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martedì 23 giugno 2009

Airbus, captato segnale da scatole nere

23/6/2009

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Airbus caduto, mostrata foto del relitto

Brasile, captato da battelli ricerche

Un segnale, molto debole, inviato dalle scatole nere dell'Airbus dell'Air France precipitato il primo giugno al largo del Brasile, è stato captato dai battelli della Marina francese impegnati nelle ricerche. Lo scrivono i siti internet di Le Monde e Le Figaro. Il batiscafo Nautile della società Ifremer si era immerso lunedì per cercare di raggiungere le scatole nere, su un fondale molto accidentato che arriva a 5mila metri di profondità.

L'Air France non ha ancora confermato la notizia. Le speranze di poter recuperare le scatole nere sono affidate tutte ai mezzi dell'Ifremer, l'istituto francese per l'esplorazione del mare. Il debole segnale è stato captato dal mini-sottomarino Nautile durante un'ispezione sul fondo dell'oceano. Il segnale può essere captato nel raggio di due chilometri. Fra i battelli francesi inviati per le ricerche ci sono un sottomarino nucleare con sofisticati sonar e una nave oceanografica attrezzata con batiscafi.

Proprio dai registratori di volo potrebbero essere estratte preziose informazioni sulla dinamica del disastro aereo, ma per gli esperti si tratta di una vera e propria corsa contro il tempo. Le scatole nere, infatti, dispongono ancora di solo otto giorni di vita, prima di spegnersi. Il fondale marino del tratto di mare interessato dalla ricerche, inoltre, è molto agitato e recuperare i registratori di volo sarà un'impresa molto difficile.

tgcom 23 giugno 2009

giovedì 18 giugno 2009

Disastro aereo, trovata cucina dell'Airbus


Marina Brasile, recuperati anche vari bagagli
(ANSA) - BRASILE, 18 GIU - La Marina militare brasiliana ha ripescato oggi la 'cucina' dell'Airbus Air France precipitato due settimane fa nell'Atlantico. Si tratta di un grande frammento, curiosamente abbastanza intatto: i carrelli con il cibo sono ancora al loro posto, appena uno sembra essere slittato fuori dal suo cassetto. Il nuovo ritrovamento si aggiunge cosi' agli oltre 400 frammenti dell'Airbus ripescati finora. Sono stati recuperati anche vari bagagli dell'aereo scomparso.

giovedì 4 giugno 2009

Un sobbalzo nel vuoto: il segreto del disastro nei «recorder» di terra

L'Airbus 330 sarebbe stato in balia di variazioni di quota incredibili e avrebbe subito una forte depressurizzazione

Le ricerche (Reuters)
Le ricerche (Reuters)

MILANO - Nelle «scatole nere» di terra custodite nella base operativa di Air France a Parigi potrebbe essere contenuto il segreto della tragedia o qualche elemento utile alla soluzione del mistero: stando ai dati registrati dall'Acars (il sistema che monitora i parametri inviati automaticamente dagli aerei in volo), l'Airbus 330 sarebbe stato in balia di variazioni di quota incredibili e avrebbe subito una forte depressurizzazione. Oltre ai segnali di avaria all'impianto elettrico, intorno alle 4.15 (ora italiana), il «cervello» del jet avrebbe trasmesso «dati anomali del variometro». Vale a dire: sbalzi di quota fortissimi registrati dall'indicatore della velocità verticale. Ma anche seri problemi all'impianto di pressurizzazione: il sistema che permette di mantenere dentro la cabina dell'aereo, anche a 35.000 piedi e più di quota, un'atmosfera accettabile.

In attesa di recuperare i resti dell'Airbus 330 e le sue scatole nere, questi dati sono al momento i più preziosi. Ma ancora non svelano il mistero. «Può essere successo di tutto a bordo di quel volo», spiega Arturo Radini, ex comandante ed esperto di investigazione aeronautica. «Di sicuro i due indicatori sono compatibili con il fatto che il volo è entrato in un'area di fortissima turbolenza». Primo: «Le variazioni anomale del variometro possono essere state causate da violente variazioni di correnti ascendenti e discendenti, tipiche di quest'area». Secondo: «I problemi di depressurizzazione possono essere stati causati da più fattori: l'avaria al sistema elettrico di cui ha parlato Air France potrebbe aver mandato in tilt anche quello di pressurizzazione; oppure la forte turbolenza potrebbe aver procurato un buco, un cedimento strutturale, la perdita di un portellone, è già successo». Oltre all'ingovernabilità dell'aereo.

Le immagini satellitari relative all'orario della scomparsa indicano che numerosi cumuli nembi torreggianti (le nubi temporalesche) si stavano sviluppando verticalmente fino ad almeno 51.000 piedi di quota ed erano nascosti in un'ampia stratificazione nuvolosa. «Ricostruendo il probabile percorso dell'aereo dall'ultima posizione comunicata in frequenza dall'equipaggio e sovrapponendolo con la situazione meteo, risulta che l'Airbus è stato per parecchio tempo all'interno di un vasto campo di cumuli nembi», afferma Flavio Sordi comandante ed esperto di sicurezza del volo. «Generalmente il sorvolo delle aree temporalesche, mantenendo un'adeguata separazione, non è pericoloso. Ma se si entra nell'area temporalesca attiva i fenomeni sono violentissimi». Chicchi di grandine grandi anche come un pugno, correnti verticali che viaggiano a oltre 200 chilometri l'ora. Ci sono poi le correnti a getto, all'estremità della troposfera, che corrono a più di 100 chilometri l'ora. E un fulmine: potrebbe aver causato un cedimento strutturale? «Assolutamente no — dice Radini —. Ma potrebbe essere una concausa». Anche perché quella della saetta, insieme all'attraversamento di un forte fronte temporalesco, è stata la prima ipotesi avanzata da Air France.

Uno scenario che, sottolineano gli esperti, potrebbe essere stato elaborato sulla base dei dati contenuti proprio nelle «scatole nere» di terra. «Il sistema Acars potrebbe aver registrato dati anomali del variometro e problemi di depressurizzazione, certo, ma questo non ci dice quale sia stata la causa che ha dato origine alla tragedia», afferma Jocelyn Smykowski, presidente del sindacato nazionale dei piloti di linea francesi (Snpl). «La turbolenza, l'avaria elettrica, tutto è possibile e la risposta ci può arrivare solo dalle scatole nere». I resti del volo sono stati avvistati anche a 60 chilometri di distanza. Un dato che per alcuni avvalora l'ipotesi dell'esplosione: «Tra le tante questa è la meno probabile — dice Smykowski — i resti possono essere stati trasportati dalle correnti marine». Un cedimento strutturale ad alta quota, poi, potrebbe aver causato la dispersione dei pezzi. «Qualunque si riveleranno le cause, un aereo non cade mai per una causa sola, i dati forniti dall'Acars sono in questo momento fondamentali. Anche perché potrebbero essere gli unici nel caso in cui le scatole nere non venissero recuperate», afferma Davide Romano, avvocato ed esperto di incidenti aerei. «Ecco perché devono essere subito acquisiti a tutti i livelli, anche dalle famiglie dei passeggeri che devono al più presto nominare un rappresentante legale che li rappresenti». Il rischio, aggiunge, «è che le inchieste si concludano sempre con il riconoscimento dell'errore umano e le concause tecniche rimangano occulte».

Alessandra Mangiarotti
Corriere della Sera 03 giugno 2009

VIAGGI

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