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venerdì 29 febbraio 2008

Gravina: i fratellini forse caduti accidentalmente

Domenica sarà osservato un minuto di silenzio negli stadi

Il consulente della difesa: «Una morte orribile, specie per Salvatore».
Il padre: «L'avevo detto alla polizia»

BARI - Francesco e Salvatore Pappalardi potrebbero essere caduti accidentalmente nella cisterna dove sono stati trovati i loro cadaveri. Lo si è appreso da fonti investigative. I due bambini potrebbero essere caduti uno dopo l'altro, è la convizione di alcune fonti investigative dopo l'esito dei primi esami medico legali.
«MAI VISTO NIENTE SIMILE» - «In quarant'anni di professione come medico legale non ho mai visto niente di simile». Lo ha detto il professor Luigi Strada, dell'istituto di medicina legale dell'Università di Bari e consulente della difesa di Filippo Pappalardi. «È stata davvero una morte orribile, specialmente per Salvatore, che si è spento alcune ore dopo la morte del fratello. Dalla scena si ricava che Tore cercò disperatamente una via di uscita indicata da un raggio di luce, ma resosi conto dell'impossibilità di salvarsi, raschiò freneticamente con le unghie una parete del cunicolo», ha spiegato il consulente in un'intervista all'emittente pugliese Telenorba. Strada è sicuro del fatto che Francesco, il primo a cadere nel pozzo, non si rese assolutamente conto del rischio e cadde sul fondo. Tore, invece, nel tentativo di soccorrere il fratello, è sceso cercando di utilizzare gli appigli esistenti nel condotto, riducendo gli effetti della caduta. Nella cisterna non sono stati trovati altri oggetti che un pennarello in una scarpa.
IL PADRE: «L'AVEVO DETTO ALLA POLIZIA» - «L’avevo detto alla polizia che doveva cercare là dentro». Lo ha dichiarato il padre dei bambini, Filippo Pappalardi, all'avvocato difensore Angela Aliani che è andato a trovarlo in carcere a Velletri. Appena l'ha vista, ha raccontato il legale, Pappalardi ha iniziato a piangere. Aliani ha riferito, dopo un colloqui di tre ore, di essere molto provata e di non voler rilasciare dichiarazioni oltre alle poche parola che ha detto ai giornalisti.
Corriere della Sera 29 febbraio 2008

giovedì 28 febbraio 2008

Gravina, "i fratellini fuggivano dal padre"


Bari - Potrebbero essere finiti nella cisterna mentre tentavano di fuggire dal padre che voleva punirli, Francesco e Salvatore Pappalardi. È un’ipotesi che sta seguendo la procura della Repubblica di Bari dopo il ritrovamento dei cadaveri dei fratellini, pur continuando a ritenere valida la tesi accusatoria e l'accusa al papà delle vittime. Tuttavia dalla procura nessuno spiega (il pm Antonino Lupo non rilascia dichiarazioni, il procuratore Emilio Marzano stamattina non era in ufficio) come potrebbero essere andati i fatti.
Un dato è certo: pur ritenendo valide le accuse mosse finora a Filippo Pappalardi, l’indagine - ammettono alcune fonti investigative - va rivisitata e andrà poi eliminato il reato di occultamento di cadavere perché, concordano fonti medico-legali, quando sono caduti nel pozzo i ragazzini erano vivi. Inoltre, c’è da capire - in base alla ricostruzione dell’accusa - se il papà abbia lanciato i figli, se li ha visti cadere nel pozzo e sia andato via (in questo caso non c’è neppure il reato di omicidio volontario ma, forse, quello di morte come conseguenza di altro delitto) o, ancora, se un figlio sia caduto e l’altro sia stato scaraventato.

Poi c’è almeno un’ipotesi colposa, che al momento non riscuote il favore degli investigatori. Secondo questa ipotesi, i due ragazzini potrebbero essere stati fatti salire dal loro papà (che era arrabbiato e voleva punirli) sulla sua auto, così come dice il supertestimone, ma potrebbero essere fuggiti dall’autovettura per rifugiarsi nella vecchia casa abbandonata dove erano soliti giocare. Mentre si nascondevano, sarebbero precipitati accidentalmente nella cisterna.

Questa tesi non è incompatibile con alcuni risultati investigativi e con il fatto che Filippo Pappalardi, sentendosi quantomeno responsabile moralmente della scomparsa dei figli, il giorno dopo sia andato regolarmente a lavorare e abbia pronunciato alcune frasi intercettate dalla polizia e abbia messo in atto quella che gli investigatori ritengono un’attività di elusione e di depistaggio delle indagini.
Accertamenti per capire il punto di caduta Tramite gli accertamenti in corso nella cisterna, i poliziotti della scientifica cercheranno di capire quali sono stati gli spostamenti di Ciccio e Tore nella cisterna e, soprattutto, capire da quale punto sono caduti. Dovranno accertare infatti se davvero siano caduti dal punto più alto del pozzo, quello dove il 25 febbraio è precipitato Michelino, il dodicenne il soccorso del quale ha fatto ritrovare i corpi dei fratellini, o se non siano invece precipitati da un accesso che si trova ad un’altezza minore.

Esami radiologici Sinora sembra che siano state riscontrate fratture solo alle gambe di Ciccio, che sarebbe caduto per primo, mentre su Salvatore non vi sarebbero stati segni visibili di fratture, anche perché forse è caduto sul corpo del fratellino che avrebbe attutito il colpo. Ad ogni modo saranno gli esami radiologici ad accertare il tipo di fratture e la gravità del ferimento di ciascuno dei due ragazzini. Michelino, caduto il 25 febbraio dalla sommità del pozzo, cioè da un’altezza di circa 25 metri, ha riportato fratture esposte a entrambe le gambe, una frattura del collo del femore, fratture vertebrali.
Il Giornale 28 febbraio 2008

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