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mercoledì 14 aprile 2010

ERBA,OLINDO SCRIVE A FRIGERIO:"NON SONO IO IL SUO AGGRESSORE"



La lettera di Olindo a Mario Frigerio

"Ci chiedevamo come facevano a raggirare, manipolare le persone. Sino quando poi è toccato a noi essere manipolati, usati da chi smaschera questi truffatori. Eppure non ha esitato a usare i loro stessi metodi, con noi e con lei Signor Frigerio". A scrivere, dal carcere, è Olindo Romano: in una lettera che News Mediaset ha ottenuto in esclusiva ribadisce di non essere lui il colpevole della strage di Erba.


"Lei sa che non sono io il suo aggressore. Non sono io che ha visto quella sera", prosegue Olindo nella missiva, scritta di suo pugno e indirizzata a Mario Frigerio, unico superstite del massacro e principale accusatore dei coniugi Romano. Continua Olindo: "In quel periodo drammatico della sua vita - in buona fede - senza rendersene conto - contro la sua volontà - il maresciallo Gallorini le ha fatto dire ciò che lui voleva che lei dicesse, il mio nome, Olindo". Il riferimento è al maresciallo dei carabinieri Enrico Gallorini, il primo a fare il nome di Olindo Romano a Mario Frigerio che, ancora ricoverato in ospedale, non riusciva a riconoscere il proprio aggressore. Pochi giorni dopo, iniziata la lenta ripresa, la testimonianza di Frigerio incastrò i coniugi.

"Poi col tempo si capisce - conclude Olindo -. Non è mai troppo tardi. Noi ci siamo rialzati. Lo faccia anche lei - solo così si può arrivare alla verità. Non quella che da tre anni alcuni vogliono far apparire come tale. Si è mai chiesto cosa c’è dietro tanti errori e indagini mal fatte?". Mercoledì i coniugi Romano, in carcere ormai da tre anni, torneranno in aula per l'ennesima udienza del processo. E, ancora una volta, protesteranno la propria innocenza.
fonte tgcom 14 aprile 2010

Caso Claps, trovata tuta da uomo accanto al cadavere

14/4/2010

Legali della famiglia chiedono perizia
La difesa della famiglia Claps ha chiesto di acquisire una tuta da uomo e di estendere la perizia dell'incidente probatorio. Lo ha detto l'avvocato Giuliana Scarpetta, uscendo dagli uffici della procura di Salerno. "Abbiamo chiesto la perizia di alcuni indumenti trovati in un locale attiguo al campanile", ha detto l'avvocato. Alla domanda se si tratti di indumenti maschili, l'avvocato ha risposto: "Sì, una tuta".


Autopsia secretata per un mese
Resta secretata per 30 giorni la perizia autoptica depositata lunedì da Francesco Introna alla procura di Salerno, sulla salma di Elisa Claps. I periti nell'ambito dell'incidente probatorio disposto dagli inquirenti, sui reperti trovati nel sottotetto della chiesa Santissima Trinità, hanno chiesto invece 60 giorni di tempo. Questi i primi dettagli che emergono dalla prima udienza dell'incidente probatorio.

La Procura generale di Salerno ha deciso di non farla conoscere alle parti, a quella offesa, vale a dire la famiglia Claps, e alla difesa dell'unico indagato per l'omicidio, Danilo Restivo. La decisione è stata presa per consentire l'incidente probatorio che si presenta lungo e articolato. La formula dell'incidente probatorio, con le parti presenti, è necessaria perché alcuni "reperti" possono andare distrutti nell'esame per mappare il dna, ragion per cui sono accertamenti "irripetibili". Gli oggetti da esaminare sono stati repertati nel sottotetto della canonica della chiesa Ss. Trinità dove il 17 marzo èstato trovato il cadavere della ragazza.

Le risultanze dell'incidente probatorio sono importanti perché il formarsi di prove vale poi anche nel successivo dibattimento processuale senza necessità di dover ripetere l'accertamento. Gli esiti dell'autopsia potrebbero quindi rimanere secretati anche per molti giorni. Si è aperta quindi una fase complessa che da un punto di vista tecnico è sia investigativa che processuale.

"Restivo è in Gran Bretagna ed è tranquillo"
L'avvocato di Danilo Restivo, Mario Marinelli sostiene che il suo assistito è tranquillo, a casa sua in Inghilterra, a disposizione per il prelievo del Dna, e poi dice che vorrebbe parlare "a chi ha scritto sulla lavagna nera solo il suo nome: ora servono le prove...". Tutti sono convinti che Danilo Restivo sia l'assassino, gli si fa notare ancora una volta, ma il legale risponde: "E' come la favola del bambino che aveva la marmellata sulla bocca, ma non l'aveva mangiata...".

Marinelli ha confermato che dalla perizia autoptica "non è trapelato nulla". "Ho sentito Danilo Restivo - ha anche detto - è a casa sua, non avrebbe motivo di non essere qua. E' falso che sia chiuso dentro da giorni, esce ma evita il clamore mediatico. Sì, c'è stato qualche episodio nei giorni scorsi anche con la stampa, ma è una cosa finita là, non è foriera di altro".

