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venerdì 28 marzo 2008

Erba, verso la perizia psichiatrica per i coniugi Romano

Consulente della difesa: ''Autopsie non soddisfacentI''


Il pm: ''Ok purché sia fatta attraverso l'analisi dei colloqui fatti in carcere''. L'avvocato difensore Enzo Pacia si oppone: "L'opera degli psichiatri in carcere era finalizzata solo a stabilire se gli imputati andavano tutelati da gesti suicidari". Carlo Castagna a Olindo: ''Assassini, dovete restare in cercere, ma separati''. Si riprende lunedì

ascolta la notizia Como, 27 mar. - (Adnkronos/Ign) - Incapaci di intendere e volere. Questo il dubbio da sciogliere nell'aula del Tribunale di Como, dove oggi si è tenuta la quindicesima udienza del processo per la strage di Erba. Un quadruplice omicidio che vede imputati i coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi. La possibilità di richiedere una perizia psichiatrica continua ad aleggiare nell'aula.

A rompere gli indugi è stato stamane il pm Massimo Astori che ha proposto la perizia psichiatrica purché sia fatta attraverso l'analisi dei colloqui fatti in carcere. Un vero e proprio diario clinico composto di 42 colloqui per Olindo e 46 per Rosa, in cui vengono scandagliate la psiche dei due coniugi. Gli psichiatri parlano di entrambi come tranquilli, collaborativi, senza tentazioni autolesive.

Una 'diagnosi' quindi sufficiente per il pm, i cui documenti sono stati acquisiti dalla Corte. Ad essi poi si aggiunge l'ennesina confessione di Olindo avvenuta il 29 gennaio 2007 in un colloquio con gli specialisti. Nell'incontro l'uomo si dice non pentito, mentre la moglie, il 13 gennaio 2007, ha ''un po' di rimorso per il bambino ma senza particolare partecipazione emotiva'', scrive uno degli psichiatri. La richiesta di un'eventuale perizia psichiatrica sarebbe così superflua per il pm, già in possesso di un ''diario clinico'' di oltre un anno, ma la difesa non esclude di chiederla presto.

L'avvocato difensore Enzo Pacia ha infatti sottolineato che "l'opera degli psichiatri in carcere è stata solo al fine di stabilire che gli imputati andavano tutelati da gesti suicidari". A decidere eventualmente, sarà la Corte presieduta da Alessandro Bianchi.

Nell'udienza di oggi sono stati ascoltati come testimoni anche tre esperti del Ris, tra cui il colonnello Luciano Garofano. Gli esperti della scientifica hanno parlato di tracce e impronte trovate nella corte di via Diaz a Erba. Carlo Torre, consulente della difesa ed esperto di medicina legale all'Università di Torino, ha poi messo in discussione la consulenza medico legale effettuata sulle 4 vittime.

Torre parla di autopsie ''non soddisfacenti'' eseguite in poche ore nonostante ''lesività molto complesse''. Un'analisi che parte non solo dalla consulenza medico legale ma anche con il supporto di indagini tecniche, l'analisi di alcuni reperti e un sopralluogo. Quanto alla traccia ematica appartenente Valeria Cherubini rinvenuta nell'auto degli imputati, secondo Torre sarebbe stata portata nell'auto dai Romano, ma non necessariamente la sera della strage. L'intervento dei vigili del fuoco e dei primi soccorritori ha infatti reso la corte piena di tracce di sangue, che potrebbero essere state calpestate dagli imputati, ma anche da altri vicini di casa delle vittime.

In una pausa dell'udienza, poi, duro scontro verbale tra Olindo Romano e Carlo Castagna, che ha perso la la moglie, la figlia e il nipote. Castagna avrebbe incrociato lo sguardo dell'ex netturbino, che dalla gabbia gli avrebbe detto: 'Va fa'...''. Rosa Bazzi ha cercato di mettere una mano davanti alla bocca del marito per impedirlo. "Bastardo, assassini tutti e due, devono darvi 50 anni e dovete rimanere divisi. Io non abbasso lo sguardo", ha risposto Castagna ad alta voce.

Durante la prossima udienza, in programma lunedì, Carlo Torre verrà nuovamente ascoltato. Il presidente della Corte Alessandro Bianchi dovrà inoltre decidere se affidare ai Ris di Roma una perizia fonica sul colloquio tra il pm e l'unico sopravvissuto alla strage, Mario Frigerio, avvenuto nell'ospedale Sant'Anna di Como il 15 dicembre 2006. Una perizia richiesta dalla difesa per mettere fine alle divergenze tra i consulenti delle due parti.

Olindo insulta Castagna

COMO - La difesa di Olindo Romano e Rosa Bazzi, imputati per la strage di Erba (Como), ha cercato di smontare la ricostruzione dell’eccidio fatta dalla Procura di Como, ieri, durante la quindicesima udienza del processo. Secondo il consulente dei coniugi Romano, Carlo Torre, ci sarebbero lacune nelle indagini scientifiche e nelle autopsie. Il pm Massimo Astori, invece, ha chiesto la perizia psichiatrica per i coniugi. E c’è stato un duro scontro verbale tra Carlo Castagna, marito, padre e nonno di tre delle vittime, e Olindo. Castagna ha guardato l’ex netturbino. Dalla gabbia, prima che la moglie riuscisse a chiudergli la bocca, la reazione di Olindo è stata: «Vaffan...». L’uomo ha risposto: «Bastardi, siete degli assassini, vi devono dare 50 anni».
27 marzo 2008 Julie News

