Bari, 14 mar. - (Adnkronos) - Il sindaco di Gravina in Puglia, Rino Vendola, ha firmato ieri sera un'ordinanza con cui ordina la messa in sicurezza di tutti i luoghi pericolosi come la grande casa abbandonata in via Consolazione dove sono stati trovati morti in una cisterna sotterranea Francesco e Salvatore Pappalardi. L'ordinanza richiama proprio questa tragedia nelle premesse e riconosce che da un'istruttoria tecnica ''e' emerso che insistono nel territorio comunale edifici privati in stato di abbandono in potenziali condizioni di pericolo che possono risultare provvisti di pozzi e cisterne incustoditi, non censiti''. Per queste ragioni viene ordinato ai proprietari di siti nei quali esistono accessi a cave a cielo libero, cavita' sotterranee, naturali o artificiali, di non lasciarne incustodito l'ingresso e di impedirne l'accesso e di chiudere eventuali aperture di luoghi di passaggio, comprese le fosse ed i pozzi, con solide coperture, parapetti o recinzioni che impediscano la caduta. E' inoltre obbligatorio per i proprietari di edifici in stato di abbandono in potenziali condizioni di pericolo realizzare tutte le opere necessarie a garantire la salvaguardia della pubblica e privata incolumita'. Inoltre a chiunque e' vietato introdursi in cavita' sotterranee naturali o artificiali e in cave a cielo aperto. Per i trasgressori e' previsto anche l'arresto fino a tre mesi oppure un'ammenda. (Nfr/Gs/Adnkronos)
14-MAR-08 08:53
Visualizzazione post con etichetta Fratellini Gravina: ciccio e tore. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Fratellini Gravina: ciccio e tore. Mostra tutti i post
venerdì 14 marzo 2008
giovedì 13 marzo 2008
Ciccio e Tore, Marzano:"Stiamo studiando la decisione del gip"
12 marzo 2008
Il giorno dopo la scarcerazione di Pappalardi, il procuratore sottolinea che "l’ufficio del pubblico ministero è l’unico titolare dell’esercizio dell’azione penale”
di Antonio Scotti
”Le valutazioni del gip e la qualificazione da lui attribuita ai fatti non è vincolante di per sè, in quanto l’ufficio del pubblico ministero è l’unico titolare dell’esercizio dell’azione penale”. All’indomani dalla scarcerazione di Filippo Pappalardi, il padre di Ciccio e Tore, i due fratellini ritrovati morti lo scorso 25 febbraio all’interno di una cisterna, il procuratore della Repubblica di Bari, Emilio Marzano, rispondendo alle domande di alcuni cronisti, ha lasciato intendere che prima di presentare eventuali ricorsi alla decisione del gip Giulia Romanazzi, il pool inquirente dovrà studiare nel dettaglio il provvedimento: “E’ necessario approfondire gli argomenti del giudice, riflettere sulle considerazioni dal medesimo svolte e, quindi, confrontarci all’interno dell’ufficio inquirente sull'interpretazione e sulle determinazioni che il pubblico ministero potrà adottare rispetto al provvedimento”. Il gip Giulia Romanazzi ha di fatto derubricato nei confronti di Filippo Pappalardi l’accusa di duplice omicidio e occultamento di cadaveri. Al momento, al papà dei due fratellini viene contestato il reato di abbandono seguito da morte, secondo l'articolo 591 comma 3 del codice penale.
Ieri, intanto, Filippo Pappalardi ha trascorso la sua prima notte a Gravina dopo la detenzione in carcere durata circa quattro mesi. L’uomo è stato accolto da un applauso da parte di alcuni suoi concittadini, che da sempre hanno sposato la causa della sua totale estraneità ai fatti. Il papà di Ciccio e Tore si è sempre dichiarato innocente rispetto il decesso dei suoi due figli, anche se a pesare come un macigno nel quadro accusatorio formalizzato dagli inquirenti c’è la testimonianza di un baby testimone. Il quale dichiarò di aver visto Pappalardi la sera del 5 giugno 2006, data della scomparsa dei due fratellini, andare a prelevare Ciccio e Tore da piazza delle Quattro Fontane. Dove i due fratellini stavano giocando con alcuni loro coetanei a lanciarsi palloncini pieni d’acqua. Pappalardi ha sempre negato di essersi recato in quel luogo.
A ciò si aggiungono alcune intercettazioni ambientali che sembrano incastrare l’uomo. Tuttavia dai primi esami autoptici pare non siano stati rilevati segni di violenza sui corpi dei due ragazzini. Ciò fa salire le quotazioni dell’ipotesi della caduta accidentale di Ciccio e Tore all’interno della cisterna. Quello che rimane da stabilire è in quale circostanza i due fratellini si siano trovati nella casa padronale oltre che l’esatta dinamica della loro caduta.