Polizia inglese in contatto con quella italiana
La polizia del Dorset è in contatto e collabora con gli inquirenti italiani. E' quanto ha dichiarato un alto funzionario che ha chiesto di restare anonimo. "Stiamo proseguendo i nostri normali contatti con la polizia italiana - ha affermato - e con le autorità inquirenti, e continueremo ad assisterli se ce lo chiederanno".
fonte tgcom 14 aprile 2010

LEGIONARI DI CRISTO, INCHIESTA USA: "SODANO PROTEGGEVA MACIEL"

13/4/2010 - La rivista cattolica indipendente Usa National Catholic Report ha pubblicato nei giorni scorsi una sua inchiesta in due puntate che ha messo in evidenza presunti legami tra Maciel e alcuni alti ecclesiastici, tra i quali l'ex segretario di Stato, card.Angelo Sodano.

L' ipotesi commissariamento grava sul destino dei Legionari di Cristo, congregazione religiosa fondata dal discusso padre Marcial Maciel Degollado, pedofilo e impostore, ma non è «l'unica soluzione possibile»


GIACOMO GALEAZZI

Il filo rosso dei legami tra padre Marcial Maciel e il cardinale ex segretario di Stato Vaticano Angelo Sodano finisce sotto i riflettori negli Usa: la rivista cattolica indipendente National Catholic Reporter (Ncr) torna a scavare sul controverso fondatore dei Legionari di
Cristo, morto nel 2008 dopo essersi reso colpevole di decine di abusi sessuali su minori e di una doppia vita fatta di donne e figli illegittimi.«Il fulcro del piano di Maciel per assicurare la sua ’legacy’ a Roma era l’università della Legione, Regina Apostolorum.

Il cardinal Sodano, segretario di Stato Vaticano dal 1990 al 2006, fu una figura chiave nella crescita dell’università a Roma», ha scritto la rivista cattolica nella seconda puntata di una inchiesta dedicata ai legami tra Maciel e il Vaticano. «I sospetti del National Catholic Reporter dovrebbero essere supportati da prove», ha commentato il vescovo di Alessandria monsignor Giuseppe Versaldi, uno dei cinque ’visitatorì incaricati da papa Benedetto XVI di indagare sull’ordine di Maciel che a giorni potrebbe essere ’commissariatò. Intanto negli Stati Uniti l’inchiesta del Ncr ha provocato il consueto scossone: «C’è un cardinale la cui testa dovrebbe rotolare: Sodano. Le dimissioni sarebbero il miglior modo per ripudiare la sordida maniera con cui padre Maciel fu protetto per tanti anni a Roma», si legge su America, la rivista dei gesuiti Usa.

L’inchiesta del National Catholic Reporter è firmata da Jason Berry, l’equivalente per lo scandalo della pedofilia negli Usa di quello che Carl Bernstein e Bob Woodward furono per la politica al tempo del Watergate. Nel 1985 un’inchiesta di Berry in Louisiana mise per la prima volta in luce un caso di pedofilia da parte del clero. Stavolta, in due riprese, il giornalista ha portato alla ribalta la rete di contatti dell’impero di Maciel facendo i nomi, oltre che di Sodano, del cardinale Eduardo Martinez Somalo, già prefetto della Congregazione per gli Istituti della Vita Consacrata e di monsignor Stanislaw Dziwisz, il segretario polacco di Papa Giovanni Paolo II, divenuto ora cardinale di Cracovia.«Alla fine degli anni Novanta, quando otto ex Legionari denunciarono Maciel davanti alla Congregazione per la Dottrina della Fede, Sodano fece pressioni sull’allora cardinale Ratzinger per non processarlo», scrive il Ncr che riconduce l’amicizia tra l’allora segretario di Stato e il prete messicano al Cile degli anni di Pinochet.

«Più tardi a Roma come ospite d’onore ai banchetti della Legione, il cardinale divenne il più grande sostenitore di Maciel’, afferma Berry che cita Glen Favreau, un avvocato americano ed ex Legionario a Roma tra 1990 e 1997, secondo cui Sodano sarebbe intervenuto presso le autorità italiane per ottenere varianti al piano edilizio per costruire l’Università.

»Maciel assunse poi il nipote di Sodano, Andrea, come consulente« e a questo punto la vicenda si intreccia con un’altra ben nota alle cronache degli Stati Uniti: Andrea Sodano divenne in seguito il socio in affari di Raffaello Follieri. L’uomo d’affari pugliese ex fidanzato dell’attrice Anna Hathaway fu condannato nel 2008 a New York per aver truffato, millantando credito in Vaticano, alcuni investitori americani tra cui il re dei supermercati - e amico di Bill Clinton - Ron Burkle.

L’inchiesta del Ncr arriva mentre in Vaticano sta per andare in porto il lavoro dei ’visitatorì apostolici sull’ordine dei Legionari: l’ipotesi del commissariamento - ha detto monsignor Versaldi - è una delle opzioni »ma non l’unica possibile«. Secondo John Allen, vaticanista del Ncr, una decisione sarebbe alle porte, probabilmente dopo il rientro del Papa da Malta: come possibile commissario Allen indica il cardinale portoghese Jose Saraiva Martins, 78 anni, che nel 2008 ha lasciato la Congregazione per la Causa dei Santi e che proviene anche lui da un ordine religioso.
LA STAMPA 13 APRILE 2010

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