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domenica 28 novembre 2010

Loano, Condannate per maltrattamenti le maestre dell’asilo Stella Grossi



  • 5 novembre 2010 12:58

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    di VALERIA ROSSI – Condannate entrambe, ieri, le maestre accusate di maltrattamenti nel caso dell’asilo nido di Loano sul quale avevamo pubblicato un’ampia intervista all’allora Presidente Emanuele Caglieris. 
    Ora che la giustizia ha assodato le responsabilità delle dirette interessate, però, sarebbe importante che anche la politica si assumesse le sue: a partire dal sindaco Vaccarezza che parrebbe aver fatto  il possibile per insabbiare la vicenda.
    Ma non è tutto qui, perché Emanuele Caglieris, che ci ha chiamato ieri dal Sudamerica in cui è andato a vivere, sospetta che ci siano state irregolarità anche nella gara di appalto relativa alla gestione dell’asilo, tanto che “I documenti sono stati fatti sparire – sostiene -  non si sa bene da chi. La versione ufficiale è che ci sia stato un misterioso furto nei locali, durante il quale, guarda caso, sono stati rubati proprio quei documenti. E’ stato anche ventilato che fossi proprio io l’autore (o almeno il mandante del furto): cosa che ovviamente non mi avrebbe portato alcun vantaggio. Anzi, quei documenti sarebbero stata un’ulteriore prova a favore di chi sospetta che in quell’asilo i maltrattamenti non fossero l‘unico problema, pur essendo il più grave”.
    Ovviamente di tutti questi retroscena non si trova traccia sui giornali di oggi, nei quali le maestre sono uniche protagoniste.
    Ma non ci sono solo loro: c’è anche chi ha permesso che tutto questo accadesse e c’è chi ha fatto i salti mortali perché questi crimini (e forse altri) restassero celati all’opinione pubblica, “per non ledere l’immagine della città” (questa è stata la scusa ufficiale  di cui ci ha parlato Caglieris quando ci ha raccontato della reazione di Angelo Vaccarezza alla sua denuncia).
    C’è stato chi ha chiesto ai genitori dei bambini di “non fare denunce, perché avrebbe aggiustato tutto lui”.
    C’è il fatto che la maestre oggi condannate siano state nuovamente impiegate in mansioni che avevano a che fare con i bambini, senza la minima preoccupazione.
    Tutto questo ha precise responsabilità e ci piacerebbe, almeno, che se ne parlasse anziché trincerarsi dietro ai “no comment” e alla complicità di chi non fa domande.
    Evidentemente il “quieto vivere politico”, e l’interesse che ne deriva, contano anche più della salute fisica e mentale dei bambini.
    Ma continuiamo pure a farci del male e a farne ai nostri figli: non sia mai che qualcuno si offenda troppo perché gli abbiamo pestato un delicato piedino.

    domenica 18 gennaio 2009

    Bimbi imbavagliati col nastro adesivo, a processo la maestra


    Sarà processata per maltrattamenti il prossimo 17 aprile davanti al giudice monocratico la maestra accusata nel 2006 di aver utilizzato del nastro adesivo per imbavagliare e legare alle sedie alcuni bambini della scuola materna ‘Maurizio Poggiali’ di Roma. A rinviare a giudizio la maestra Maria Teresa Carrarini, difesa dall'avvocato Sandro Vannucci, è stato il giudice dell'udienza preliminare Silvia Castagnoli.

    L'insegnante era finita sotto inchiesta in seguito alla denuncia fatta dai genitori di una decina di bambini i quali avevano detto di essere stati maltrattati dalla maestra. In concomitanza all'avvio dell'inchiesta una parte dei genitori della scuola ‘Maurizio Poggiali’, appoggiò l’istruttrice sotto accusa. "Non è un mostro - spiegarono - E' una persona esperta che segue i bambini da tanti anni, e che ha sempre avuto un comportamento irreprensibile". Altri riferirono una versione meno rosea dell’accaduto. Un nonno raccontò di sapere del fatto che alcuni bambini "tornavano a casa con le labbra scorticate per lo scotch", anche se il nipote non si era mai lamentato di nulla.


    La maestra ha sempre respinto le accuse e proprio all'inizio della vicenda aveva presentato una denuncia per calunnia contro chi l'aveva denigrata, affermando che la scuola è fatta di spazi aperti, dove nulla è negato alla vista.


    Lucia Rizzelli

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