mandato della procura
della Repubblica di Tivoli, infatti, i militari hanno raccolto
nuove deposizioni ed hanno eseguito altri sopralluoghi.
In particolare hanno continuato a cercare ''il castello'',
cioe' la casa degli orrori in cui, secondo i bambini sottoposti
ad incidente probatorio sarebbero avvenuti ''i cattivi giochi''.
Ma finora le ricerche non avrebbero dato esito.
Secondo indiscrezioni, nemmeno dall'esame dei computer
sequestrati agli indagati sarebbe emerso alcun elemento utile
alle indagini. Comunque, gli hard disk saranno nuovamente
analizzati dagli esperti della polizia postale. (ANSA).

giovedì 6 dicembre 2007

Rignano, indagini su altri tre bambini?

Cronaca - Sono 19 le audizioni già disposte dal gip di Tivoli Elvira Tamburelli. Ma il pm Mansi chiede che siano interrogate nuove presunte vittime di abusi pedofili. Proseguono intanto le perizie psicologiche. Interdetto un libro sulla vicenda

Roma, 6 dicembre 2007 - Altri tre bambini potrebbero essere ascoltati in incidente probatorio nell'ambito dell'inchiesta sui presunti abusi sessuali ai danni dei minori nella scuola materna Olga Rovere di Rignano Flaminio. Sono già 19 i piccoli per i quali e' stata disposta l'audizione, ma ora il pm di Tivoli Marco Mansi chiede questi nuovi interrogatori al gip Elvira Tamburelli, previa indagine psicologica sulla capacità dei bambini di testimoniare.

LE PERIZIE - Degli iniziali 19 bambini per i quali era stata decisa l'audizione ne sono stati sentiti finora tre sui quattro gia' periziati dalla neuropsichiatra infantile Angela Gigante. I tre, secondo le parti civili, hanno lanciato accuse alle maestre Patrizia Del Meglio e Marisa Pucci, due dei sette indagati, mentre per i difensori degli accusati si e' trattato di racconti fantasiosi, contraddittori e privi di riscontri. Il quarto minore sottoposto ad indagine psicologica, una bambina, non e' stata ritenuta idonea ad essere sentita. Attualmente il pool di esperti nominato dal gip Tamburelli sta eseguendo verifiche su altri otto bambini appartenenti al primo gruppo di 19 dei quali Mansi ha ottenuto di raccogliere la testimonianza.

IL LIBRO INTERDETTO - Intanto il giudice del tribunale civile di Roma Marta Ienzi ha disposto l'inibizione della vendita, la distribuzione e la ulteriore diffusione del libro ''Ho visto l'uomo nero'' del giornalista Claudio Cerasa. Il magistrato, accogliendo un ricorso presentato dagli avvocati Franco Merlino e Antonio Cardamone per conto di alcuni dei genitori dei minori coinvolti come parte offesa nel procedimento della magistratura di Tivoli, ha ritenuto che sia fondata la considerazione che nel testo sono indicati dati che rendono agevole l'identificazione dei piccoli, con conseguente violazione del diritto alla riservatezza. Il giudice, nel condannare lo stesso Cerasa e la societa' editrice ''Castelvecchi'' a pagare 5.500 euro sotto forma di spese di lite, ha scritto nel provvedimento che ''la quantita' dei particolari inseriti rende facilmente riconoscibili le parti ed i minori di cui, tra l'altro, e' stata fornita la vera iniziale del nome di battesimo insieme con i veri nomi dei genitori".
Romaone 6 dicembre 2007

VIAGGI

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