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mercoledì 4 febbraio 2009

DURI E PURI:CONDANNATO EX SINDACO LEGHISTA PER VIOLENZA SESSUALE DI GRUPPO

manenti

di Wildgreta

Commento sul web: "Chissà perchè fa più rumore la violenza di gruppo fatta da rumeni su un'italiana che non la violenza di gruppo fatta da un sindaco leghista su una ragazza rumena... di qs notizia sicuramente non se ne occuperà la televisione, non ci saranno dibatti a porta a porta e non ne sentiremo più parlare."

Ex sindaco di Rovato, condannato a 6 anni e 8 mesi per stupro di gruppo su prostitua rumena 19enne. (qui l'articolo). Ma come? E la durezza contro gli immigrati? E la lotta alle prostitute che deturpano le città? E la guerra ai clandestini? Tutto giusto, poi ognuno fa come gli pare e, qualche volta, lo beccano pure.

La reazione dell'ex sindaco leghista Roberto Manenti è stata di assoluto stupore, lui non conosce la ragazza. In pratica, secondo l'ex primo cittadino di Rovato in carica fino al 2002, il suo nome sarebbe stato trovato in un'agendina della ragazza, ma lui non la conoscerebbe. Quindi, per i suoi legali, la condanna si baserebbe "solo" sulla testimonianza della ragazza e sull'agendina. Completamente diversa la versione dell'accusa che troverete nell'articolo correlato in fondo.

E adesso veniamo alle reazioni:

La Lega afferma di averlo espulso dal partito nel "99 ma stranamente era presente in una lista nelle elezioni 2007 e, se la lista vesse, vinto, Manenti sarebbe diventato assessore alla sicurezza. Sul sito di Qui Brescia.it, i cittadini scrivono:

"lo squallore di tutta questa vicenda è nel fatto che un "SIGNOR SINDACO BENPENSANTE"....in quanto proprio Manenti è stato fra i primi a voler combattere contro la piaga della prostituzione....proprio un SIGNOR SINDACO BENPENSANTE poi faccia quanto ha fatto.
E non interessa il partito nel quale milita o ha militato....CONSIDERIAMOLO COME PRIMO CITTADINO!!!! che vergogna...che squallore!! Sono cmq sempre dell'idea che le persone più insospettabili sono i più.... (e lo affermo per aver tccato con mano!!

E poi Carlos dice:

. 04-02-2009 15:07

Nell'attesa che Lega ci dia altri aggiornamenti sul soggetto di cui evidentemente conosce bene la storia politica, confermo io che Manenti era candidato ANCHE PER LA LEGA nel 2007 a ROVATO come assessore alla sicurezza con un accrodo tra FI, AN, LEGA UDC
A proposito di tale accordo Dario Fogazzi ( segretario Lega Nord ): "La Lega appoggia quest'accordo. Roberto Manenti è una presenza forte sul territorio....
C'è una bella differenza tra prendere le distanze ed espellere (come DICE il Sig. Lega), "ladri ed i collusi con la crmiminalità organizzata" e invece candidare ad assessore alla sicurezza (come HA FATTO la Lega).

Fonte Qui Brescia 4 febbraio 2009

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venerdì 11 gennaio 2008

Padre Fedele: rinvio a giudizio, da due anni altalena di accuse

COSENZA - Era una decisione quasi scontata quella del rinvio a giudizio di Padre Fedele Bisceglia e del suo segretario, Antonio Gaudio, accusati di avere violentato una suora nell'Oasi francescana di Cosenza. La decisione del Gup, Livio Cristofano, non ha sorpreso i difensori dei due indagati che, al termine dell'udienza preliminare, hanno parlato di una decisione "che non ci lascia stupiti". Nonostante le varie fasi giudiziarie e decisioni, Padre Fedele non si rassegna ed ancora ha voluto gridare la sua innocenza. In una lettera consegnata al Gup ha giurato "dinnanzi al mondo intero e con le mani sul Vangelo che il delitto-peccato di stupro singolo e di gruppo ascrittomi da suor Gaetana Alesci non solo non l'ho commesso ma neanche pensato". Sul rinvio a giudizio hanno espresso soddisfazione i legali di parte civile che rappresentano la suora che ha subito gli abusi sessuali ed il centro antiviolenza 'Lanzino' di Cosenza. L'odissea giudiziaria di Padre Fedele e del suo segretario inizia con il loro arresto, avvenuto il 23 gennaio del 2006. Nell'interrogatorio dinanzi al Gip, Giusy Ferrucci, che aveva emesso l'ordinanza di custodia cautelare, il frate sostiene di essere vittima di un complotto. Dopo alcuni giorni di detenzione, padre Fedele ottiene gli arresti domiciliari nel convento dei frati cappuccini di Belvedere Marittimo. La struttura da circa 300 anni conserva parti delle reliquie di San Valentino e viene anche comunemente chiamato 'Convento dell'amore'. Durante la fase delle indagini preliminari la vicenda di Padre Fedele vede molteplici sorprese dal punto di vista giudiziario e sul fronte mediatico. A distanza di poche settimane dall'arresto i difensori del frate rendono noto che il loro assistito non ha potuto aver compiuto la violenza sessuale perché affetto da una patologia alla prostata che lo rende impotente, ma dopo una settimana un altro colpo di scena: dopo le numerose trasmissioni televisive e la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche di Padre Fedele, la Conferenza dei Vescovi della Calabria denuncia lo scempio mediatico compiuto nei confronti del frate e il 24 febbraio il tribunale della libertà di Catanzaro rimette in libertà Antonio Gaudio. Il primo colpo di scena si ha nel maggio del 2006 quando i giudici del tribunale della libertà rimettono in libertà Padre Fedele, sostenendo che la suora non è attendibile. Ma gli effetti della decisione del Tribunale del riesame dura poco: il 26 ottobre la Cassazione annulla con rinvio la decisione del tribunale della libertà per Padre Fedele e Antonio Gaudio e fissa per marzo 2007 una nuova udienza del riesame a Catanzaro. Dopo la nuova udienza dinanzi al tribunale della libertà, il frate torna ai domiciliari in un convento dell'Umbria. Il 18 luglio di quest'anno, dopo le numerose dichiarazioni fatte dal frate, l'Ordine dei Cappuccini decide di sospenderlo a divinis. A distanza di pochi mesi però Padre Fedele torna libero, anche se con l'obbligo di dimora. La decisione più clamorosa è del 27 ottobre dell'anno scorso, quando il frate viene espulso dall'Ordine generale dei frati minori cappuccini. Il 20 dicembre inizia l'udienza preliminare nei confronti di Padre Fedele e del suo segretario Antonio Gaudio. Stasera la conclusione, con il rinvio a giudizio e la fissazione per l'11 marzo dell'inizio del dibattimento a Cosenza.

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