Baei live 12 marzo 2008
Il giorno dopo la scarcerazione di Pappalardi, il procuratore sottolinea che "l’ufficio del pubblico ministero è l’unico titolare dell’esercizio dell’azione penale”
di Antonio Scotti
”Le valutazioni del gip e la qualificazione da lui attribuita ai fatti non è vincolante di per sè, in quanto l’ufficio del pubblico ministero è l’unico titolare dell’esercizio dell’azione penale”. All’indomani dalla scarcerazione di Filippo Pappalardi, il padre di Ciccio e Tore, i due fratellini ritrovati morti lo scorso 25 febbraio all’interno di una cisterna, il procuratore della Repubblica di Bari, Emilio Marzano, rispondendo alle domande di alcuni cronisti, ha lasciato intendere che prima di presentare eventuali ricorsi alla decisione del gip Giulia Romanazzi, il pool inquirente dovrà studiare nel dettaglio il provvedimento: “E’ necessario approfondire gli argomenti del giudice, riflettere sulle considerazioni dal medesimo svolte e, quindi, confrontarci all’interno dell’ufficio inquirente sull'interpretazione e sulle determinazioni che il pubblico ministero potrà adottare rispetto al provvedimento”. Il gip Giulia Romanazzi ha di fatto derubricato nei confronti di Filippo Pappalardi l’accusa di duplice omicidio e occultamento di cadaveri. Al momento, al papà dei due fratellini viene contestato il reato di abbandono seguito da morte, secondo l'articolo 591 comma 3 del codice penale.
Ieri, intanto, Filippo Pappalardi ha trascorso la sua prima notte a Gravina dopo la detenzione in carcere durata circa quattro mesi. L’uomo è stato accolto da un applauso da parte di alcuni suoi concittadini, che da sempre hanno sposato la causa della sua totale estraneità ai fatti. Il papà di Ciccio e Tore si è sempre dichiarato innocente rispetto il decesso dei suoi due figli, anche se a pesare come un macigno nel quadro accusatorio formalizzato dagli inquirenti c’è la testimonianza di un baby testimone. Il quale dichiarò di aver visto Pappalardi la sera del 5 giugno 2006, data della scomparsa dei due fratellini, andare a prelevare Ciccio e Tore da piazza delle Quattro Fontane. Dove i due fratellini stavano giocando con alcuni loro coetanei a lanciarsi palloncini pieni d’acqua. Pappalardi ha sempre negato di essersi recato in quel luogo.
A ciò si aggiungono alcune intercettazioni ambientali che sembrano incastrare l’uomo. Tuttavia dai primi esami autoptici pare non siano stati rilevati segni di violenza sui corpi dei due ragazzini. Ciò fa salire le quotazioni dell’ipotesi della caduta accidentale di Ciccio e Tore all’interno della cisterna. Quello che rimane da stabilire è in quale circostanza i due fratellini si siano trovati nella casa padronale oltre che l’esatta dinamica della loro caduta.
Baei live 12 marzo 2008
domenica 9 marzo 2008
Spunta una nuova ipotesi: Tore lanciò una corda per salvare Ciccio
Salvatore sarebbe entrato nel pozzo della morte in un secondo momento, per aiutare Francesco, dopo avergli lanciato un secchio con una corda. Intanto domani il Gip deciderà sulla scarcerazione del padre
Roma, 9 marzo 2008 - Nell'ambito dell'indagine sulla morte dei fratellini di Gravina, la polizia sta valutando l'ipotesi che Tore sia entrato nel pozzo in un secondo momento, per aiutare Francesco, dopo avergli lanciato un secchio con una corda.
Lo scrive oggi 'Il Giornale', secondo cui gli inquirenti starebbero valutando sia la distanza tra i corpi dei due fratelli Pappalardi, sia il fatto che Tore sia stato ritrovato aggrappato a un secchio.
Gli investigatori si starebbero in particolare concentrando sulla corda spezzata, per stabilire se la rottura sia stata di molto precedente alla morte dei due fratelli - quindi se la fune si trovasse già lì - o se il lancio del cavo e la successiva rottura possano coincidere con i giorni dell'agonia di Tore e Francesco. In questo caso, si potrebbe ipotizzare un tentativo di soccorso.
SCARCERAZIONE
Intanto è attesa per ldomani la decisione del Gip Giulia Romanazzi sulla richiesta di scarcerazione di Filippo Pappalardi, il padre dei due fratellini di Gravina trovati morti in una casolare a ridosso del centro storico. Attualmente l'uomo detenuto a Velletri con l'accusa di duplice omicidio.
La Procura ha espresso parere negativo sulla richiesta avanzata dal legale di Pappalardi, avvocato Angela Aliani che in subordine ha chiesto i domiciliari. Filippo Pappalardi ha sempre negato ogni addebito come ha fatto anche giovedì scorso dinanzi al Gip.
E a Gravina c'è chi ha organizzato una raccolta di firme per sollecitare la scarcerazione di Pappalardi mentre proseguono a ritmo serrato le indagini, anche ieri c'è stato un sopralluogo della scientifica nella cisterna del casolare abbandonato dove i corpi dei due fratellini sono stati trovati.
Quotidiano. net 9 marzo 2008
Roma, 9 marzo 2008 - Nell'ambito dell'indagine sulla morte dei fratellini di Gravina, la polizia sta valutando l'ipotesi che Tore sia entrato nel pozzo in un secondo momento, per aiutare Francesco, dopo avergli lanciato un secchio con una corda.