Strage di Erba, bufera sulle autopsie delle vittime


Il processo Consulente della difesa all'attacco. Contro la perizia psichiatrica il pm si appella a «un anno di osservazioni specialistiche» in carcere
Drammatico scontro in aula con scambio di epiteti tra papà Castagna e Olindo Romano



Gioca d'anticipo, Massimo Astori. Butta sul piatto l'intera posta. Sa che la testimonianza della psicologa del Bassone, Grazia Mercanti - che mercoledì aveva tracciato un profilo dei due imputati ai margini della follia - deve essere depotenziato. Subito. Troppo forte la suggestione di quelle parole. Troppo alta la probabilità che la Corte d'Assise decida di far scrutare l'animo dei coniugi Romano da uno psichiatra.
Il pubblico ministero si rende conto che la strada di una condanna può improvvisamente farsi impervia proprio perché opposta alle montagne russe di una perizia. Il cui esito non è mai prevedibile.
E così, ieri mattina in apertura d'udienza Astori ha chiesto la parola. E ha fatto la sua mossa. La perizia psichiatrica «non serve», ha chiarito Astori. Semplicemente perché c'è già stata.
«Diceva uno dei difensori che bisogna rischiarare gli angoli bui. Noi vogliamo che questo angolo buio venga illuminato, anche perché spesso negli angoli bui i colpevoli trovano la via di fuga processuale. Vi propongo io la perizia psichiatrica. Che si è già svolta». E non per incarico del pubblico ministero. «Vi offro un anno di osservazioni specialistiche. Illumino quell'angolo buio affinchè non si dica che questo processo abbia lasciato sulla strada uno sfondo psichiatrico non sufficientemente chiarito. Dal 9 gennaio 2007 al 2 febbraio 2008, Rosa Bazzi ha avuto 46 visite da due psichiatri esterni. Chiamati dalla direzione carceraria, cosa che ha suscitato anche le proteste dei detenuti. Il signor Romano dal giorno dopo il fermo e sino al 2 febbraio 2008 ha avuto 42 visite psichiatriche, anche lui da due professionisti diversi».
Gli psichiatri hanno osservato Rosa e Olindo settimana dopo settimana. «E hanno annotato un diario», spiega Astori. Che, da consumato attore del processo, sventola il mazzo di carte e lo propone alla Corte. «Chiedo che questa documentazione venga acquisita, per superare definitivamente il dubbio lasciato cadere lungo il corso del processo».
Il dubbio che i due imputati non fossero, al momento del delitto, capaci di intendere e di volere. E per questo motivo non possano essere processati.
Il magistrato, che con un pool di colleghi seguì l'inchiesta sulla strage sin dal primo momento, si permette anche una frecciata a quella parte di stampa che nutre dubbi sulla ricostruzione fatta dalla Procura. «Anche quest'angolo buio può una volta per tutte essere finalmente rischiarato. E nel rischiarare quest'angolo buio penso di portare una nuova luce: l'ennesima confessione dei coniugi Romano».
Nella visita psichiatrica del 29 gennaio 2007, racconta Astori, Olindo riferisce di non pentirsi di quanto fatto. La moglie Rosa, il 13 gennaio, in un discorso interrotto di continuo dal pianto, afferma di «sentire un po' di rimorso per il bambino».
«Di luce, in questo processo, ce n'è anche troppa, tanto che pare che qualcuno abbia preso un 'grande abbaglio'», chiosa il pm citando il titolo di un libro scritto da due cronisti milanesi convinti dell'innocenza dei due imputati.
La replica della difesa è stata immediata. E anche dura, sollecitata peraltro da una pesante considerazione di Astori sulla mancanza di veridicità delle dichiarazioni di Nunzia Chieppa, psichiatra, chiamata dai legali dei Romano per tracciare a sua volta un profilo della coppia. «Il pm ha deciso di produrre documenti, in via preventiva, per opporsi a una eventuale perizia. E ha fatto di questi documenti citazioni distorte, personali, soggettive, disgiunte da ogni valore scientifico - ha detto l'avvocato Enzo Pacia - Ancora una volta in quest'aula si è usato un termine pesante a cui non ci abituiamo più. False sono le interpretazioni di queste cartelle, non il nostro consulente». Pacia ha parlato di «messa in scena» e di «presunte visite psichiatriche» mirate «soltanto a dimostrare» che Olindo e Rosa non avessero intenzioni suicide. «Hanno esaminato unicamente i pazienti al fine di stabilire se andavano tutelati da gesti suicidari. E in tale senso hanno affermato che questo pericolo non esisteva».
«La nostra consulente ha affacciato un dubbio - ha concluso Pacia - Prima di decidere sulla responsabilità penale degli imputati, vediamo chi sono dentro, se capiscono il rito processuale cui sono sottoposti, cerchiamo di capire se fossero capaci di intendere e di volere al momento in cui gli viene attribuito il reato che peraltro contestano. Ci sono due diagnosi diverse, i diari degli psichiatri del carcere vengono citati per dimostrare che i nostri assistiti erano capaci di intendere e di volere e non sarebbero meritevoli di una perizia. Mentre la nostra consulente, «una scienziata, viene definita falsa soltanto perché non aderisce alla tesi dell'accusa».
Alla fine la Corte ha acquisito i diari. Sulla perizia si deciderà in seguito.


Corriere di Como Dario Campione 28 marzo 2008

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