Lo scrive oggi 'Il Giornale', secondo cui gli inquirenti starebbero valutando sia la distanza tra i corpi dei due fratelli Pappalardi, sia il fatto che Tore sia stato ritrovato aggrappato a un secchio.
Gli investigatori si starebbero in particolare concentrando sulla corda spezzata, per stabilire se la rottura sia stata di molto precedente alla morte dei due fratelli - quindi se la fune si trovasse già lì - o se il lancio del cavo e la successiva rottura possano coincidere con i giorni dell'agonia di Tore e Francesco. In questo caso, si potrebbe ipotizzare un tentativo di soccorso.
SCARCERAZIONE
Intanto è attesa per ldomani la decisione del Gip Giulia Romanazzi sulla richiesta di scarcerazione di Filippo Pappalardi, il padre dei due fratellini di Gravina trovati morti in una casolare a ridosso del centro storico. Attualmente l'uomo detenuto a Velletri con l'accusa di duplice omicidio.
La Procura ha espresso parere negativo sulla richiesta avanzata dal legale di Pappalardi, avvocato Angela Aliani che in subordine ha chiesto i domiciliari. Filippo Pappalardi ha sempre negato ogni addebito come ha fatto anche giovedì scorso dinanzi al Gip.
E a Gravina c'è chi ha organizzato una raccolta di firme per sollecitare la scarcerazione di Pappalardi mentre proseguono a ritmo serrato le indagini, anche ieri c'è stato un sopralluogo della scientifica nella cisterna del casolare abbandonato dove i corpi dei due fratellini sono stati trovati.
Quotidiano. net 9 marzo 2008
giovedì 6 marzo 2008
Gravina: «Non ho ucciso Ciccio e Tore»
Filippo Pappalardi è stato interrogato per oltre due ore dal Gip del Tribunale di Bari, Giulia Romanazzi, che dovrà poi decidere sulla sua scarcerazione. Al termine, il suo avvocato Angela Aliani, ha precisato che - al contrario di quanto testimoniato da un ragazzino - il suo assistito: «Non c'è mai stato alle quattro Fontane e lo ha detto espressamente. Anzi ha aggiunto: “magari li avessi trovati”». L'uomo è accusato dell'omicidio dei due figli, Francesco e Salvatore, scomparsi da Gravina in Puglia il 5 giugno 2006 e ritrovati ormai privi di vita, il 25 febbraio scorso, nel pozzo d'una casa abbandonata di Gravina
BARI - Filippo Pappalardi è stato interrogato per oltre due ore dal Gip del Tribunale di Bari, Giulia Romanazzi, che dovrà poi decidere sulla sua scarcerazione. Al termine, il suo avvocato Angela Aliani, ha precisato che - al contrario di quanto testimoniato da un ragazzino - il suo assistito: «Non c'è mai stato alle quattro Fontane e lo ha detto espressamente. Anzi ha aggiunto: “magari li avessi trovati”». L'uomo è accusato dell'omicidio dei due figli, Francesco e Salvatore, scomparsi da Gravina in Puglia il 5 giugno 2006 e ritrovati ormai privi di vita, il 25 febbraio scorso, nel pozzo d'una casa abbandonata di Gravina. «Non c'è niente di nuovo -ha aggiunto- se non quello di aver fornito spiegazioni al giudice che deve decidere sulla sua scarcerazione. Nessun momento di tensione -ha proseguito- quando non ce la faceva più, piangeva. Era molto provato».
La Gazzetta del Mezzogiorno 6/3/2008
BARI - Filippo Pappalardi è stato interrogato per oltre due ore dal Gip del Tribunale di Bari, Giulia Romanazzi, che dovrà poi decidere sulla sua scarcerazione. Al termine, il suo avvocato Angela Aliani, ha precisato che - al contrario di quanto testimoniato da un ragazzino - il suo assistito: «Non c'è mai stato alle quattro Fontane e lo ha detto espressamente. Anzi ha aggiunto: “magari li avessi trovati”». L'uomo è accusato dell'omicidio dei due figli, Francesco e Salvatore, scomparsi da Gravina in Puglia il 5 giugno 2006 e ritrovati ormai privi di vita, il 25 febbraio scorso, nel pozzo d'una casa abbandonata di Gravina. «Non c'è niente di nuovo -ha aggiunto- se non quello di aver fornito spiegazioni al giudice che deve decidere sulla sua scarcerazione. Nessun momento di tensione -ha proseguito- quando non ce la faceva più, piangeva. Era molto provato».
La Gazzetta del Mezzogiorno 6/3/2008
martedì 4 marzo 2008
Gravina, Le voci del silenzio
Le voci del silenzio
Le scuole superiori di Gravina hanno marciato per le strade della nostra città
Questa mattina si è snodato per le vie di Gravina un corteo silenzioso che ha attraversato il paese sostando nei luoghi-chiave della vicenda dei fratellini Pappalardi: la casa dei due bambini, il casolare in via Consolazione e piazza Cattedrale. Un corteo silenzioso organizzato dai ragazzi delle del Liceo Scientifico “Tarantino”, dell’ITC “Bachelet” e dell’Istituto Professionale “Galileo Galilei” di Gravina accompagnati anche da una folta rappresentanza dell’Istituto Industriale “Galileo Galilei”, dall’ITG “Pier Luigi Nervi” e dall’Istituto Alberghiero di Altamura. A precederli, i bambini dei quattro circoli della scuola primaria gravinese affiancati da dirigenti scolastici, docenti, genitori e tutti coloro che in qualche modo hanno voluto essere partecipi a questa manifestazione. Le serrande i negozi si sono abbassate al passaggio del corteo e tanti si sono fermati ad osservare in silenzio, a pregare, a riflettere.
In tutto questo silenzio abbiamo voluto ascoltare le voci di questi giovani, dei loro docenti e dei loro dirigenti scolastici.“Ci è sembrato giusto partecipare al dolore di Gravina perché la perdita di due bambini è sempre un evento tragico. Non importa quale sia il paese, la città o la nazione. È sempre un bruttissimo evento e per questo abbiamo voluto partecipare al cordoglio di Gravina” - così Davide, rappresentante dell’Istituto Tecnico Industriale “Galileo Galilei” di Altamura ha spiegato la partecipazione altamurana alla manifestazione.
Una delle poche volte in cui Gravina ha visto le tre scuole superiori lavorare insieme per lo stesso obiettivo. “Fondamentalmente noi abbiamo pensato di partecipare con il silenzio a questa marcia per dimostrare che il silenzio è meglio delle parole. Noi pensiamo che già ci sono state troppo critiche e troppe polemiche all’interno di questa vicenda. Per cui noi siamo partecipi ma silenziosi” – Angelo, rappresentante del Liceo Scientifico di Gravina commenta l’organizzazione del corteo.
Anche i dirigenti scolastici delle scuole primarie di Gravina hanno testimoniato quanto i bambini sentissero l’esigenza di partecipare: “Questa settimana – dice Altieri, dirigente scolastico del IV Circolo “Tommaso Fiore” - è stata una settimana eccessivamente vissuta anche da stampa e televisione. E le riflessioni sono state molto spontanee nelle classi. Abbiamo raccolto anche tutte le loro testimonianze in un giornale che pubblichiamo settimanalmente e che abbiamo distribuito proprio in questa circostranza. I bambini hanno avvertito l’esigenza di partecipare a questa manifestazione perché si sentono solidale con tutti i familiari e con tutti quelli che hanno voluto bene a questi bimbi e hanno così voluto dimostrare il loro affetto, la loro amicizia e soprattutto chiedere che non si ripetano più questi episodi così angosciosi”.
Anche il dirigente Manfredi ribadisce: “È una giornata che i ragazzi di Gravina sentito molto e per questo vi hanno partecipato. C’è anche qualche motivo di sconforto che coinvolge un po’ tutti. La marcia silenziosa ha avuto un significato molto essenziale: trasmettere un messaggio di profondo silenzio e di presenza. Non posso che congratularmi con questi giovani che hanno sollecitato e organizzato la manifestazione. Le scuole promarie, pur non essendo state coinvolte, hanno sentito di voler partecipare come Gravina futura. Vogliamo affidare un messaggio di una crescita futura che non ci veda più protagoniti di momenti così tristi e dolorosi”.
Il Sindaco di Gravina Avv. Rino Vendola, il quale ha concluso la manifestazione invitando i giovani a non nascondere la propria commozione e il proprio dolore ed esortandoli a rispondere con la solidarietà a quell’indifferenza che i fratellini Pappalardi hanno conosciuto negli adulti incontrati sulla propria via. Commentando la manfestazione il primo cittadino ha dichiarato: “È una bel gesto di solidarietà vera. Questa città è fatta da una popolazione che sa rispondere con gesti di solidarietà concreta. A cominciare dai bambini delle scuole elementari a finire ai ragazzi delle scuole superiori. Nn devo raccontare nulla se non quello che voi vedete. Noi abbiamo bisogno di gesti di solidarietà vera perché sul piano della farisaicità ci stiamo tutti i giorni in tutto il mondo. Ma un gesto che viene da Gravina, un paese del Mezzogiorno, dove la solidarietà si rappresenta così, sia di esempio a tanti per il mondo”.
La Dirigente Scolastico del Liceo Scientifico, Grazia Giovanniello, ha sottolineato come la manifestazione fosse stata una proposta partita direttamente dagli studenti con un unico obiettivo: “dare una risposta di solidarietà a questo evento drammatico che ha colpito tutta la cittadinanza e in modo particolare i nostri giovani i quali non sono insensibili, non sono sordi, ma vicini agli eventi col loro silenzio, la loro solidarietà. Gravina oggi ricorda Ciccio e Tore perché i nostri giovani hanno sempre avuto nel cuore Ciccio e Tore. Gravina è presente non soltanto con le parole ma anche con il silenzio. È questo al di là delle volute o non volute inutili polemiche”.
I ragazzi hanno concluso il corteo con un momento di riflessione nel quale hanno espresso il loro dolore, la loro rabbia, ma anche la loro solidarietà e la loro speranza che Gravina possa giungere ad una svolta. Una svolta che riprenda in mano i valori fondamentali della vita qulai la famiglia, l’amore, il rispetto per ogni forma di vita. Ha commentato la prof.ssa Pina Lombardi, docente di religione presso l’Istituto Professionale di Gravina: “I ragazzi sono giovani che camminano e vanno ancora alla ricerca del senso della vita, se Dio esiste o non esiste. Per cui attraverso questi avvenimenti cercano di capire ed è giusto che si facciano questa domanda. Una domanda la cui risposta ognuno di noi deve cercare nel percorso della propria vita. Ciò che importa è avere questo cuore aperto per non essere schiacciati da questi momenti. Un cuore aperto alla verità, alla vita per poter capire sempre di più e poter anche realizzare al meglio la loro esistenza. Oggi i ragazzi ci insegnano qualcosa. La loro maturità è sotto gli occhi di tutti. Hanno organizzato tutto da soli, noi abbiamo dato loro solo qualche consiglio quando ce lo hanno chiesto”.
I bambini delle scuole primarie non hanno letto le loro riflessioni anche se qualcuno avevo scritto qualcosa. È Miriana del I circolo “San Giovanni Bosco” a leggerci a nome di tutti un suo pensiero: “Noi bambini del I Circolo di Gravina manifestiamo tutto il nostro affetto e e invitiamo gli operatori addetti a divulgare notizie e ad evidenziare solo il dolore di questa città in cui ci sono persone che credono nei valori della famiglia, del lavoro, dell’onestà e della cultura”.
I rappresentanti d’istituto delle scuole di Gravina alla fine hanno espresso la loro soddisfazione per la riuscita della manifestazione. Il lavoro insieme, la tensione, i timori erano tanti ma il silenzio ha risposto a tutto. Dice Mariagrazia dell’ITC. “Non ci aspettavamo tutte queste persone. Noi siamo orgogliosi di come è risucita ma non ci diamo nessun merito perché abbiamo lavorato tutti quanti insieme e questo è il risultato del nostro lavoro”. “Il nostro obiettivo - afferma Angela - era ricordare i bambini, mostrare la nostra solidarietà, far sentire che noi giovani ci siamo con i bambini”. “I giovani non sono affatto indifferenti perché quando credono in qualcosa la ottengono. Oggi abbiamo voluto abbracciare il dolore che prova tutta la comunità partecipando noi in primo luogo e rispettando poi con il silenzio questo tragico avvenimento che ha coinvolto tutta la cittadinanza. Questa manifestazione è riuscita proprio grazie al lavoro di noi giovani e di tutte le scuole di Gravina che hanno partecipato” – conclude Angelo.
Filomena Pepe Gravina News 4 marzo 2008
Le scuole superiori di Gravina hanno marciato per le strade della nostra città
Questa mattina si è snodato per le vie di Gravina un corteo silenzioso che ha attraversato il paese sostando nei luoghi-chiave della vicenda dei fratellini Pappalardi: la casa dei due bambini, il casolare in via Consolazione e piazza Cattedrale. Un corteo silenzioso organizzato dai ragazzi delle del Liceo Scientifico “Tarantino”, dell’ITC “Bachelet” e dell’Istituto Professionale “Galileo Galilei” di Gravina accompagnati anche da una folta rappresentanza dell’Istituto Industriale “Galileo Galilei”, dall’ITG “Pier Luigi Nervi” e dall’Istituto Alberghiero di Altamura. A precederli, i bambini dei quattro circoli della scuola primaria gravinese affiancati da dirigenti scolastici, docenti, genitori e tutti coloro che in qualche modo hanno voluto essere partecipi a questa manifestazione. Le serrande i negozi si sono abbassate al passaggio del corteo e tanti si sono fermati ad osservare in silenzio, a pregare, a riflettere.
In tutto questo silenzio abbiamo voluto ascoltare le voci di questi giovani, dei loro docenti e dei loro dirigenti scolastici.“Ci è sembrato giusto partecipare al dolore di Gravina perché la perdita di due bambini è sempre un evento tragico. Non importa quale sia il paese, la città o la nazione. È sempre un bruttissimo evento e per questo abbiamo voluto partecipare al cordoglio di Gravina” - così Davide, rappresentante dell’Istituto Tecnico Industriale “Galileo Galilei” di Altamura ha spiegato la partecipazione altamurana alla manifestazione.
Una delle poche volte in cui Gravina ha visto le tre scuole superiori lavorare insieme per lo stesso obiettivo. “Fondamentalmente noi abbiamo pensato di partecipare con il silenzio a questa marcia per dimostrare che il silenzio è meglio delle parole. Noi pensiamo che già ci sono state troppo critiche e troppe polemiche all’interno di questa vicenda. Per cui noi siamo partecipi ma silenziosi” – Angelo, rappresentante del Liceo Scientifico di Gravina commenta l’organizzazione del corteo.
Anche i dirigenti scolastici delle scuole primarie di Gravina hanno testimoniato quanto i bambini sentissero l’esigenza di partecipare: “Questa settimana – dice Altieri, dirigente scolastico del IV Circolo “Tommaso Fiore” - è stata una settimana eccessivamente vissuta anche da stampa e televisione. E le riflessioni sono state molto spontanee nelle classi. Abbiamo raccolto anche tutte le loro testimonianze in un giornale che pubblichiamo settimanalmente e che abbiamo distribuito proprio in questa circostranza. I bambini hanno avvertito l’esigenza di partecipare a questa manifestazione perché si sentono solidale con tutti i familiari e con tutti quelli che hanno voluto bene a questi bimbi e hanno così voluto dimostrare il loro affetto, la loro amicizia e soprattutto chiedere che non si ripetano più questi episodi così angosciosi”.
Anche il dirigente Manfredi ribadisce: “È una giornata che i ragazzi di Gravina sentito molto e per questo vi hanno partecipato. C’è anche qualche motivo di sconforto che coinvolge un po’ tutti. La marcia silenziosa ha avuto un significato molto essenziale: trasmettere un messaggio di profondo silenzio e di presenza. Non posso che congratularmi con questi giovani che hanno sollecitato e organizzato la manifestazione. Le scuole promarie, pur non essendo state coinvolte, hanno sentito di voler partecipare come Gravina futura. Vogliamo affidare un messaggio di una crescita futura che non ci veda più protagoniti di momenti così tristi e dolorosi”.
Il Sindaco di Gravina Avv. Rino Vendola, il quale ha concluso la manifestazione invitando i giovani a non nascondere la propria commozione e il proprio dolore ed esortandoli a rispondere con la solidarietà a quell’indifferenza che i fratellini Pappalardi hanno conosciuto negli adulti incontrati sulla propria via. Commentando la manfestazione il primo cittadino ha dichiarato: “È una bel gesto di solidarietà vera. Questa città è fatta da una popolazione che sa rispondere con gesti di solidarietà concreta. A cominciare dai bambini delle scuole elementari a finire ai ragazzi delle scuole superiori. Nn devo raccontare nulla se non quello che voi vedete. Noi abbiamo bisogno di gesti di solidarietà vera perché sul piano della farisaicità ci stiamo tutti i giorni in tutto il mondo. Ma un gesto che viene da Gravina, un paese del Mezzogiorno, dove la solidarietà si rappresenta così, sia di esempio a tanti per il mondo”.
La Dirigente Scolastico del Liceo Scientifico, Grazia Giovanniello, ha sottolineato come la manifestazione fosse stata una proposta partita direttamente dagli studenti con un unico obiettivo: “dare una risposta di solidarietà a questo evento drammatico che ha colpito tutta la cittadinanza e in modo particolare i nostri giovani i quali non sono insensibili, non sono sordi, ma vicini agli eventi col loro silenzio, la loro solidarietà. Gravina oggi ricorda Ciccio e Tore perché i nostri giovani hanno sempre avuto nel cuore Ciccio e Tore. Gravina è presente non soltanto con le parole ma anche con il silenzio. È questo al di là delle volute o non volute inutili polemiche”.
I ragazzi hanno concluso il corteo con un momento di riflessione nel quale hanno espresso il loro dolore, la loro rabbia, ma anche la loro solidarietà e la loro speranza che Gravina possa giungere ad una svolta. Una svolta che riprenda in mano i valori fondamentali della vita qulai la famiglia, l’amore, il rispetto per ogni forma di vita. Ha commentato la prof.ssa Pina Lombardi, docente di religione presso l’Istituto Professionale di Gravina: “I ragazzi sono giovani che camminano e vanno ancora alla ricerca del senso della vita, se Dio esiste o non esiste. Per cui attraverso questi avvenimenti cercano di capire ed è giusto che si facciano questa domanda. Una domanda la cui risposta ognuno di noi deve cercare nel percorso della propria vita. Ciò che importa è avere questo cuore aperto per non essere schiacciati da questi momenti. Un cuore aperto alla verità, alla vita per poter capire sempre di più e poter anche realizzare al meglio la loro esistenza. Oggi i ragazzi ci insegnano qualcosa. La loro maturità è sotto gli occhi di tutti. Hanno organizzato tutto da soli, noi abbiamo dato loro solo qualche consiglio quando ce lo hanno chiesto”.
I bambini delle scuole primarie non hanno letto le loro riflessioni anche se qualcuno avevo scritto qualcosa. È Miriana del I circolo “San Giovanni Bosco” a leggerci a nome di tutti un suo pensiero: “Noi bambini del I Circolo di Gravina manifestiamo tutto il nostro affetto e e invitiamo gli operatori addetti a divulgare notizie e ad evidenziare solo il dolore di questa città in cui ci sono persone che credono nei valori della famiglia, del lavoro, dell’onestà e della cultura”.
I rappresentanti d’istituto delle scuole di Gravina alla fine hanno espresso la loro soddisfazione per la riuscita della manifestazione. Il lavoro insieme, la tensione, i timori erano tanti ma il silenzio ha risposto a tutto. Dice Mariagrazia dell’ITC. “Non ci aspettavamo tutte queste persone. Noi siamo orgogliosi di come è risucita ma non ci diamo nessun merito perché abbiamo lavorato tutti quanti insieme e questo è il risultato del nostro lavoro”. “Il nostro obiettivo - afferma Angela - era ricordare i bambini, mostrare la nostra solidarietà, far sentire che noi giovani ci siamo con i bambini”. “I giovani non sono affatto indifferenti perché quando credono in qualcosa la ottengono. Oggi abbiamo voluto abbracciare il dolore che prova tutta la comunità partecipando noi in primo luogo e rispettando poi con il silenzio questo tragico avvenimento che ha coinvolto tutta la cittadinanza. Questa manifestazione è riuscita proprio grazie al lavoro di noi giovani e di tutte le scuole di Gravina che hanno partecipato” – conclude Angelo.
Filomena Pepe Gravina News 4 marzo 2008
lunedì 3 marzo 2008
GRAVINA/ QUESTA SERA SOPRALUOGO DI UN ESPERTO DELLA SCIENTIFICA
Mercoledì le autopsia per stabilire la data della morte
Gravina in Puglia, 3 mar. (Apcom) - Un esperto della polizia scientifica, farà un sopralluogo questa sera all'interno dell'ex convento, intorno alle 21. Questo è quanto è trapelato da fonti investigative che indagano sul decesso dei due fratellini Pappalardi, spariti a Gravina in Puglia il 5 giugno del 2006 e ritrovati morti lo scorso 25 febbraio.
Proseguono dunque i sopralluoghi e le indagini da parte degli inquirenti che oggi hanno espresso il loro parere negativo al Gip distrettuale sull'istanza di scarcerazione presentata dall'avvocato difensore di Filippo Pappalardi, il padre di Ciccio e Tore. Secondo la Procura, infatti, non si puo' escludere che Filippo Pappalardi abbia avuto un ruolo nella caduta dei fratellini nel pozzo.
Ogni presunta deduzione - scrivono gli inquirenti - circa la sopravvivenza dei bambini dopo la caduta, e i movimenti di uno o di entrambi all'interno della cisterna, non aiuta certamente ad affermare di per se' che Pappalardi non abbia avuto alcuna incidenza causale sulla tragica precipitazione dei fratellini'. Per mercoledì, invece, sono previste, le vere autopsie medico legali sui corpi di Salvatore e Francesco Pappalardi. Anche attraverso l'esame autoptico, i medici legali accerteranno l'epoca della morte ed eventuali lesioni esterne.
Gravina in Puglia, 3 mar. (Apcom) - Un esperto della polizia scientifica, farà un sopralluogo questa sera all'interno dell'ex convento, intorno alle 21. Questo è quanto è trapelato da fonti investigative che indagano sul decesso dei due fratellini Pappalardi, spariti a Gravina in Puglia il 5 giugno del 2006 e ritrovati morti lo scorso 25 febbraio.
Proseguono dunque i sopralluoghi e le indagini da parte degli inquirenti che oggi hanno espresso il loro parere negativo al Gip distrettuale sull'istanza di scarcerazione presentata dall'avvocato difensore di Filippo Pappalardi, il padre di Ciccio e Tore. Secondo la Procura, infatti, non si puo' escludere che Filippo Pappalardi abbia avuto un ruolo nella caduta dei fratellini nel pozzo.
Ogni presunta deduzione - scrivono gli inquirenti - circa la sopravvivenza dei bambini dopo la caduta, e i movimenti di uno o di entrambi all'interno della cisterna, non aiuta certamente ad affermare di per se' che Pappalardi non abbia avuto alcuna incidenza causale sulla tragica precipitazione dei fratellini'. Per mercoledì, invece, sono previste, le vere autopsie medico legali sui corpi di Salvatore e Francesco Pappalardi. Anche attraverso l'esame autoptico, i medici legali accerteranno l'epoca della morte ed eventuali lesioni esterne.
FRATELLINI GRAVINA:FILMATE LE SCARPE DI CICCIO E TORE
NI GRAVINA:FILMATE LE SCARPE DI CICCIO E TORE
CI SONO ALTRI DUE ACCESSI, CINQUE IN TUTTO,AL POZZO SUL SOFFITTO DELLA CISTERNA IN CUI SONO STATI TROVATI I CORPI DI CICCIO E TORE.LO HANNO CONFERMATO I MEDICI LEGALI DELLA PROCURA DI BARI, DOPO L'ENNESIMO SOPRALLUOGO NEL CASEGGIATO.FRANCESCO È CADUTO, QUASI CERTAMENTE, DALL'APERTURA AL PRIMO PIANO, FACENDO UN VOLO DI 16 METRI.COME SIA FINITO IN FONDO A QUELLA CISTERNA SALVATORE, INVECE, NON CI SONO CERTEZZE.GLI UOMINI DELLA SCIENTIFICA HANNO TROVATO NELLA CISTERNA LE SCARPE DI CICCIO E TORE E, ALL’INTERNO, UNA PALLINA DA BILIARDO.LA POLIZIA HA RECUPERATO ANCHE LA BATTERIA DI UN CELLULARE CHE PERO' NON POTEVA ESSERE DEI FRATELLINI E SULLA QUALE RESTA DUNQUE IL MISTERO.
TELENORBA 3 MARZO 2008
CI SONO ALTRI DUE ACCESSI, CINQUE IN TUTTO,AL POZZO SUL SOFFITTO DELLA CISTERNA IN CUI SONO STATI TROVATI I CORPI DI CICCIO E TORE.LO HANNO CONFERMATO I MEDICI LEGALI DELLA PROCURA DI BARI, DOPO L'ENNESIMO SOPRALLUOGO NEL CASEGGIATO.FRANCESCO È CADUTO, QUASI CERTAMENTE, DALL'APERTURA AL PRIMO PIANO, FACENDO UN VOLO DI 16 METRI.COME SIA FINITO IN FONDO A QUELLA CISTERNA SALVATORE, INVECE, NON CI SONO CERTEZZE.GLI UOMINI DELLA SCIENTIFICA HANNO TROVATO NELLA CISTERNA LE SCARPE DI CICCIO E TORE E, ALL’INTERNO, UNA PALLINA DA BILIARDO.LA POLIZIA HA RECUPERATO ANCHE LA BATTERIA DI UN CELLULARE CHE PERO' NON POTEVA ESSERE DEI FRATELLINI E SULLA QUALE RESTA DUNQUE IL MISTERO.
TELENORBA 3 MARZO 2008
giovedì 28 febbraio 2008
I fratellini vivi nel pozzo per almeno 24-48 ore
Gravina, 28 febbraio 2008
Sotto le unghie delle mani avevano ancora la calce, segno evidente che hanno tentato di arrampicarsi anche sui muri, dove hanno lasciato delle tracce. Ciccio e Tore per almeno 24-48ore hanno lottato, tentato in tutti modi di uscire vivi dal pozzo del terrore. Hanno perfino tolto le scarpe perche' era piu' semplice, secondo la logica dei bambini, arrampicarsi nel muro senza scivolare. Almeno 24-48 ore, dice il medico legale Francesco Introna, a combattere per la vita prima di morire e l'esame autoptico, che e' appena iniziato, ha confermato, almeno secondo le indicazioni dello stesso Introna e del perito di parte professor Luigi Strada, ordinario di medicina legale all'universita' di Bari, che i bambini non sono morti subito.
Ciccio era a 15 metri dal fratello Salvatore, nell'unico posto della cisterna dove, durante le ore del giorno, entra un filino di luce: forse si e' spostato per cercare una via di fuga che pero' non ha mai trovato, rimanendo col fratellino al freddo e al gelo, prima da vivo e poi da morto, per 20 lunghissimi mesi.
Rai News 24
Sotto le unghie delle mani avevano ancora la calce, segno evidente che hanno tentato di arrampicarsi anche sui muri, dove hanno lasciato delle tracce. Ciccio e Tore per almeno 24-48ore hanno lottato, tentato in tutti modi di uscire vivi dal pozzo del terrore. Hanno perfino tolto le scarpe perche' era piu' semplice, secondo la logica dei bambini, arrampicarsi nel muro senza scivolare. Almeno 24-48 ore, dice il medico legale Francesco Introna, a combattere per la vita prima di morire e l'esame autoptico, che e' appena iniziato, ha confermato, almeno secondo le indicazioni dello stesso Introna e del perito di parte professor Luigi Strada, ordinario di medicina legale all'universita' di Bari, che i bambini non sono morti subito.
Ciccio era a 15 metri dal fratello Salvatore, nell'unico posto della cisterna dove, durante le ore del giorno, entra un filino di luce: forse si e' spostato per cercare una via di fuga che pero' non ha mai trovato, rimanendo col fratellino al freddo e al gelo, prima da vivo e poi da morto, per 20 lunghissimi mesi.
Rai News 24
Pappalardi: se c'è un Dio scopriranno la verità
Velletri (27/02/2008) - "Se c'é un Dio scopriranno la verità". E' quanto ha detto oggi Filippo Pappalardi, il papà dei due fratellini di Gravina, recluso nel carcere di Velletri (Roma), dove segue attraverso la televisione gli sviluppi della
vicenda, che lo vede accusato di aver ucciso e nascosto i cadaveri dei suoi due figli.
A quanto si è appreso in ambienti del penitenziario, che si trova in aperta campagna ad una quarantina di chilometri da Roma, l'autotrasportatore continua ad avere una vita carceraria tranquilla, con il personale pronto ad intervenire a suo sostegno in caso ce ne fosse bisogno. E' recluso in una cella nel reparto C, noto come "la sezione protetti".
"Pappalardi - ha detto il direttore della casa circondariale Giuseppe Makovech - non è in isolamento e condivide la cella con un altro detenuto".
Il padre di Ciccio e Tore ieri ha ricevuto la visita di due parlamentari e di un consigliere regionale eletti nella circoscrizione di Bari.
Provincia Latina 27 febbraio 2008
vicenda, che lo vede accusato di aver ucciso e nascosto i cadaveri dei suoi due figli.
A quanto si è appreso in ambienti del penitenziario, che si trova in aperta campagna ad una quarantina di chilometri da Roma, l'autotrasportatore continua ad avere una vita carceraria tranquilla, con il personale pronto ad intervenire a suo sostegno in caso ce ne fosse bisogno. E' recluso in una cella nel reparto C, noto come "la sezione protetti".
"Pappalardi - ha detto il direttore della casa circondariale Giuseppe Makovech - non è in isolamento e condivide la cella con un altro detenuto".
Il padre di Ciccio e Tore ieri ha ricevuto la visita di due parlamentari e di un consigliere regionale eletti nella circoscrizione di Bari.
Provincia Latina 27 febbraio 2008
Iscriviti a:
Post (Atom)